<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-1273601356733621126</id><updated>2012-02-17T05:27:07.589+01:00</updated><category term='Vacanze'/><category term='farmacia'/><category term='sport'/><category term='scuola'/><category term='sorella'/><category term='laurea'/><category term='università'/><category term='Nipoti'/><category term='vita familiare'/><category term='Star Wars'/><category term='fungo'/><category term='sciagurata'/><category term='Bimbomix n°1'/><title type='text'>Margot's nanny diaries</title><subtitle type='html'></subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://margotsnannydiaries.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1273601356733621126/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://margotsnannydiaries.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><author><name>Margot</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00710675474803829685</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>74</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1273601356733621126.post-6480857042791063130</id><published>2012-02-07T19:28:00.003+01:00</published><updated>2012-02-07T21:52:23.373+01:00</updated><title type='text'>La mia amica Giuggi</title><content type='html'>Io ho una carogna, la mia carogna sulle spalle. E’ con me da così tanto tempo che ho deciso di darle un nome. La chiamerò Giuggiola. Giuggi per gli amici. Si lo so, per chi non ha figli, nipoti o per chi al contrario di me non ha fatto continuativamente la babysitter negli ultimi dieci anni Giuggi non è nessuno, ma in realtà l’ho presa da Nemo, più precisamente dall’amichetta del papa di Nemo (che poi perché Nemo sia diventato più famoso di suo padre che è il vero protagonista del film non me lo spiegherò mai). Sto parlando di quella stordita cerebrolesa di Dori che giocava con le meduse. Una in gamba insomma, un role model (direbbero gli anglosassoni) per grandi e per piccini.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel mio personalissimo caso Giuggi è una pecora morta ricoperta di soffice lana che risiede sulle mie spalle, il muso è sulla spalla destra così che io, che sono destrorsa, possa accarezzarla con voluttà tutte le volte che più mi aggrada, mentre sulla spalla sinistra alloggia il culo di Giuggi, e meno male che non scoreggia più, povera bestia. Giuggi ha un tempo indefinito, è morta in un tempo indefinito e rimarrà con me per un tempo indefinito. Almeno fino a quando non riuscirò a far ragionare quel bastardo dell’&lt;a href="http://www.margotsnannydiaries.blogspot.com/2011/11/riunione-con-gli-omini-del-mio-cervello.html"&gt;omino del senso di colpa&lt;/a&gt; chè lo so che è  in combutta con lei.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Giuggi è sempre stata con me, fin da quando ero piccola e davo la colpa al gatto per tutti i danni che facevo in casa, fin da quando rubavo le sigarette a mia madre e a mia sorella, quando mi facevo le canne al parchetto, quando facevo peggio al parchetto e anche quando poi mi hanno bocciato perché me ne facevo troppe di canne al parchetto. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Giuggi era con me sul divano quando lasciavo che B. guardasse  troppa televisione per riuscire a leggere il libro del momento:  &lt;br /&gt;“Fino alla fine del capitolo” – dicevo a me stessa - “No, dai, ancora uno, solo uno” – ripetevo con convinzione, e intanto B. aveva guardato i primi tre episodi  (o gli ultimi tre, a seconda dei punti di vista) della saga di Star Wars in un pomeriggio. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Giuggi, figuriamoci, era con me anche all’università quando non davo un esame perché facevo  troppo tardi  la sera e poi non riuscivo a svegliarmi per andare a lezione o studiare. Ma Giuggi è con me soprattutto adesso che lavoro, ed era con me quando mercoledì e giovedì mi son cagata sotto a prendere la macchina con la neve.&lt;br /&gt;Cara Giuggi, soffice pecora dal pelo bianco. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Giuggi, hai un po’ rotto i coglioni anche tu, però adesso hai un nome carino e in quanto carogna credo che tu sia la prima e ultima nel tuo genere.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1273601356733621126-6480857042791063130?l=margotsnannydiaries.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://margotsnannydiaries.blogspot.com/feeds/6480857042791063130/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://margotsnannydiaries.blogspot.com/2012/02/la-mia-amica-giuggi.html#comment-form' title='6 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1273601356733621126/posts/default/6480857042791063130'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1273601356733621126/posts/default/6480857042791063130'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://margotsnannydiaries.blogspot.com/2012/02/la-mia-amica-giuggi.html' title='La mia amica Giuggi'/><author><name>Margot</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00710675474803829685</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>6</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1273601356733621126.post-2809206437476032249</id><published>2012-01-23T20:30:00.000+01:00</published><updated>2012-01-23T20:31:27.374+01:00</updated><title type='text'>Virtualmente sorridere</title><content type='html'>Sapete qual è stato l’errore maggiore che ho commesso quando ho aperto il blog? Diffondere la notizia tra amici e conoscenti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dai, vieni a dare un’occhiata al mio blog. Ti piace questo post? Ah si, questo sarebbe un argomento perfetto per il mio blog - Perché hai un blog? - Si, ti giro il link via mail.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Stupida Margot. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Eppure la mia mentore me lo aveva detto che non avrei dovuto farlo, ma io, debole essere umano, ho ceduto alla tentazione solo perché all’inizio mi faceva tristezza non avere commenti e speravo che gli amici, almeno loro, avrebbero commentato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Secondo tragico errore, gli amici, a meno che non siano blogger non commentano e se sbattono lo stra-cazzo del tuo blog, così loro sanno che esiste, ma non contribuiscono minimamente alla sua riuscita e tu non puoi neanche sfotterli o raccontare le loro folli disavventure con un pizzico di ironia in più perché non si sa mai che si possano creare irrimediabili incidenti diplomatici o strane immedesimazioni che potrebbero esaurire amicizie secolari. E così vai avanti con il politicamente corretto, con storielle divertenti che non hanno un rapporto definito con il reale o con altrettante storielle che il rapporto con il reale ce l’hanno eccome ma non con le persone che sono a conoscenza del tuo blog. Insomma, non puoi stronzeggiare a dovere senza dover dare troppe spiegazioni. Devi censurare il profilo facebook e quello twitter, rispondere sempre cortesemente ai commenti, seguire persone delle quali non te ne sbatte veramente il cazzo e sorridere, virtualmente sorridere. Sempre.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se fossi coperta dall’anonimato, quello vero, un paio di fanculeggiamenti in più li avrei fatti, e diciamolo, avrei guadagnato molto di più in genuinità. Son mesi che non scrivo post solo perché le uniche cose che ho in mente in questo periodo sono morte e distruzione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Intendiamoci, io nella realtà ho un pessimo carattere, ma non tutti tra i miei amici lo sanno, perché, discendendo da una stirpe di diplomatici in decadenza, la loro arte mi è entrata nel sangue e riesco a dissimulare i miei malumori molto bene.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;-Mi sta bene questo cerchietto fucsia con l’effige della Madonna? Sono sexy?&lt;br /&gt;-Cara mia, è particolare, diciamo così, ti da un’aria alternativa, di certo questa sera non passerai inosservata.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Oppure:&lt;br /&gt;-Secondo te faccio bene ad andare a letto con un altro all’insaputa del mio fidanzato anche se questo altro è suo fratello?&lt;br /&gt;-Libero arbitrio vecchia amica. Io sono una convinta sostenitrice del libero arbitrio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;O ancora&lt;br /&gt;-Hi hi hi, Margot mi dispiace ma ho spalmato di merda il tappetino posteriore dx della tua macchina, adesso sono in ritardo per l’appuntamento con il Giangi, ti dispiace se non lo pulisco?. &lt;br /&gt;-No, non possiamo assolutamente far aspettare il Giangi, figurati! Lo pulisco io.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ultimamente però sto peggiorando, e il filtro diplomatico non riesce più ad arginarmi perché odio tutti e tutto. Familiari, colleghi, amici, internauti, animali, errori di ortografia, refusi, oggetti inanimati, soprammobili, posate, fanali posteriori e soprattutto fendinebbia, twitter, facebook, corriere.it che ci mette 35 anni ad aprirsi, gli articoli dei giornali, chi ha successo, chi non ne ha ma ha cercato di averne, le amiche che non si fanno i cazzi loro, le amiche che mentono e costruiscono un’immagine di sé e ci credono anche, chi mi sta addosso, chi non mi sta addosso, la mia macchina perché non è un BMW, la mia collega ansiogena, il fottutissimo mouse a pallina che mi hanno rifilato in ufficio, e questo post che assomiglia troppo all’inizio e alla fine di Trainspotting.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Si, si, non sto benissimo. Me ne vado in giro con questo sguardo torvo, incazzata e amareggiata e non ne faccio passare liscia mezza a nessuno.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Eppure cari amici, cari amici rimasti potrei dire (mi riterrò fortunata ad avere ancora un follower dopo questo post, e quel follower sarà probabilmente morto e incapace dunque di eliminare il suo profilo) io sento che, se riesco a non farmi venire le rughe da sguardo torvo, questa sarà la mia rinascita, come la regina Margot al ballo di Satana. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ps: Adesso, per esempio, ho appena creato una playlist che ho intitolato “Per contrastare suonatori di piano e di flauto” e ci ho messo i pezzi più pesanti dei Queens of the Stone Age e dei Eagles of Death Metal. Pensate che io, dopo otto ore di lavoro, due di viaggio e innumerevoli paranoie avessi voglia di mettermi al computer? Ovviamente no, ma la soddisfazione che mi da sentire che la mia vicina del piano di sopra ha smesso di suonare il piano perché non sentiva più la sua musica e la batteria del mio amico Josh la infastidiva, è stato uno dei momenti topici della giornata. Si, ancora una volta non sto benissimo, ma Margot, la regina, il ballo, Satana…capito no?&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1273601356733621126-2809206437476032249?l=margotsnannydiaries.