giovedì 24 febbraio 2011

Imperativamente

Purtroppo è giunta l’ora di tingersi i capelli. Ho aspettato fino a quando ho potuto, portando con me il vessillo di una capigliatura al naturale che non ha quasi mai visto tinte o colorazioni diverse dalla sua. In realtà in seconda superiore volevo a tutti i costi farmi i capelli viola come quelle belle punkabbestia che bivaccavano fuori dalla mia scuola, ma mia madre (santa donna che non smetterò mai di ringraziare abbastanza per questo) ha imposto un irremovibile rifiuto alla richiesta autorizzando, davanti alle mie infinite lacrime, solo una colorazione all’henné che a ben vedere era tono su tono e quindi una concessione finta alla mia ribellione adolescenziale. Negli anni poi, passato il periodo di fascinazione per il genere punk e per quelle tinte fosforescenti che richiedevano di ossigenare i capelli e quindi lentamente ucciderli per giungere al risultato finale, ho imparato ad apprezzare il mio colore, e non ho mai sentito la necessità di tingermi i capelli. Del resto a me il mio colore piace, mi sono sempre sentita mora nel profondo e pazienza se poi gli uomini preferiscono le bionde, le rosse hanno più pepe e altre cagate così. Anche il pensiero di stare due ore dal parrucchiere ad aspettare che la tinta faccia il suo dovere mi manda profondamente in paranoia, e vogliamo parlare della ricrescita? Ogni quanto tempo bisogna ritingerseli ‘sti capelli? E quanto costa? Ma soprattutto perché??? Se voglio leggere Diva e Donna e chiacchierare con qualche vecchietta piuttosto vado al parcogiochi e mi siedo tra le nonne, non vado a spendere 70 euro e più in un posto in cui chissà perché riescono sempre a farti sentire inadeguata:

“Hai i capelli grassi sai?”
“Si lo so”
“Ma usi lo shampoo specifico? Si dai, come quello che abbiamo in vetrina e costa 30 euro a flacone…”
“No io lo compro al supermercato, quello che fa swiishhhh… Ha presente?”
“ORROREEEEEEEEEEEEEEEEE!!!!! Devo bere un caffè per riprendermi…”
Dopo dieci minuti….
“Va bene riprendiamo, allora ti lavo i capelli con questo prodotto super specifico per capelli grassissimi, e poi, la vuoi la cremina?”
“No.”
“A vabbè, però guarda che hai un po’ di doppie punte.”
“Fa niente. Lavami i capelli grazie.”
Poi arrivi in cassa e anche se hai fatto solo taglio e piega paghi 40 euro e non sai perché visto che i prezzi in vetrina erano diversi, e 15+17 fa 32 e non 40, ma l’unica cosa che vuoi fare è uscire dal negozio non stare lì a fare polemica, e allora tanti saluti e arrivederci.

Ora però la situazione è peggiorata, oltre alla lotta per la cremina riparatrice, lo shampoo specifico, il taglio all’ultima moda che tu non vuoi fare ma loro vogliono sperimentare su di te, sono arrivati i capelli bianchi. Tanti capelli bianchi che addirittura rimangono impigliati nella spazzola. Prima ne avevo qualcuno che ogni tanto faceva capolino dalla mia folta capigliatura, ma niente di grave mi dicevo, niente che richiedesse un intervento da parte mia. Adesso invece si vedono e devo correre ai ripari.

In questo periodo di crisi economica, senza un lavoro veramente remunerativo, e con una manifesta idiosincrasia per i parrucchieri, ho deciso di affidarmi al fai da te e proprio ieri pomeriggio ho comprato al supermercato una confezione scontata del 50% di crema colorante, nuance Marron Glacè.

