Qualche settimana fa è venuta a trovarci mia sorella. Come ho già avuto modo di raccontare, la sciagurata si è trasferita in una ridente cittadina montana a circa 400 Km di distanza da Milano. Ciò significa che quando decide che è il weekend giusto per una gita in città, viviamo stratificati nell'appartamento di mia madre. La genitrice, io, mia sorella, suo marito e le mie due nipotine. V., la più grande, di tre anni e mezzo e I. che compirà due anni questo dicembre.
Devo dire che nonostante l'invasione di campo, che in alcuni casi è difficile da digerire per una solitaria come me, queste visite di gruppo mi fanno piacere. Posso spupazzarmi le nipoti, fare la zia a tempo pieno e insegnare loro qualcosa, costruendo così il terreno sul quale potranno stratificarsi i ricordi della loro infanzia. Che bella immagine.
L'unica cosa che riesco a sopportare meno è la mancanza di sonno. Quando arrivano loro infatti tutta la vita familiare si svolge secondo i loro orari: sveglia alle 7,30 (quando si è fortunati alle 8), colazione, passeggiata, pranzo alle 12,30, riposino alle 14 ecc... Di conseguenza è facile capire come io vada istantaneamente in deficit di sonno e abbia alcune rimostranze da fare quando il sabato mattina i dieci chili della nipote n. 1 mi svegliano saltandomi sulla pancia. Niente che la faccetta sorridente di V. non possa risolvere, ma a volte è bello prendersi delle rivincite, non tanto sulle nipoti che, per carità, fanno solo il loro dovere di bambini, quanto piuttosto su mia sorella.
Dovete infatti sapere che la sciagurata ha dieci anni più di me, e ha ottenuto questo appellativo grazie all'impegno profuso in anni e anni di vessazione della sottoscritta. Quando avevo tre anni ad esempio, le piaceva prendermi le mani, sedersi sul divano guardandomi dritto negli occhi e dirmi con l'espressione più seria che riuscisse a mantenere:
"La mamma mi ha detto che oggi pomeriggio devi andare dal dottore..."
"Si"
"Ti farà la puntura, lo sai?"
Mia madre poi non capiva il motivo per il quale non riuscisse più a portarmi serenamente dal pediatra (che tra l'altro era un'amica di famiglia) e mia sorella ha confessato solo anni dopo quando non c'era più pericolo per la sua incolumità.
Ho saputo anche che quando avevo sette/otto mesi mi faceva rimbalzare sul materasso del lettino, sembrava che a me piacesse lì per lì, però ho passato gran parte della mia vita cosciente a chiedermi quale fosse l'origine di quel bozzo che ho dietro la nuca...
Insomma la sua perfidia non aveva confini anzi, chi si ritrova nella mia stessa condizione saprà che purtroppo si rimane sorelle minori per tutta la vita, anche se ad un certo punto scopri di poter giocare ad armi pari.
Ma passiamo ai fatti.
Sabato mattina ero sveglia dalle 7, orario in cui I., che ancora non parla molto bene, ha iniziato a questionare sui mali del mondo, in particolare mi è parso di capire che riflettesse ad alta voce sulle conseguenze climatiche del buco dell'ozono sugli ecosistemi della fascia equatoriale, ma ero ancora assonnata e devo ammettere che potrei anche sbagliare.
Ad un certo punto però nel torpore del dormiveglia sono riuscita comunque a sentire mia sorella che bisbigliava dietro la mia porta:
"V. vai a svegliare la zia Margot, chiedile se viene con noi all'Auchan"
V. allora, fingendo di bussare, è entrata come un tornado nella mia stanza e piazzando la sua faccetta ad un centimetro dal mio naso ha detto:
"Ciao zia Margot, sei sveglia? Andiamo all'Auchan sai?"
"Si lo so"
"Vieni zia Margot, andiamo all'Auchan sai?"
"No V. ho sonno, preferirei dormire"
"Ah"
"Maaaammaaaaa la zia Margot ha detto che non viene" - ha urlato a squarciagola
e mia sorella "Noooooooooooo zia Margot non vieni? Daaaiii zia Margoooot vieni..."
allora anche mia nipote ha iniziato "Noooooo zia Margot vieeeniiii" e poi ha aggiunto, pensando di farmi un proposta che non avrei potuto rifiutare:
"Andiamo alle macchinine sai?"
"Che culo!"
"Voleva dire che fortuna la zia Margot"
A quel punto mi sono sentita accerchiata, è arrivata anche I. con il suo sorriso migliore, V. aveva il faccino dispiaciuto e iniziavo a sentire che non mi sarei mai potuta perdonare per non essere andata con loro il sabato mattina all'Auchan a inserire gettoni nelle macchinine e allora mi sono alzata e ho detto, giusto per riaffermare il concetto nella piccola mente di mia nipote:
"Che culo, andiamo alle macchinine!"
Come da copione V. ha iniziato a saltellare per casa al suono della canzone:
"Che culo! Che culo! Che culo!"
con I. dietro che trotterellava a sua volta e mia sorella che cercava di porre rimedio al danno ormai fatto con inutili affermazioni tipo:
"Non si dicono le parolacce" e altre banalità simili.
Diabolica Margot! Ecco come vendicarsi delle malefatte subite per colpa della sciagurata e lasciare un piccolo frammento nel lungo sentiero dei ricordi della simpatica zia Margot.
Allora sei cattiva!
RispondiEliminaDovresti però fare uno scherzo più personale a tua sorella, prendertela proprio con lei non con le piccole.
Che so, nasconderle le cose, tagliarle una maglia o altri dispettucci. Magari anche darle una botta sulla nuca se riesci :)
Brava Margot così si che mi piaci!!! :D
RispondiEliminaGiodip
@extramamma, ebbene si, anche io ho un dark side...però hai ragione non dovrei "usare" le piccole ma buttarmi direttamente sulla sciagurata...
RispondiElimina@ Giodip, grazie per la visita al blog!