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://margotsnannydiaries.blogspot.com/feeds/2809206437476032249/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://margotsnannydiaries.blogspot.com/2012/01/virtualmente-sorridere.html#comment-form' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1273601356733621126/posts/default/2809206437476032249'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1273601356733621126/posts/default/2809206437476032249'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://margotsnannydiaries.blogspot.com/2012/01/virtualmente-sorridere.html' title='Virtualmente sorridere'/><author><name>Margot</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00710675474803829685</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1273601356733621126.post-7831557970233414488</id><published>2011-11-24T11:39:00.002+01:00</published><updated>2011-11-24T11:48:04.160+01:00</updated><title type='text'>Nel mio ufficio di Bergamo</title><content type='html'>Sto facendo un lavoro noiosissimo, il mio capo buono, che non ha commissionato il lavoro in oggetto, telefona per sapere come sto e mi chiede se mi sto prendendo a badilate in faccia per la noia, io gli rispondo che me le sarei date da un’altra parte, le badilate, se fossi stata un uomo. Diciamo che da quando lavoro a Bergamo ho spesso desiderato di essere un uomo, quantomeno perché, almeno dal punto di vista metaforico noi donne abbiamo meno punti dolenti sui quali eventualmente sfogare la noia e l’apatia. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il variegato mondo della provincia bergamasca è ogni giorno più sorprendente. Non solo hanno una strana etica del lavoro, non sopportano lo stress e non sono in grado di organizzare il loro tempo in modo efficiente, parlano anche in modo strano. Non è solo una questione di dialetto o accento, no. Io non capisco neanche il siciliano eppure, se esistesse veramente, mi metterei in prima fila per sposare Montalbano ché l’uomo siculo, diciamolo, ha quasi sempre il suo perché. Loro invece emettono degli strani versi gutturali che difficilmente ho sentito riprodurre da altri umani. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La domanda che mi viene più spesso in mente quando mi ritrovo davanti a persone che ricoprono ruoli commerciali o di rappresentanza in azienda è: “Ha mai pensato di iscriversi ad un corso di dizione? Magari è troppo tardi per lei, ma potrebbe dare il buon esempio agli altri o ottenere dei risultati che, per quando piccoli, sarebbero comunque un passo avanti nel suo caso”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quel modo di parlare, quell’emissione incontrollata di versi è un tratto che li contraddistingue tutti. Forse solo i rappresentanti più istruiti delle giovani generazioni riescono a salvarsi, ma usano comunque due registri. Ho visto ragazze attraenti e curate che in situazioni formali se la cavano solo con una leggera cantilena, trasformarsi in troll con problemi di dizione quando si sentono a loro agio in contesti familiari o conversano con i propri genitori al telefono. E comunque quando conosco una ragazza bergamasca il cui accento è umano e non troppo riconoscibile lo comunico con tale stupore che penso mi abbiano ormai beccata. La copertura è finita, hanno capito cosa penso di loro, ma andiamo avanti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La prima volta che ho incontrato la responsabile amministrativa dell’ufficio (faccio notare che nella loro organizzazione aziendale lei ricopre un ruolo dirigenziale ed è solo tre gradini sotto il super presidente eccellentissimo), pensavo che fosse la bidella o l’inserviente del bagno perché parla come un agricoltore della Val Taleggio. La sua voce che la mattina, quando non mi sono ancora del tutto aperta al mondo lì fuori del mio cervello, mi spaventa un po’ e mi costringe, mio malgrado, a scappare. Ormai quando la vedo faccio solo un gran sorriso e un cenno con la testa, sperando che non le venga in mente di dirmi qualcosa. E dire che è anche una bella donna in forma e si veste bene. Se solo i suoi genitori le avessero fatto fare quel famoso corso di dizione…&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nella bassa bergamasca invece cantilenano, ma qui non mi sento di dire niente di male perché i miei amati cugini sono emigrati in zona in tenera età, perdendo subito l’accento milanese a favore di un ibrido al quale ormai sono affezionata perché mi ricorda i Natali e le Pasque passate a contendermi cibo prelibato con quel bravo ragazzo scellerato di mio cugino. "Bagai!" ormai mi è entrato nel cuore e per me ha il dolce profumo del panettone con la crema al mascarpone, l'aspetto degli scampi al forno e il melodioso suono della carta dei regali. Evviva la bassa, ma non tutta, s'intende...&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1273601356733621126-7831557970233414488?l=margotsnannydiaries.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://margotsnannydiaries.blogspot.com/feeds/7831557970233414488/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://margotsnannydiaries.blogspot.com/2011/11/nel-mio-ufficio-di-bergamo.html#comment-form' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1273601356733621126/posts/default/7831557970233414488'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1273601356733621126/posts/default/7831557970233414488'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://margotsnannydiaries.blogspot.com/2011/11/nel-mio-ufficio-di-bergamo.html' title='Nel mio ufficio di Bergamo'/><author><name>Margot</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00710675474803829685</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1273601356733621126.post-6130947033610953491</id><published>2011-11-09T22:46:00.003+01:00</published><updated>2011-11-09T23:00:58.593+01:00</updated><title type='text'>Riunione con gli omini del mio cervello</title><content type='html'>“Ok ragazzi, sarò breve. Io non amo le riunioni, avreste dovuto capirlo dall’intensa attività al quale il vostro collega Omino della fantasia, è sottoposto quando devo partecipare alle riunioni del mio capo. Si, i folletti verdi che si aggirano tra i neuroni che abitate sono ologrammi da lui creati solo per mio divertimento, e già che ci sono ribadisco il concetto: non sono pericolosi. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non avrei mai pensato di dirlo, ma riconosco che ogni tanto incontrarsi è necessario per fare il punto della situazione e individuare le priorità. Non voglio tediarvi con la solita storia della grande famiglia, dell’ingranaggio ben oliato che ogni tanto subisce una battuta di arresto e altre cagate simili. Ultimamente però le cose non stanno andando benissimo. Diciamo che ci stiamo fossilizzando su alcuni meccanismi obsoleti. Per crescere realmente c’è bisogno di un cambiamento, non al vertice, perché in questo caso sono io e qui c’è ben poco da fare, dobbiamo invece partire dal basso, e cioè da voi. Bisogna pensare a come riorganizzare tutto, dare risalto a chi è propositivo e soprattutto positivo, ed eliminare chi arresta di proposito, o anche solo per sua natura, l’evoluzione che a questa età è necessario mettere in atto.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Badate bene, evoluzione e non rivoluzione. Non scelgo mai le parole a caso e oggi voglio infatti ribadire che siamo qui solo per riorganizzare e non per stravolgere, trovare nuove soluzioni e, nel frattempo, tenere ben presente da dove siamo venuti. Ognuno di voi, nel bene o nel male ha fatto parte della mia vita, siete stati tutti importanti, ma in periodi diversi, e quasi mi commuovo pensando che è anche grazie a voi se sono diventata quella che sono oggi. Giunti però alla soglia del mio xxesimo compleanno, dobbiamo cercare di combattere le rughe, ma non solo, dobbiamo lavorare su noi stessi per abbandonare quello che ci tiene ancorati ad un modo di essere, pensare e percepire il mondo che allo stato attuale delle cose non può più essere sostenuto. Insomma ragazzi, la situazione è difficile, bisogna lavorare sodo e a lungo, ma vedo ampi margini di miglioramento”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Omino della sincerità: “Seeeeeeeeee, come no! Dicono tutti così.” &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Zitto tu! Anzi, partiamo proprio da te. Mi hai fatto fare di quelle figure di merda ultimamente…neanche alle medie, quando mia madre insisteva nel tagliarmi i capelli come Fantaghirò, mi sono sentita più in imbarazzo. E basta con questa storia della sincerità a tutti i costi…sono un bicchiere di acqua trasparente…non siamo mica al Grande Fratello! Non abbiamo il televoto qui! Possiamo anche permetterci qualche bugia, soprattutto sul lavoro, e soprattutto per pararmi il culo. Hai capito?!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Andiamo avanti. Continuiamo con il punto dolente. Omino del senso di colpa, hai rotto i coglioni. Non voglio usare inutili giri di parole, hai proprio rotto i coglioni. Non ti sopporto, anzi, credo di parlare a nome di tutti quando dico che non ti sopportiamo più. Remi sempre contro, blocchi gli slanci, attivi l’Omino del pensiero su immagini obbrobriose e non mi lasci agire con naturalezza. Tu non mi vuoi bene, ecco spiegato il motivo per il quale sei diventato ipertrofico e non riesci neanche a stare seduto sulla sedia. Guardati! La tua ciccia ci sta invadendo, penzola dai bordi del cervello, non riusciamo ad eliminarla! Puzzi, non ti lavi da mesi, non fai mai attività fisica, ma riesci sempre a farmi sudare come un’adolescente. Sei diventato un Jabba the Hutt fuori controllo. Non posso eliminarti del tutto, o almeno mi dicono che sia molto difficile e io ora devo concentrarmi sull’andamento generale della situazione. Ma se non ti metti a dieta, se non diminuisci di peso e la smetti di invadere ogni cellula a tua diposizione banchettando con tutto quello che trovi, io ti eliminerò. Definitivamente. Dovessero volerci anni, lo farò. Non è mia abitudine essere così dura davanti a tutti, ma tu hai oltrepassato ogni limite. Vergognati tu! Sentiti in colpa tu! Brutto bastardo. Non farti vedere in giro per un po’.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Scusate ragazzi, ma ci voleva. Passiamo ora all’attualità. Omino delle ossessioni sono sempre stata piuttosto tollerante nei tuoi confronti, vista la mia natura inquieta e a volte oscura, mi fa quasi piacere la tua presenza, ma cerchiamo di non esagerare! Ogni tanto fa bene avere una nuova ossessione, lo cantavano anche i Subsonica quando ero poco più che adolescente, ma ogni tanto perbacco! Va bene in primavera, con l’ormone libero, i pantaloncini corti e i pettorali in vista, mi può andare bene anche sviluppare strane ossessioni per oggetti o serie televisive, ma stiamo, anche qui, oltrepassando il segno, il punto di non ritorno. Non riesco più a pensare, faccio fatica a scrivere! Non puoi essere attivo 24 ore su 24. Io devo riuscire a dormire serenamente ogni tanto. E’ vero, questa situazione in fondo sta facendo bene alla mia linea, dimagrisco a vista d’occhio, ma la pelle ne risente, e poi come faccio ad attirare l’attenzione della mia nuova ossessione con un brufolo sul naso? Prenditi una pausa, cerca di darti una regolata, vai in fissa per un paio di scarpe piuttosto! Si, mi sembra un’ottima idea, inizia con lo spostare l’attenzione su qualcos’altro e poi si vedrà. Tu rimani concentrato su questo nuovo obiettivo e vedi di non distrarti con il tuo amico Omino della fantasia, aiutami ad evitare di pensare sempre alla stessa cosa e ricordati che sono io a darti il pane per vivere…&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Omino della fantasia è il tuo turno. Ti ho citato già tre volte e la riunione è appena iniziata, segno evidente del fatto che anche tu sei andato un po’ fuori controllo. E’ bello avere tanta fantasia, ho sempre pensato che fosse un mio segno distintivo, nei momenti di delirio di onnipotenza a volte penso che sia una notevole qualità che prima o poi mi frutterà anche del denaro, ma non dimentichiamoci del mondo reale, per favore. Come tu e gli altri ben sapete, purtroppo spesso sono costretta ad uscire dal mio cervello per confrontarmi con la realtà, e se tu sei troppo attivo faccio fatica ad adattarmi, a dimenticarmi dei nostri quadretti idilliaci, delle sensazioni paradisiache, ma anche delle immagini di morte e distruzione che a volte mi procuri. E poi basta con lo stare sempre in combutta con il tuo socio. Si, lui, quello che cerca di nascondersi dietro la colonna, l’Omino delle ossessioni. Insieme siete una bomba nucleare nel mio cervello, riesco a gestire solo voi quando vi ci mettete, e capirete ragazzi che non si può andare avanti così. Io ho delle apparenze da salvare, devo mantenere la lucidità per usarvi tutti nel momento opportuno e gestire al meglio le situazioni. Da oggi, fino a quando non avremo risolto questa situazione di ossessivo ricorso alla fantasia per fantasticare sulla mia nuova ossessione, voi due starete in uffici separati!”