Nonostante la sfiga dei capelli bianchi, che accomuna anche mia madre e mia sorella, il mio patrimonio genetico mi ha portato in eredità capelli lisci come spaghetti che non si spettinano neanche con la bora e che posso asciugare a testa in giù senza subire deleterie conseguenze estetiche. Certo, durante la mia tormentata adolescenza, il fascino per l’alternativo mi portava e desiderare i dred (la tipica acconciatura jamiacana) e anche se non mi lavavo e pettinavo i capelli per giorni loro continuavano a rimanere ben separati gli uni dagli altri dandomi non poco dolore in quel periodo, ma poi la saggezza mi ha insegnato ad apprezzare questa loro caratteristica. E chi li ha più curati i capelli? Una lavatina con lo shampoo del supermercato, 5 minuti di asciugatura a testa in giù con il phon alla massima potenza, e via in giro per il mondo.

Peccato però che ora io mi ritrovi con delle istruzioni per la colorazione che a causa della mia inettitudine risultano incomprensibili, ma soprattutto minacciose… Io non so chi le scriva, probabilmente c’è un team di esperti della comunicazione che si occupa di queste cose, ma ragazzi, rilassatevi…

Ecco un estratto:
“Test di sensibilità cutanea da realizzare IMPERATIVAMENTE 48 ore prima di ciascuna applicazione…..”
Oppure:
“Rompere IMPERATIVAMENTE il beccuccio del flacone immediatamente dopo avere effettuato la miscela per evitare lo scoppio del flacone e dannose fuoriuscite di prodotto.”

Mentre leggevo le istruzioni per un attimo ho avuto paura che se non le avessi seguite alla perfezione il dio delle tinture e delle creme coloranti avrebbe scatenato su di me la punizione che si meritano i trasgressori dei comandamenti. Ho deciso infatti di seguire imperativamente tutte le indicazioni per filo e per segno prima di ritrovarmi bionda perché ho fatto arrabbiare un dio. Ogni volta che guardo la confezione posata sulla mia scrivania ho un brivido di terrore che mi attraversa la schiena, ma non posso fare a meno di pensare che imperativamente sia proprio un bell’avverbio. Potrei usarlo anche io nella mia professione:

“Bambino! Scendi imperativamente da quell’albero!”

Certo per il tempo che ci vuole a pronunciarlo, alla fine della frase il bambino si sarebbe già sfracellato a terra, ma che effettone tra le altre babysitter!

Ad ogni modo non ho ancora avuto il piacere di testare il mio nuovo colore di capelli, infatti anche se, come immaginavo, non sono allergica alla crema colorante, preferisco lasciar passare 48 ore, non si sa mai, ci tengo che la mia colorazione Marron Glacé venga al meglio.

8 commenti:

  1. Non aprire quel flacone! Non farlo!
    Già il nome marron glacè è inquietante!
    I tuoi capelli bianchi non si vedono, non entrare nel tunnel!

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  2. Ma Anonimo! Come fai a sapere quanto si vedono o meno i miei capelli bianchi?! Non sarai mica il dio delle tinture e delle creme coloranti! Comunque ormai è troppo tardi...

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  3. ciao! scoperta oggi, già sono ammaliata da questo sfondo con i libri e il tuo bel modo di scrivere. Suggerisco anch'io, dato che mi sembri contro corrente quanto basta (oh quanto mi riconosco in quelle attese al basket...), non iniziare neppure a tingerli!! poi diventa una schiavitù totale ogni 3 settimane. Sfoggia la tua chioma così com'è e se proprio non ti piace, prova di nuovoa con henné da erboristeria che copre ma non tinge. (Io parlo però ho 50 anni, immagino tu sia molto più giovane..)
    saluti cari, Paola

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  4. Ciao Paola, grazie per la visita! Proverò anche l'henné. (perchè ormai ho ceduto alla crema colorante....)

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  5. ...direi che dopo questa ti aggiungo nel mio blog roll.

    (fanno 20 euro).

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  6. @quellosbagliato: bonifico o carta di credito (che non ho...) Anche io prima o poi scoprirò come si fa ad avere un blogroll e ti linkerò...

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  7. va bene un bonifico, oppure puoi spedirmi una lettera con una banconota da 20 euro dentro. mandami una mail privata che ti invio i miei dati e le coordinate bancarie.

    ci conto eh!

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  8. No aspetta! Mi è venuta un'idea geniale, ho deciso di investirli per pagare un ragazzetto che ne sappia più di me e che mi metta un blogroll sul blog!

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