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Omino della fantasia e Omino delle ossessioni – in coro perché si vogliono molto bene – “Noooooooooooooooooooooooooooo”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“E invece si ragazzi, mi dispiace ma io devo pensare a me stessa. Andiamo oltre. Omino della sfiga: dopo alcuni anni di relativo silenzio o, se vogliamo, di fortunata sfiga, ultimamente mi stai dando qualche problema di troppo. Io capisco la storia dello ying e dello yang, del bene e del male, il bianco e il nero e…potremmo andare avanti per ore…ma smettila. A partire da una serie di eventi sfigatissimi, per arrivare al culmine, e cioè a sabato scorso quando mi hanno rubato la borsa, ultimamente sei troppo attivo. Prenditi una pausa, mettiti in aspettativa, non volevi fare quel giro intorno al mondo del quale parli sempre? Forse questo è il momento giusto per farlo, come turista si intende, in giro ci sono già troppi appartenenti alla tua stessa stirpe che dovrebbero prendersi una pausa. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E infine, Omino dell’ansia è il tuo turno. Sapevi che non avrei mai potuto tralasciarti. Dopo anni e anni di prepotente convivenza, mi piacerebbe lasciarti in un angolino, ridimensionarti, ecco tutto. Purtroppo però non ho ancora trovato il modo giusto per farlo, Omino dell’ansia, come posso fare con te? Mi hanno detto che la tua emozione, l’ansia appunto, è importante. Tu sei l’emozione che ci salva quando siamo inermi nella jungla e rischiamo di avvistare un leone inferocito che corre nella nostra direzione, tu ci aiuti quando nuotiamo nell’Oceano Indiano e avvistiamo il temibile squalo bianco. Sei un campanello di allarme del nostro istinto di sopravvivenza, un’emozione necessaria all’uomo, e salvifica in molte occasioni, ma non penso di andare a fare una gita nella jungla o di nuotare al largo dell’oceano indiano nelle prossime settimane. Puoi dunque evitare di scassarmi le palle con il tuo allarmismo? Parecchie volte mi hai aiutato a salvarmi e io te ne sarò eternamente grata, ma non è arrivato il momento di fare pace? Cosa ti ho fatto Omino dell’ansia, dimmi, parliamone, troviamo una soluzione… Smettila di attivarti sempre e soprattutto nei momenti meno opportuni, non ne posso più di perdere temporaneamente la lucidità, ho una vita da portare avanti io. D’accordo?”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Va bene ragazzi, per oggi è tutto, non ho voluto prolungare ancora la riunione e quindi non ho parlato di e con tutti voi, ma ci sarà tempo per farlo nell’immediato futuro. Ora come ora ho soltanto costruito le basi per sviluppare un dialogo proficuo con alcuni di voi e per mettere in chiaro le mie intenzioni e quello che mi propongo di fare nel lungo periodo. Mi aspetto che le mie indicazioni - e non le chiamo ordini per mantenere una parvenza di regime democratico – vengano seguite in modo coscienzioso e accurato. Potete andare, grazie a tutti. Tu no, Omino informatico, vieni un attimo qui, voglio parlarti. Siediti pure.&lt;br /&gt;Omino informatico devo dire che nel complesso sono abbastanza soddisfatta di te.”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Omino informatico: “Grazie!”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Si, ma non crogiolarti troppo nella gioia. Ti ho preso da parte proprio perché non volevo umiliarti davanti a tutti i tuoi compagni, e proprio perché vorrei che tu capissi che in sostanza non ho nulla da rimproverarti se non  questo: la prossima volta che non riesci a stampare un documento, prima di dare l’allarme rosso e farmi chiamare il tecnico dell’ufficio, controlla che la stampante sia accesa. E’ tutto, grazie, puoi andare.”&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1273601356733621126-6130947033610953491?l=margotsnannydiaries.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://margotsnannydiaries.blogspot.com/feeds/6130947033610953491/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://margotsnannydiaries.blogspot.com/2011/11/riunione-con-gli-omini-del-mio-cervello.html#comment-form' title='7 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1273601356733621126/posts/default/6130947033610953491'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1273601356733621126/posts/default/6130947033610953491'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://margotsnannydiaries.blogspot.com/2011/11/riunione-con-gli-omini-del-mio-cervello.html' title='Riunione con gli omini del mio cervello'/><author><name>Margot</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00710675474803829685</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>7</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1273601356733621126.post-6571662557965457928</id><published>2011-10-24T18:16:00.008+02:00</published><updated>2011-10-24T18:33:48.756+02:00</updated><title type='text'>L'investigatrice più dritta del paesello</title><content type='html'>Questo è l’anno dei ritardi. No, non aspetto un bambino e devo dire che in generale io sono una persona abbastanza puntuale, anche dal punto fisiologico, se può interessarvi. Questo è l’anno dei ritardi bloggheschi (perdonate l’orribile neologismo) perché faccio e penso le cose al rallentatore e mi ritrovo a raccontarvi una storia di attualità estiva ora che, ammettiamolo, è quasi inverno. Ma chissenefrega. Tra l’altro è una storia anche abbastanza torbida e con risvolti da investigatore privato di serie B, e cioè io che cerco di imitare, e con successo tra l’altro, quel gran fallito di Nick Belane di Bukowskiana memoria.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Era agosto ed io, l’investigatrice più dritta del paesello, giravo in bicicletta incurante del fatto che di lì a poco mi sarei imbattuta in un indizio che mi avrebbe portato ad un passo dalla risoluzione di un caso. Facevo caldo e io sudavo sulla mia nera biciletta mentre pedalavo solitaria per la pista ciclabile che porta al boschetto dove ci sono anche &lt;a href="http://margotsnannydiaries.blogspot.com/2011/10/uno-e-altri-motivi-per-non-fare-la.html"&gt;le lepri delle quali parlavo nel post precedente&lt;/a&gt;, e tutto, dalla forma delle panchine, ai piccoli corsi d’acqua, alla posizione degli alberi, è stato pensato dall’uomo per far trascorrere all’uomo piacevoli ore all’aria aperta. Piacevoli e artefatte ore immersi in una natura di plastica.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Avevo caldo, e in più stavo sudando, quindi avevo sete e se aveste usato la vostra ferrea logica ci sareste arrivati da soli. Mi stavo dirigendo quindi verso la piacevole fontanella che spicca piacevolmente tra due altrettanto piacevoli panchine, quando improvvisamente il colpo di scena: un ago di siringa che occhieggia vicino alla panchina nella mia direzione, accompagnato da due tappi in plastica per siringhe. Bastardi infami! Qui ci vengono famiglie felici ad abbeverarsi, e io indosso un paio di sandali!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tutto questo mi faceva venire alla mente un episodio avvenuto esattamente un anno prima in cui io, l’investigatrice più dritta del paesello stavo per lasciarci le penne, vabbè ma non voglio esagerare, dai. Esattamente nello stesso periodo dell’anno, esattamente, o quasi, 365 giorni prima stavo facendo proprio la stessa cosa, e cioè pedalavo spensierata sulla mia bicicletta nera, faceva caldo, sudavo e bla bla bla… Dopo aver bevuto alla fontana mi sono sdraiata sulla panchina e dopo un quarto d’ora circa di contemplazione della plasticosa natura circostante ho deciso di tornare a casa e, me lo ricordo ancora, fare la doccia e andare a fare un giro sui navigli nella vera città di Milano. Ma nell’atto di alzarmi, un rumore di plastica dura mi aveva distratto e indovinate su cosa avevo messo la mano? No, non un ramo del vicino albero di plastica, ma un bastardissimo ago di siringa con supporto arancione!!!!! Cazzo che momenti, uno pensa di aver superato indenne i periodi peggiori della sua vita senza contrarre malattie rare o che ne so, una gravidanza a sedici anni, e poi deve rimanerci perché ha la cattiva abitudine di sdraiarsi sulle panchine. Al paesello? L’eroina? Ma chi, quando? Io no, non c’ero, o meglio, sono arrivata dopo. Il bastardissimo ago con supporto arancione (trasparente) si mimetizzava benissimo con la panchina di pietra e all’epoca non c’erano altri indizi che lasciassero pensare ad un consesso di giovani tossici al parchetto dietro casa, ma forse a un solitario tossicone che magari si aggirava ancora tra i cespugli. Non mi rimaneva che la fuga e visto che l’ago non mi aveva punto, non mi rimaneva che andare a casa a lavarmi le mani con l’acido muriatico, scappare dalla città, andare a ricongiungermi con la famiglia e sperare per il meglio. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Durante tutto l’anno, quando anche in autunno e in primavera mi aggiravo nella zona, buttavo sempre un occhio per tentare di carpire qualche altro indizio e magari denunciare la cosa alle autorità e prendermi una bella medaglia da eroina del paesello o finire sulla stampa locale per quei pochi minuti di gloria che spettano a tutti nella vita, o sgominare una banda di trafficanti di droga e incastrare finalmente il bullo delle medie per qualcosa di più rilevante del furto delle merendine. Tutto taceva, niente aghi, siringhe o confezioni vuote di siringhe fino a questa estate quando ho trovato questo:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/-a7zUODjnNIc/TqWSdS3A8qI/AAAAAAAAAC8/am9-GlP0qoU/s1600/l%2527ago.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 240px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-a7zUODjnNIc/TqWSdS3A8qI/AAAAAAAAAC8/am9-GlP0qoU/s320/l%2527ago.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5667096738092085922" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;la foto fa schifo perché l’ho fatta con il cellulare e risale a qualche giorno dopo il mio ritrovamento e se avrete la pazienza di scrutare attentamente potrete notare che qualcuno ha diligentemente piegato l’ago e in questo caso il supporto è azzurro trasparente e non arancione. Questo invece è uno dei tappi di siringa:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/-V_9GRGoaw00/TqWSuz0wQ3I/AAAAAAAAADI/G3wb1zoFUKY/s1600/1%2Btappo.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 240px;" src="http://3.bp.blogspot.com/-V_9GRGoaw00/TqWSuz0wQ3I/AAAAAAAAADI/G3wb1zoFUKY/s320/1%2Btappo.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5667097038998750066" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E queste sono tutte le prove a carico dei tossiconi immaginari che lasciano però prove reali della loro presenza e il caso non è chiuso perché, insomma, ma come cazzo è possibile che si facciano solo ad agosto, solo su quella panchina e solo io trovi in anteprima i loro scarti. Ecco alcune ipotesi alle quali sono arrivata solo perché io sono l’investigatrice più dritta del paesello:&lt;br /&gt;- magari non si tratta di eroina, magari è solo un convegno di giovani e irresponsabili diabetici che lasciano in giro le siringhe…&lt;br /&gt;- magari è la pera rituale di un tossico nostalgico che ha smesso di farsi ad agosto e ogni anno vuole ricordare così la sua salvezza…&lt;br /&gt;- o semplicemente il parchetto dietro casa è diventato come il Parco Lambro negli anni ‘70/’80, solo che adesso i tossiconi si vestono meglio e danno meno nell’occhio…&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non so, non ho ancora risolto il caso, ai posteri l’ardua sentenza, nel frattempo se abitate vicino a me, non andate nel parchetto dietro casa.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1273601356733621126-6571662557965457928?l=margotsnannydiaries.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://margotsnannydiaries.blogspot.com/feeds/6571662557965457928/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://margotsnannydiaries.blogspot.com/2011/10/linvestigatrice-piu-dritta-del-paesello.html#comment-form' title='6 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1273601356733621126/posts/default/6571662557965457928'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1273601356733621126/posts/default/6571662557965457928'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://margotsnannydiaries.blogspot.com/2011/10/linvestigatrice-piu-dritta-del-paesello.html' title='L&apos;investigatrice più dritta del paesello'/><author><name>Margot</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00710675474803829685</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-a7zUODjnNIc/TqWSdS3A8qI/AAAAAAAAAC8/am9-GlP0qoU/s72-c/l%2527ago.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>6</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1273601356733621126.post-8949359043992506689</id><published>2011-10-12T19:25:00.000+02:00</published><updated>2011-10-12T19:26:46.429+02:00</updated><title type='text'>Uno e altri motivi per non fare la spesa</title><content type='html'>Io non vado quasi mai al supermercato. Io odio i supermercati, mi mettono un’ansia pazzesca. Quando sono davanti a tutti quegli scaffali pieni di roba vado in paranoia, mi prende il panico e prendo il primo prodotto che mi capita in mano. Di solito è quello che costa meno perché anche nei momenti di temporanea mancanza di lucidità resto un po’ tirchia. Poi torno a casa e scopro che non era proprio quello che cercavo, ché io nei biscotti preferisco la crema al cioccolato e non quella alla nocciola, ché io bevo quantitativi imbarazzanti di tè, ma mai deteinato e ché a me l’acqua piace frizzante e non leggermente frizzante. Va da sé che invece mi ritrovo con i biscotti alla nocciola, il tè deteinato e l’acqua leggermente frizzante e mi girano parecchio le balle. Per questo e altri motivi evito accuratamente i supermercati.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A volte però finisco inaspettatamente le merendine e, proprio come è accaduto qualche giorno fa, devo avventurarmi in questi luoghi dannati. Cerco sempre di limitare la mia presenza al supermercato ad orari di poca affluenza, decido prima cosa comprare, visualizzo me stessa mentre varco l’uscita e mi dirigo sollevata verso la mia riconquistata libertà, ma la sfiga può sempre essere dietro l’angolo. &lt;br /&gt;E la sfiga nello specifico si è palesata nella mamma di un amichetto di B. che non vedevo da qualche mese. In coda alla cassa, in attesa di uscire dal mio personale girone dell’inferno, questa donna mi ha attaccato un bottone allucinante, intervistandomi senza pietà. Lei, pettegola di paese che ha sempre una parola cattiva per tutti, aveva voglia di chiacchierare un po’ ed io ero la sua vittima designata, non la sua amica del cuore della quale, poi ho saputo, va in giro a dire peste e corna e neanche la signora in attesa dietro di me che si vedeva aveva voglia di parlare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Insomma ad un certo punto mi è venuta voglia di prendere tutti a testate e conquistare con il sano e vecchio uso della forza il mio diritto di mangiare merendine, o addirittura di uscire e andare nel bosco dietro casa con un fucile a pallettoni per sparare ad una lepre e procurarmi la cena. Peccato che io non abbia un fucile a pallettoni, e soprattutto peccato che le lepri della mia zona siano tutte intossicate, lo vedo da come mi guardano quando escono allo scoperto le sere in cui torno a casa tardi. Si, procuriamoci noi il cibo, torniamo al baratto per quello che non riusciamo a produrre autonomamente. ‘Fanculo al capitalismo, agli scaffali bene ordinati, ai carrelli, alle cassiere con lo smalto sulle unghie, al reparto frigo, alle cicche alla cassa, agli uomini che ti investono con i carrelli elevatori e anche ai cartellini con il prezzo. ‘Fanculo alle signore che ti passano davanti in coda, anzi, ‘fanculo alle code in generale, vince il più forte e soprattutto tu, tu tediosa donna smetti di parlarmi. Queste cose succedono nel mio cervello mentre impassibile annuisco senza troppa convinzione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Fine della storia: &lt;br /&gt;Alla fine come sempre ho resistito al mio mood “Into the wild” perché in fondo le merendine sono veramente buone solo se condivise. E dopo questa mi sono giocata tutti i fan di Supertramp che ci sono nel web, ma io a volte proprio non riesco a resistere senza fare battute cretine.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1273601356733621126-8949359043992506689?l=margotsnannydiaries.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://margotsnannydiaries.blogspot.com/feeds/8949359043992506689/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://margotsnannydiaries.blogspot.com/2011/10/uno-e-altri-motivi-per-non-fare-la.html#comment-form' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1273601356733621126/posts/default/8949359043992506689'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1273601356733621126/posts/default/8949359043992506689'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://margotsnannydiaries.blogspot.com/2011/10/uno-e-altri-motivi-per-non-fare-la.html' title='Uno e altri motivi per non fare la spesa'/><author><name>Margot</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00710675474803829685</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1273601356733621126.post-4834176708982396878</id><published>2011-10-02T17:10:00.002+02:00</published><updated>2011-10-02T17:15:43.482+02:00</updated><title type='text'>Un pensiero di Margot.</title><content type='html'>Ieri, oggi e anche venerdi ho messo a posto il mio regno perchè la mattina facevo fatica a trovare il cassetto delle mutande e ho trovato un appunto sul Margot pensiero che credo risalga a qualche anno fa:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Già ho a che fare con i bambini, già devo essere, e sono, paziente con loro. Ma gli adulti con me non hanno chance. Bollato come coglione, coglione rimarrai"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ah la beata intransigenza della giovinezza. Peccato che non abbia segnato la data, ma quanto ero saggia?&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1273601356733621126-4834176708982396878?l=margotsnannydiaries.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://margotsnannydiaries.blogspot.com/feeds/4834176708982396878/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://margotsnannydiaries.blogspot.com/2011/10/un-pensiero-di-margot.html#comment-form' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1273601356733621126/posts/default/4834176708982396878'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1273601356733621126/posts/default/4834176708982396878'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://margotsnannydiaries.blogspot.com/2011/10/un-pensiero-di-margot.html' title='Un pensiero di Margot.'/><author><name>Margot</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00710675474803829685</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1273601356733621126.post-3210069589659227014</id><published>2011-09-24T13:51:00.001+02:00</published><updated>2011-09-24T13:53:39.957+02:00</updated><title type='text'>Ma se non funziona neanche per Lindsay Lohan!</title><content type='html'>Ho appena visto in tv la pubblicità di un braccialetto carcerario per bambini. Funziona così: lo metti a tuo figlio e ti avverte con uno squillo sul tuo cellulare quando il bambino si allontana troppo da te. La pubblicità in sé non è un grande esempio di creatività e rappresenta due madri intervistate nel tipico stile del programma “Le Iene”. La madre dotata di braccialetto è figa, in forma, vestita in modo decente, sorridente e soddisfatta della sua vita. Quella senza braccialetto è distrutta dalla vita, spettinata, preoccupata per ogni uscita che deve affrontare con il suo figliolo e, inspiegabilmente, porta gli occhiali. Tra l’altro entrambe recitano come cagne, ma questo è solo un mio pensiero intimo e personale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Giuro che in anni e anni di carriera come babysitter mai, e dico mai, mi è venuta in mente l’idea imprenditoriale di produrre qualcosa del genere. E dire che, grazie alla mia giovine età, potrei anche usufruire dei fondi europei per l’imprenditoria giovanile. Perché se è vero che andare a fare la spesa e al parcogiochi con dei bambini piccoli è stressante per innumerevoli motivi, non mi sembra che dotarlo di braccialetto elettronico sia la soluzione giusta. Ed ecco perché:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1) Partiamo dall’antefatto: nel mio caso probabilmente doveri noleggiare un ingegnere della NASA per installarlo sul mio telefonino, e ammeterete anche voi che questi sono problemi seri.&lt;br /&gt;2) Ma poi la scossa elettrica ‘sto braccialetto la da? No. Si vabbè ma allora mi togliete tutto il divertimento.&lt;br /&gt;3) Parliamo della distanza di sicurezza. Qual è la giusta distanza di sicurezza? No perché al supermercato anche due metri di libertà possono bastare ad un qualsiasi bambino, normodotato e non, per distruggere uno scaffale e fare danni per migliaia di euro. Per non parlare poi del parcogiochi. Quell’albero con i rami così naturalmente ben predisposti per arrampicarsi, non è forse a meno di un metro di distanza da voi?&lt;br /&gt;4) Parliamo ancora della distanza di sicurezza. E se fosse meno di due metri? E se il tuo cellulare squillasse ogni dieci secondi perché il bambino si allontana da te di cinquanta centimetri? In questo caso non sarebbe meglio un guinzaglio?&lt;br /&gt;5) Il fattore B. E cioè la borsa. Io amo le borse grandi e ci metto di tutto, so per certo che le mamme amano per deformazione professionale le borse gigantesche e ci mettono molto più di quello che ci metto io. E allora come fare a trovare il cellulare giusto nel momento giusto? &lt;br /&gt;“Margot ti suona il cellulare”&lt;br /&gt;“Oh mio Dio! Noooooooooooo! B. ti sei allontanato da me!!!! Perché!!!” – febbrili attimi di suspance alla ricerca del cellulare nella borsa mentre B., seduto sulla panchina davanti a me, mi guarda stupito e mangia una merendina. “Ma B. cosa ci fai qui, non dovevi esserti allontanato?” – “?” – “Ah, no. Mamma xy, non era il mio, mi sa che era il tuo…” &lt;br /&gt;Un grido scuote il parcogiochi: “Piergiorgio!” – “Umh, no, è il commercialista”.&lt;br /&gt;E poi diciamo la verità prima che io possa trovare il cellulare anche in caso di effettiva scomparsa del bambino, lui sarebbe già arrivato in Paraguay.&lt;br /&gt;6) E poi io l’ho visto ‘sto braccialetto. Lo fanno vedere nell’orrida pubblicità. E’ gigante, sembra un orologio da uomo, anche la mamma che l’ha provato per dimostrarci come è facile metterlo ha avuto un sussulto nel sollevare il polso. E come fanno ‘sti poveri bambini a portarselo in giro? E poi, vogliamo mettere le prese in giro? Poveri bambini, traumatizzati a vita da un braccialetto elettronico che non ti da neanche il brivido di una scossa elettrica ogni tanto.&lt;br /&gt;7) E infine diciamo la verità, se non è servito neanche a Lindsay Lohan, che ha continuato a cazzeggiare in giro con i suoi amichetti anche se, dotata di vero braccialetto elettronico, aveva come controparte la polizia statutinense, vogliamo che funzioni con i bambini? Io mi immagino B. che furtivamente mette il braccialetto ad un cane di passaggio e va a godersela giocando a palla con i suoi amici mentre io, in preda ad un’ansia pazzesca, passo tutto il pomeriggio alle costole del migliore amico dell’uomo che si fa beffe di me pisciando in giro spensieratamente.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1273601356733621126-3210069589659227014?l=margotsnannydiaries.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://margotsnannydiaries.blogspot.com/feeds/3210069589659227014/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://margotsnannydiaries.blogspot.com/2011/09/ma-se-non-funziona-neanche-per-lindsay.html#comment-form' title='6 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1273601356733621126/posts/default/3210069589659227014'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1273601356733621126/posts/default/3210069589659227014'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://margotsnannydiaries.blogspot.com/2011/09/ma-se-non-funziona-neanche-per-lindsay.html' title='Ma se non funziona neanche per Lindsay Lohan!'/><author><name>Margot</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00710675474803829685</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>6</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1273601356733621126.post-2416815941772115455</id><published>2011-09-20T21:36:00.002+02:00</published><updated>2011-09-20T22:06:01.630+02:00</updated><title type='text'>C'è un'età</title><content type='html'>C’è un’età in cui le donne, improvvisamente, cambiano aspetto. Da giovani e floride donne iniziamo ad assomigliare più a mature signore, e le rughe apparse una decina di anni prima iniziano a conferire quell’aspetto un po’ dimesso e triste, quasi rassegnato. E’ un momento, un punto di non ritorno in cui si diventa belle signore e non si è più belle ragazze, come se ci si arrendesse al trascorrere del tempo, deponendo le armi davanti ai segni inesorabili che abbiamo cercato di combattere nella nostra vita precedente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non dico che debba necessariamente essere spiacevole, penso invece che a chi è in grado di accogliere il momento, quest’ultimo possa regalare un senso di pace e una saggezza che ho letto tante volte negli occhi di alcune sconosciute incontrate per caso. Un po’ come se loro avessero già fatto il loro dovere e lasciassero a noi nuove leve i compiti personali che ci sono stati assegnati, rimanendo a godersela e ad osservarci con occhio bonario dalla loro postazione privilegiata.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Certo, non tutte invecchiano bene, alcune non hanno avuto una bella vita e gli affanni quotidiani fanno in modo che gli eventi precipitino a velocità spaventosa, altre non si rassegnano e usano aiuti esterni per evitare le conseguenze della natura, altre ancora non acquistano saggezza e si limitano a rimanere lì, immagini sfuocate della loro giovinezza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;C’è però un punto che ci accomuna tutte: questo  momento arriva prima o poi, in età e momenti diversi della vita, ma arriva. Per Sarah Jessica Parker ad esempio è arrivato dopo Sex &amp; the City, ora infatti è una mummia di sé stessa che ha ben poco in comune con la giovane Carrie. Per mia madre non me lo ricordo neanche più, mentre per la portinaia del complesso residenziale in cui vivo è arrivato proprio due ore fa, quando l’ho incontrata sul vialetto prima di arrivare a casa. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Io invece mi limito ad essere in quel punto in cui alcuni sprovveduti pensano ancora che sia minorenne, e in generale dimostro meno della mia età. Da alcuni mesi però, e precisamente da quando ho iniziato il lavoro che sto facendo adesso, più di qualcuno per strada mi apostrofa con un “Signora” che se da una parte mi rende orgogliosa, dall’altra mi spaventa. Si, certo, il cammino è ancora lungo, ma giuro che se dovessero cedermi il posto sul treno, io mi butto di sotto. Non sono ancora pronta!&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1273601356733621126-2416815941772115455?l=margotsnannydiaries.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://margotsnannydiaries.blogspot.com/feeds/2416815941772115455/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://margotsnannydiaries.blogspot.com/2011/09/ce-uneta.html#comment-form' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1273601356733621126/posts/default/2416815941772115455'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1273601356733621126/posts/default/2416815941772115455'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://margotsnannydiaries.blogspot.com/2011/09/ce-uneta.html' title='C&apos;è un&apos;età'/><author><name>Margot</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00710675474803829685</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1273601356733621126.post-648600521941962415</id><published>2011-09-18T16:03:00.001+02:00</published><updated>2011-09-18T16:05:30.380+02:00</updated><title type='text'>L'apparenza inganna</title><content type='html'>Come ogni lunedì pomeriggio di quel lunghissimo anno scolastico, stavo andando a prendere B. a scuola per portarlo a basket. Ero ovviamente in ritardo e non, come potrete pensare, perché la malinconia per l’imminente fine della mia lunga esperienza di babysitter mi portava verso l’illusoria tentazione di procrastinare l’esperienza. In realtà era l’inverso, ero così scoglionata per le lezioni di basket e le lotte per arrivare puntuale in palestra, che ogni lunedì cercavo di stabilire un nuovo record, puntando la sveglia del riposino pomeridiano sempre più tardi. Arrivavo così davanti a scuola ancora con la bavetta sulla guancia, e un imbarazzante segno del cuscino in faccia che diventava via via un solco più profondo. Necessarie a quel punto, diventavano tutte le possibili strategie per camuffarmi in mezzo alla gente e per ridurre al minimo indispensabile i contatti con gli altri giudicanti esseri che formavano la selva umana in attesa davanti a scuola. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quell’ultimo lunedì di scuola si preannunciava come uno dei peggiori pomeriggi della mia vita e non tentavo neanche di nasconderlo con eccessivo zelo, mi limitavo a rivolgere sguardi truci alle altre mamme e babysitter ritardatarie, osservando il mondo dietro il mio paio di occhiali scuri più grandi e…più scuri, appunto. Mentre B. mi parlava di non ricordo più quale argomento (ma posso quasi giurare che avesse a che fare con il calcio), siamo riusciti a raggiungere la mia auto e, addirittura, a salirci senza incidenti di percorso. Come tutti sanno, quando si è in ritardo per un appuntamento di lavoro o per un qualsiasi impegno, si incontra sempre per strada qualche essere impedito che rallenta enormemente la riuscita della nostra missione, facendoci pensare che non arriveremo mai puntuali alla nostra destinazione, e in alcuni casi che non ci arriveremo mai e basta. Se con le nonnine sui marciapiedi si può sempre usare l’infallibile tecnica dello sgambetto inaspettato, in macchina le cose si complicano in modo irrisolvibile. Gente che frena improvvisamente senza un reale motivo, tranne forse allucinazioni che coinvolgono ognuno dei cinque sensi, mamme che salutano altre mamme e si fermano in mezzo alla strada per parlare del colore del vomito dei rispettivi figli, auto che effettuano (forse senza il controllo di un essere senziente) inversioni a U non autorizzate e compiute con una lentezza disarmante, persone che hanno la patente da venti anni e che fanno spegnere la macchina in partenza, insomma, un vero e proprio delirio. L’uscita da scuola, come ho più volte affermato è un campo di battaglia dal quale solo gli atleti allenati per affrontare gare di triathlon olimpionico a volte possono uscire vittoriosi. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quel giorno però le cose per me e B. sembravano andare abbastanza bene, eravamo quasi arrivati, stavamo percorrendo a 200 Km all’ora (no, non è vero! Ma solo perché la mia macchina non ce la fa.), la statale a quattro corsie e doppia carreggiata che immette nella rotonda che porta al paesino nel quale si trova la palestra dove B. si allena per diventare, secondo le sue aspirazioni, campione dell’NBA. Improvvisamente, la Touran nera davanti a me, che fino a quel momento procedeva spedita verso l’obiettivo, ha inchiodato e acceso le quattro frecce, lasciandomi ben poco spazio di manovra, con le altre macchine che sopraggiungevano da dietro a velocità sostenuta. Ed ecco la mia reazione: incredulità, presa di coscienza della realtà, incazzatura e quasi simultanea apertura di bocca per farne fuoriuscire gli insulti più creativi che sono in grado di produrre senza dire parolacce (B. ne dice più di me, ma io, dall’alto della mia posizione, ho sempre cercato di dare il buon esempio).  Un nano secondo prima che le mie corde vocali potessero connettersi al mio cervello è arrivata la vera sorpresa della giornata, che mi ha lasciato ammutolita e piacevolmente impressionata. Un uccello la cui natura mi è ancora sconosciuta, ma che era senza dubbio un palmipede, stava attraversando la strada seguita da tre pulcini. Mamma uccello sconosciuto portava a spasso i suoi piccoli! &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Smaltito l’entusiasmo iniziale, al quale anche B. aveva partecipato interrompendo addirittura il suo monologo sulle partite della domenica precedente (non è certo un bambino satanico come &lt;a href="http://margotsnannydiaries.blogspot.com/2011/08/racconti-casuali-da-una-baysitter-quasi.html"&gt;A2&lt;/a&gt;), ho iniziato a spazientirmi nuovamente perché la Touran non accennava a ripartire:&lt;br /&gt;“Mamma al volante pericolo costante” – ho detto adattando alla situazione un famoso detto popolare – “Lascia perdere l’istinto materno e andiamo a basket! Cosa vuoi fare?!?!?!? Accompagnarli allo stagno!!!”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma ancora una volta il mio isterico istinto milanese stava per essere smentito. Ad un certo punto infatti, da dietro la gomma anteriore sinistra della Touran è spuntato un pulcino tutto arruffato e un po’ sghembo, il fratellino ritardatario degli altri cuccioli più diligenti che non perdevano mai di vista la madre. Il quarto fratellino sfigato, che sembrava non essere in pieno possesso delle sue facoltà mentali, è riuscito a raggiungere indenne la sua famiglia dall’altra parte della strada e tutto si è risolto con un lieto fine. Che bella storia, che senso civico! Che riflessi pronti la mamma alla guida della Touran! Bisognerebbe complimentarsi con tutti gli autisti (me compresa) che si sono fermati ad assistere alla scena e hanno assicurato alla famiglia Uccello sconosciuto un viaggio sicuro verso casa. Scommetto che in Corso Sempione o in Viale Zara nessuno ha mai assistito ad una scena così bucolica. Non è meraviglioso abitare in quasi campagna?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;EPILOGO:&lt;br /&gt;E’ con grande dolore che aggiungo alla conclusione di questa storia un inaspettato risvolto che smentisce il lieto fine inizialmente preannunciato. Il quarto pulcino sghembo e sfigato è morto. L’alcooldipendenza l’ha portato via senza pietà da questo mondo nel quale non riusciva a trovare una sua collocazione. Dopo essere sopravvissuto a innumerevoli tentativi di omicidio da parte di una madre snaturata che attraversava strade a scorrimento veloce senza badare ai gravi pericoli costituiti dai moderni mezzi di trasporto umani, e dopo aver preso coscienza del menefreghismo che nella sua famiglia regnava sovrano nei suoi confronti, la bottiglia è stata la sua costante fonte di consolazione. Quando l’ho visto io era all’inizio della sua alcooldipendenza, avrei dovuto capirlo dalla sua camminata un po’ rovescia e da quell’alone opaco che ricopriva i suoi occhi, ma purtroppo non è stato così. Povero pulcino ubriaco, un grido di aiuto inascoltato.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1273601356733621126-648600521941962415?l=margotsnannydiaries.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://margotsnannydiaries.blogspot.com/feeds/648600521941962415/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://margotsnannydiaries.blogspot.com/2011/09/lapparenza-inganna.html#comment-form' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1273601356733621126/posts/default/648600521941962415'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1273601356733621126/posts/default/648600521941962415'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://margotsnannydiaries.blogspot.com/2011/09/lapparenza-inganna.html' title='L&apos;apparenza inganna'/><author><name>Margot</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00710675474803829685</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1273601356733621126.post-5599560287414791592</id><published>2011-09-10T18:29:00.001+02:00</published><updated>2011-09-10T18:33:48.292+02:00</updated><title type='text'>Quando ho preso la 73 la prima volta da sola</title><content type='html'>L’idea per questo post è liberamente tratta dal racconto, fatto da una blogger che mi permetto di definire mia mentore, sulle peripezie adolescenziali della figlia. Mentre lei narrava &lt;a href="http://www.extramamma.net/blog/2011/09/quando-iniziano-volare.html"&gt;qui&lt;/a&gt; le avventure della sua prole alle prese con i primi spostamenti nella grande città, e le sue giustificatissime preoccupazioni al riguardo, io non ho potuto fare a meno di ricordare le mie prime esperienze con i mezzi pubblici.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;C’è da dire come necessaria premessa che io muovevo i miei primi passi nel magico mondo degli adolescenti in un periodo pre-11 settembre durante il quale c’era un po’ più fiducia nella gente e quindi più libertà di movimento e, soprattutto nel mio caso, una dose massiccia di incoscienza e ingenuità. Io ero la classica ragazzina di 15-16 anni che attraversava la città a mezzanotte, da sola, sull’autobus, incurante dei possibili malintenzionati che avrebbero potuto facilmente molestarmi in qualche modo. Io a 15 anni, nei weekend andavo da sola al Parco Sempione e ci rimanevo tutto il pomeriggio e, sempre da sola, dopo essere tornata a casa per cena, alle 20,40 riprendevo l’autobus, andavo in Duomo e tornavo a casa con l’ultima corsa che partiva alle 23,40 da piazza San Babila. Che sbattimento direte voi, e che sbattimento dico io, ora che prendo la macchina anche per andare in centro! &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mia madre ovviamente non sapeva niente delle mie scorribande seral-notturne, avevo un orario di ritorno da rispettare e questo le bastava. Era invece serenamente a conoscenza dei miei movimenti pomeridiani, mentre penso che io, tra qualche anno non sarò così tranquilla nel pensare alle mie nipoti, adolescenti con l’ormone impazzito (e folle ingenuità se il sangue non mente) libere di scorazzare in giro senza controllo in un mondo pieno di potenziali uomini bomba e quant’altro. Ma non è certo per scoraggiare le mamme e i papà del mondo che scrivo questo post.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il punto di partenza e probabilmente quello di non ritorno che segna, nella storia dell’umanità, l’inizio delle avventure di Margot con la grande Milano e con il suo sistema di trasporto pubblico, risale ad un lontano pomeriggio invernale della prima metà degli anni ’90. Andavo ancora alle medie, di questo ne sono certa, probabilmente ero in terza media e la mia amichetta preferita del momento aveva proposto un pomeriggio in centro senza mamme, papà, sorelle o fratelli maggiori, senza controllo insomma. Libertà assoluta di fare quello che volevamo, ma indicazioni da rispettare tassativamente sull’orario di ritorno e, per quanto riguardava me, pochi soldi a disposizione. Una pacchia insomma.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il programma della giornata consisteva in: scuola fino alle 13, autobus fino a Piazza San Babila, pranzo da Mac Donald’s, giro alle Messaggerie Musicali e ritorno a casa. Nessuna delle due era mai andata a Milano da sola, nessuna delle due aveva praticità con l’utilizzo dei mezzi pubblici, ma le nostre famiglie avevano fiducia che saremmo riuscite in qualche modo a riportare a casa la pellaccia e avevano ragione soprattutto sul “qualche modo”. Ci avevano dato indicazioni semplici ma non troppo chiare del tipo:&lt;br /&gt;“Arrivate all’aeroporto con l’autobus, prendete la 73 e poi scendete in San Babila. Mac Donald’s è proprio davanti alla fermata, mentre le messaggerie sono in Corso Vittorio Emanuele, quel corso lungo, pedonale, pieno di negozi…. Avete capito?”&lt;br /&gt;“Si. Solo una domanda. Ma come facciamo a capire qual è la nostra fermata?”&lt;br /&gt;“Non potete sbagliare, è la fermata a cui scendono tutti”&lt;br /&gt;“Ok”&lt;br /&gt;“Ok. A dopo.”&lt;br /&gt;“Ok”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non sembrava difficile, potevamo farcela. Si.&lt;br /&gt;Una volta superato indenni il cambio di autobus all’aeroporto e sistemate comodamente sulla 73, la mia amica ed io pensavamo che il peggio fosse ormai passato, ed io aguzzavo la vista per scorgere fuori dal finestrino un Mac Donald’s all’orizzonte, anche perché dopo un po’ la fame iniziava a farsi sentire. Le indicazioni dateci prima della partenza erano abbastanza chiare nella mia mente, e il mio animale guida continuava a ripetermi: “Margot, devi scendere dove tutti scendono. Margot, segui il tuo animale guida scendi dove la folla ti porta, Margot. Margot.”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mentre la mia amichetta mi sorrideva con lo sguardo da ebete e si guardava intorno muovendo la testa come Stevie Wonder, raccontandomi dei suoi problemi sentimentali, io ero vigile e attenta alla strada, ma mi sa che ad un certo punto, non potendomi confrontare con la mia compagna di viaggio, ho sbroccato leggermente. Dopo 20, 25 minuti erano ancora tutti sull’autobus, c’era stato qualche cambiamento nella formazione, uno saliva, l’altro scendeva ma rimanevano tutti compatti, tranquilli, seduti o attaccati ai loro sostegni. Ma improvvisamente, da grande osservatrice quale sono sempre stata, ho iniziato ad accorgermi che il movimento iniziava a diventare più evidente. I minuti passavano, l’autobus si svuotava sempre più, e all’altezza del tribunale, quando i 2/3 delle persone sono scese l’ansia mi ha attanagliato e non ci ho capito più niente:&lt;br /&gt;“Dobbiamo scendere!” – ho urlato alla mia amica&lt;br /&gt;“Scendere?” – diceva lei con aria svagata &lt;br /&gt;“Si, dobbiamo scendere dall’autobus! E’ la nostra fermata! Alzati!”&lt;br /&gt;“Fermata?” – ok, non ero con la persona migliore per avventurarmi la prima volta a Milano in autobus, ma la situazione era quella che era, sicchè….&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Insomma, siamo scese alla fermata dopo, davanti alla Sormani, ora posso dirvi che mancavano solo due fermate a Piazza San Babila, ma allora non ne avevo idea, e l’unica cosa che ho potuto fare, una volta che mi sono accorta di aver sbagliato, è stata trascinare la mia amichetta alla rincorsa del nostro autobus:&lt;br /&gt;“Aspetti! Abbiamo sbagliato! Ci aspetti!!!” &lt;br /&gt;Ovviamente lui ci ha seminato in due secondi netti lasciandoci in Largo Augusto senza troppi sensi di colpa dico io, ma noi eravamo un po’ nel panico. E adesso? Dov’è San Babila? Ma soprattutto, dov’è Mac Donald’s?????????&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Credo di aver rimosso quei terribili momenti dalla mia mente, l’unica cosa che ricordo infatti è che, non so come, siamo arrivate al Mac Donald’s che c’era in Corso Vittorio Emanuele e poi alle Messaggerie (anche loro trovate magicamente) la mia amica ha comprato il CD della Dj Compilation. Il fatto che siamo riuscite a tornare a casa è un fatto certo, ma solo perché sono qui a raccontarvelo, vi assicuro però che è passato un bel po’ di tempo prima che ci tornasse l’idea di tornare a Milano da sole, con la 73.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1273601356733621126-5599560287414791592?l=margotsnannydiaries.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://margotsnannydiaries.blogspot.com/feeds/5599560287414791592/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://margotsnannydiaries.blogspot.com/2011/09/quando-ho-preso-la-73-la-prima-volta-da.html#comment-form' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1273601356733621126/posts/default/5599560287414791592'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1273601356733621126/posts/default/5599560287414791592'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://margotsnannydiaries.blogspot.com/2011/09/quando-ho-preso-la-73-la-prima-volta-da.html' title='Quando ho preso la 73 la prima volta da sola'/><author><name>Margot</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00710675474803829685</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1273601356733621126.post-8256868124703457910</id><published>2011-09-05T13:23:00.002+02:00</published><updated>2011-09-05T13:47:08.583+02:00</updated><title type='text'>Necessario intervento</title><content type='html'>Mi accorgo con orrore che è passato quasi un mese dall'ultimo post. Ma che scherzo? Prima il blog era il primo dei primi preferiti e adesso...non è più così (mi vergogno a dirvi qual'è il primo sito che appare quando digito www.... sulla ben nota barra degli indirizzi che, tra parentesi, ora anche mia madre inizia a riconoscere...hurrà!)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il mio umore al momento è da: "Mi butto dalla finestra ma non lo faccio perchè sono al primo piano, non mi succederebbe niente di grave, dovrei convivere con alcuni inutili e antiestetici lividi e dovrei anche ripagare i danni causati alla macchina qui sotto. Un'Audi Blu - non so il modello - per intenderci"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ho fatto tante cose quest'estate, forse anche troppe e sono andata in sovraccarico emozionale e fisico e adesso avrei bisogno di vacanze per riflettere sulle vacanze, ma so benissimo che il mondo non va così. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Giusto per darvi una notizia al volo potrei dirvi che quest'anno, per la prima volta da quando avevo 12 anni, mi sono abbronzata. Niente di che, non aspettatevi estremi cambiamenti di carnagione, ma ho ancora il segno del costume e questo è già un buon risultato. Ho anche preso un'insolazione. Febbre a quasi 38 per una giornata, e tutti che non ci credevano che io stessi male, fino a quando ho sventolato davanti a tutti le prove al mercurio del mio malessere e hanno iniziato a coccolarmi e a preoccuparsi per me. Ogni tanto fa bene avere la febbre, diciamo la verità.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ho nuotato, sono andata in bicicletta e per 12 giorni non sono salita su una macchina. Ho scoperto che mia madre sa ancora andare in bicicletta. Ho visto una medusa. Sono stata con la mia famiglia. Non ho rimorchiato probabilmente perchè pensavano che fossi una ragazza madre. La mia nipote piccola guardava i cartoni animati con la testolina appoggiata sulla mia spalla. Quella grande ha imparato a fare i tuffi e a usare la maschera. Abbiamo giocato alla Sirenetta malata in piscina, la grande (ovviamente) era la Sirena e la piccola la Dottoressa. E' morta la suocera di mia sorella e io non riesco a farmi una ragione del fatto che non ci sia più, per me rimane lì nella sua cucina ad aspettare le sue nipotine e a ricamare. Ho terminato il secondo lavoro e ho già ricevuto lo stipendio (più alto di quanto pensassi). A breve potrò forse svelarvi in cosa consisteva questo secondo lavoro, e ho tanti aneddoti a riguardo da raccontare. Ho deciso chi è mio amico e chi non lo è. Ho mangiato il fritto misto di pesce con la polenta (??? questa non me la spiego ancora ???). Ho vissuto da sola per quasi un mese ma non sono mai andata a fare la spesa. Ho mangiato con una tavolata di tossicodipendenti e sono stata oggetto di una sfida a mia insaputa con una ragazza bielorussa per il possesso del conteso scettro di Miss Comunità (ha vinto lei solo perchè è bionda). Ho trovato altre siringhe nel parchetto in cui vado a fare frog watching. Ho visto Kung fu Panda 2 e anche se non amo i cartoni animati credo sia un bel film. Ho deciso che per questo inverno vado in austerity e uscirò il minimo indispensabile, un cinemino a settimana e nulla più. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non ho buoni propositi, o meglio, non ne ho altri, anche se forse...cercare un altro lavoro... Peccato solo che cercare un lavoro sia un lavoro e io, al momento voglio solo altre vacanze.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1273601356733621126-8256868124703457910?l=margotsnannydiaries.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://margotsnannydiaries.blogspot.com/feeds/8256868124703457910/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://margotsnannydiaries.blogspot.com/2011/09/necessario-intervento.html#comment-form' title='8 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1273601356733621126/posts/default/8256868124703457910'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1273601356733621126/posts/default/8256868124703457910'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://margotsnannydiaries.blogspot.com/2011/09/necessario-intervento.html' title='Necessario intervento'/><author><name>Margot</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00710675474803829685</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>8</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1273601356733621126.post-239086805546409143</id><published>2011-08-12T11:53:00.001+02:00</published><updated>2011-08-12T12:00:45.583+02:00</updated><title type='text'>Racconti casuali da una babysitter quasi in pensione</title><content type='html'>Probabilmente dovrò rassegnarmi al fatto che il titolo del mio blog tra qualche tempo non corrisponderà più a verità. La pensione da babysitter è ormai vicina, diciamo che aspetto settembre per ufficializzare la cosa, ma non credo che il “Ci sentiamo per organizzarci con gli orari delle medie” che la mamma di B. mi ha lanciato fuori dalla porta di casa prima di salutarmi definitivamente prima delle vacanze estive, si possa realmente concretizzare. Ad ogni modo nella vita non si sa mai e poi in fondo so che fare la babysitter per così tanto tempo mi ha cambiato in modo talmente radicale da inculcarmi una “mentalità da accudimento” che difficilmente potrò scrollarmi di dosso. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In questo periodo poi devo ammettere di aver un po’ trascurato la mia creatura, questo piccolo blog di appena un anno di vita che tratto da sociopatica, frequentandolo in modo schizofrenico, con post dalla frequenza imprevedibile. Certo fare due lavori contemporaneamente, litigare a sangue (il mio) con il capo, affrontare drammi familiari e cercare di realizzare cosa voglio fare nella vita a volte sono attività che non mi aiutano a concentrarmi, e quindi mi ritrovo a trascurare una cosa bella, che mi piace fare per occuparmi di cose brutte che non mi piace fare. Ma a quanto pare questa si chiama maturità.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’altro giorno però sono riuscita a fare un giro in bicicletta per le campagne che circondano la modesta casa in cui abito, sola, abbandonata anche dall’I pod che aveva la batteria scarica, sono riuscita a far correre un po’ il pensiero mentre con velocità da testuggine pedalavo sulla mia mitica bicicletta con cestino anteriore incorporato. A conferma del famoso detto “l’azione è nemica del pensiero” mi sono arrivate una serie di illuminazioni divine  tra le quali c’era anche quella per cui ho così tanti ricordi, aneddoti divertenti e non, pensieri, e conclusioni sui bambini e sull’attività di babysitter che, virtualmente questo blog potrebbe essere infinito.   &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Percorrevo infatti una delle strade che portano a casa di un bambino, A2., che non vi ho mai presentato perché mi è sempre stato sulle palle. Non inorridite, i bambini sanno essere veramente antipatici e anche un po’ odiosi quando vogliono e anche se fino ai 10-11 anni si può affermare che non sia colpa loro, ma dei genitori, verso i 14-15 anni le cose cambiano e allora sono mazzate, ma queste sono problematiche che esulano dalla mia competenza. Percorrevo insomma il viale dei ricordi quando tra le illuminazioni varie e divine di cui parlavo prima, è arrivata anche questa, che forse così illuminante non è.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In un pomeriggio invernale mi ritrovavo in macchina con A2. un bambino di otto anni seduto nei sedili posteriori con la cintura debitamente allacciata. Stavamo come al solito andando a basket (si, sono stata la “portatrice a basket” ufficiale del quartiere per molti anni), quando, improvvisamente, un uccellino che sembrava stordito dal freddo si è posato delicatamente sull’asfalto della strada che stavamo percorrendo e non accennava minimamente a spostarsi al mio passaggio, al punto che mi sono dovuta fermare:&lt;br /&gt;Io: “A2, guarda che stupidino questo povero uccellino, non si vuole spostare!” – ho detto con le quattro stagioni di Vivaldi che mi risuonavano nelle orecchie.&lt;br /&gt;A2: “Uccidilo.” - è stata la sua pronta risposta.&lt;br /&gt;Io: “Uccidilo?!?!?!?” – interdetta e spaventata soprattutto dal tono di voce calmo e imperturbabile con il quale aveva pronunciato la parola, mi sono girata verso di lui con la paura di trovarlo con un coniglio scuoiato in mano e la bocca insanguinata intento a togliere gli ultimi attimi di vita alla creatura, e lui per tutta risposta ha detto:&lt;br /&gt;“Passagli sopra con la macchina.”&lt;br /&gt;A quel punto non sono riuscita a dire niente di significativo, ho fatto un colpo di clacson, l’uccellino è volato, ho ingranato la prima e ho portato il mostro a basket. &lt;br /&gt;Piccoli serial killer di uccellini stupidini crescono? No dai , ci penso io, ve l’ho già detto che a 14-15 anni la colpa diventa tutta loro e allora sono mazzate.&lt;br /&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1273601356733621126-239086805546409143?l=margotsnannydiaries.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://margotsnannydiaries.blogspot.com/feeds/239086805546409143/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://margotsnannydiaries.blogspot.com/2011/08/racconti-casuali-da-una-baysitter-quasi.html#comment-form' title='6 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1273601356733621126/posts/default/239086805546409143'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1273601356733621126/posts/default/239086805546409143'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://margotsnannydiaries.blogspot.com/2011/08/racconti-casuali-da-una-baysitter-quasi.html' title='Racconti casuali da una babysitter quasi in pensione'/><author><name>Margot</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00710675474803829685</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>6</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1273601356733621126.post-3501721963068190404</id><published>2011-07-18T14:34:00.002+02:00</published><updated>2011-07-18T14:41:16.533+02:00</updated><title type='text'>Riunioni</title><content type='html'>Una volta nella vita mi piacerebbe partecipare ad una riunione in cui avere qualcosa da dire o nella quale l’argomento di conversazione non fosse arabo antico per me.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non so quale logica perversa stia sotto al comune atteggiamento di alcuni capi di costringerti (certo non con la forza, ma potete dire di no?) a partecipare a meeting, riunioni, presentazioni, convention ecc… dei quali a te non interessa nulla non solo a livello personale ma anche professionale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quando facevo il servizio civile il direttore generale voleva fare ogni settimana la “riunione di struttura” come la chiamava lui e ci costringeva tutti in una stanza, tutti seduti attorno ad un tavolo sulle nostre seggioline tutte uguali. A volte l’ordine del giorno era interessante e potevamo partecipare tutti alla discussione, a volte io stavo zitta e disegnavo immagini fantasiose che mi venivano in mente e che ora sono appese sopra la mia scrivania, altre volte ancora ci richiamava tutti all’ordine, aspettavamo i ritardatari e poi diceva: &lt;br /&gt;“Allora, giovedì di settimana prossima c’è il direttivo” &lt;br /&gt;e tutti: “Si lo sappiamo.” &lt;br /&gt;“Bene, qualcos’altro da dire?” &lt;br /&gt;e tutti: “No” &lt;br /&gt;“Va bene. Allora ci vediamo settimana prossima, dopo il direttivo.” &lt;br /&gt;E tu allora bestemmiavi in arabo antico perché avevi interrotto il tuo lavoro per niente. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ancora peggio era quando stava per finire il mio periodo di servizio civile (che dura un anno) e dovevo partecipare alle riunioni in cui costruivano il calendario delle attività che avrebbero fatto l’anno successivo, dopo la fine del mio contratto e io, impassibile, urlavo dentro di me: &lt;br /&gt;“PERCHEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEE’?” &lt;br /&gt;Oltre al danno, (la fine del contratto), la beffa di dover inutilmente assistere a tediosissime riunioni che spesso poi erano inconcludenti anche per loro (sappiamo tutti quanto sia difficile organizzare il calendario senza tralasciare le esigenze di tutti).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ora partecipo a riunioni utilissime di consigli direttivi nei quali io non ho voce in capitolo e delle quali non conosco gli argomenti di conversazione. &lt;br /&gt;“Facciamo un FAD per l’accreditamento ECM e bla bla bla…..”&lt;br /&gt;Chiedo al mio vicino di banco nonché nuovo responsabile della struttura in cui lavoro: “Cos’è un FAD?” &lt;br /&gt;e lui mi dice: “Non lo so” &lt;br /&gt;e io penso: “Bene, forse allora è inutile che gli chieda anche cos’è un ECM. Ma perché siamo qui?”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ripeto, non so e non capisco quale sia la logica perversa che sta sotto questo comportamento coercitivo. Forse non se ne rendono conto, o forse perché ti pagano (tra l’altro nel mio caso una miseria) pensano di poter disporre del tuo tempo come vogliono. Come quando ti chiamano nel loro ufficio e iniziano a parlare e parlare e parlare di persone, cose, luoghi, animali, città che tu non hai mai sentito nominare e dopo un po’ assumi lo sguardo vitreo da pesce lesso e inizi a farti i fattacci tuoi tipo: &lt;br /&gt;- riordinare fisicamente l’agenda scrivendo promemoria che forse loro pensano siano appunti, stracciando fogli ormai inutili, e riorganizzando in mucchietti diversi i fogli utili che ti rimangono (io lo faccio sempre) – so che non è buona educazione, ma io devo anche sopravvivere in questa giungla&lt;br /&gt;- fare allenamento di &lt;a href="http://margotsnannydiaries.blogspot.com/2010/12/annullamento-del-pensiero-razionale.html"&gt;annullamento del pensiero razionale&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;- contare le pecore e cercare di dormire con gli occhi aperti&lt;br /&gt;- pensare che non era poi una cattiva idea quella di comprare gli occhiali finti con gli occhi dipinti sopra che vendevano sul topolino quando eri bambina&lt;br /&gt;- organizzare mentalmente le cose da fare per l’altro lavoro che stai seguendo (altro contratto a progetto)&lt;br /&gt;- e infine scrivere la lista delle cose che devi mettere in valigia per il weekend che passerai in montagna (anche qui tra l’altro pensano che siano appunti).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’unico problema è che a volte mi sento un po’ in colpa nel fare queste cose e se, come quando andavamo in gita con le maestre al museo, poi mi chiedono una relazione? Mi è successo solo una volta però di farmi trovare impreparata perché ora sto sviluppando un’altra tecnica che spero si riveli efficace, annullamento del pensiero razionale con attivazione di una piccola porzione del cervello per recepire e registrare almeno a livello inconscio i messaggi che vengono trasmessi nella stanza. Poi mi affiderò ai miei sogni.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1273601356733621126-3501721963068190404?l=margotsnannydiaries.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://margotsnannydiaries.blogspot.com/feeds/3501721963068190404/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://margotsnannydiaries.blogspot.com/2011/07/riunioni.html#comment-form' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1273601356733621126/posts/default/3501721963068190404'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1273601356733621126/posts/default/3501721963068190404'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://margotsnannydiaries.blogspot.com/2011/07/riunioni.html' title='Riunioni'/><author><name>Margot</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00710675474803829685</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1273601356733621126.post-8721999227254901223</id><published>2011-07-13T16:37:00.003+02:00</published><updated>2011-07-13T17:56:00.491+02:00</updated><title type='text'>Il concerto degli Strokes e altre mirabolanti disavventure</title><content type='html'>Martedì 12 luglio 2011 &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Andiamo con ordine. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;h 8,45 – sveglia. Per una volta nella vita la fortuna è dalla mia parte, ho trovato un capo magnanimo che mi permette di lavorare da casa ogni tanto, e mai giornata fu più adatta di quella di oggi per sfruttare questa opportunità. Questa sera c’è il concerto di quella che, se vi piacciono le definizioni, è la mia band preferita. Certo però ho dei problemi organizzativi dal momento che la location è dall’altra parte della città e oltre, ma al momento ho altre cose a cui pensare. Vado a fare la pipì.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;h 8,55 – accendo il computer e mi connetto. Ho già 5 mail del mio capo che sembra volermi mettere alla prova con un numero imbarazzante di compiti da svolgere entro la giornata, ma io ce la posso fare. Sto al gioco e lavoro come una pazza forsennata per tutta la mattina.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;h 12,30 – mi accorgo che è tardi. Ho detto al mio capo che devo andare a ritirare la macchina dal meccanico e che mi assenterò da skype quell’oretta al massimo per fare il viaggio di andata e ritorno. In realtà devo andare a casa di un mio amico che abita molto più vicino a Vigevano, luogo del concerto. Il piano è arrivare da lui, lavorare con il suo computer fino all’ora prestabilita e poi partire per il concerto che in realtà è un festival e inizia alle 16,00. Perderemo l’esibizione di almeno due o tre gruppi, ma chissenefrega, noi andiamo lì per gli Strokes.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;h 12,45 – sono pronta per partire. Dopo aver fatto la doccia, mangiato una cotoletta, deciso cosa mettere al concerto, infilato il cambio in un sacchetto, preparato le cose che mi serviranno per lavorare nel pomeriggio, tutto contemporaneamente, spengo il computer e inizio la mia lotta contro il tempo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;h 12,55 – sono in macchina (si va bene, dieci minuti sono tanti ma mi fa ancora male il piede e sono stracarica di roba). In condizione di traffico normale ci metto circa tre quarti d’ora per arrivare dal mio amico, ma io devo superare i miei limiti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;H 13,05 – tangenziale. Sto pensando che mia nonna mi diceva sempre che il diavolo fa le pentole ma non i coperchi e che questa volta sto rischiando brutto. Se il mio capo si accorge che non sono a casa mia? Probabilmente fotterei tutta la fiducia che sta iniziando a riporre in me e allora si che sarei nella merda. Addio alle opportunità di lavoro casalingo addio al clima amichevole. Ma forse mi faccio troppe paranoie, la cosa importante è lavorare no? E io lavorerò. Diavolo, questa volta ti fotto io (?). Mentre il mio cervello lavora a ritmi frenetici mi imbatto in un tabellone della tangenziale che dice “Attenzione, animali vaganti al bivio con la tangenziale ovest” e penso che questo si merita il primo posto nella classifica dei messaggi assurdi letti in autostrada e in tangenziale, anche se “Attenzione, cantiere in lento movimento” gli da del filo da torcere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;h 13, 30 – ce l’ho fatta, 35 minuti netti di percorrenza. Sono davanti a casa del mio amico che però non viene ad aprire la porta. Ma dove cazzo è finito? Io ho superato il mio record personale, ma se lui non sta ai patti va tutto a puttane. Finalmente mi apre la porta, io mi fiondo nella sua stanza senza neanche salutarlo e predispongo tutti gli strumenti dei quali ho bisogno: dropbox, skype, mail e chiavette usb. Sono un po’ isterica, lo ammetto, ma dopo un po’ inizio a rilassarmi e riesco anche a cazzeggiare su facebook senza troppi sensi di colpa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;h 15,30 -  non capisco più niente. Ho un attacco di fame da perdita della memoria e senza ricordarmi più che cosa ci faccio a casa sua, costringo il mio amico ad uscire dalla piscinetta in giardino per prepararmi uno spuntino. Lui comprende la gravità della situazione e confeziona la merenda dei campioni. Nuggets e maionese che vanno a sommarsi alla cotoletta che ormai non è più nel mio stomaco.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;h 17,20 – dobbiamo andare. Io garantisco otto ore di lavoro al mio capo, alle 17,30 posso tranquillamente staccare, e se sono le 17,20 va bene comunque, tanto con tutto quello che ho fatto durante la giornata che differenza fa? Faccio un’altra doccia, mi vesto da concerto, dimentico di portare con me l’autan e incontro la madre del mio amico in corridoio che è appena tornata da una lunga giornata di lavoro. Lei ed io non ci sopportiamo, è odio aperto tra noi, lo sanno tutti. In casa scende il gelo, io cerco di mantenere un atteggiamento di fredda educazione, dopotutto sono a casa sua. Lei se ne sbatte dell’etichetta e senza guardarmi in faccia dice “Vado a portare fuori il cane”. Meglio così.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;h 17,40 – siamo in macchina. Grazie al cielo guida lui. Ha preso mezza giornata di ferie per andare al concerto e questo pomeriggio è riuscito a fare un micro riposino tra i nuggets e la partenza, se avessimo preso la mia macchina probabilmente mi sarebbe venuta una crisi isterica da traffico. A quell’ora andare a Vigevano è un suicidio da qualsiasi parte del mondo si provenga. Ma vedo che lui ha la situazione in pugno, conosce una via alternativa, ma per essere più sicuro si affida al navigatore che ci fa ridere con i suoi strani accenti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;h 18,00 – Strokes stiamo arrivando. Si c’è traffico ma il navigatore continua ad intrattenerci e noi ora siamo rilassati, abbiamo tutto il tempo del mondo per arrivare. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;h 18,30 – Mc Donald’s. Anche lui adesso ha fame, propone una sosta cibo e io sono ben felice di accontentarlo, brucio in fretta le calorie, io. Abbandoniamo la rassicurante aria condizionata della macchina per affrontare la calura di quel parcheggio sperduto nel mondo e guadagnare la nostra pausa merenda. E’ il Mc Donald’s peggiore in cui abbia mai mangiato (e io ho mangiato in molti Mc Donald’s nella mia vita), i ragazzi sono solo due, uno in cucina e uno alla cassa e nonostante ci siano solo tre clienti ci mettiamo quasi un’ora per mangiare un Big Mac lui, e un Muffin al cioccolato con cappuccino io.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;h19,30 – arriviamo a Vigevano. Abbiamo paura di aver capito male il luogo del concerto. In giro non c’è nessuno e non si sente musica nell’aria. Poi capiamo perché. Il concerto è proprio nella corte del castello sforzesco, e l’isolamento tra quelle mura è buono. Facciamo una breve coda per entrare. Lui ha portato una bottiglia di acqua da mezzo litro e l’uomo della security gli dice di buttare via il tappo. Lui sta per dare una testata all’uomo della security, io arrivo a sedare gli animi, lui fa finta di buttare via il tappo e poi lo rimette alla bottiglia. Il cortile del castello è pieno di sassi e già si insinua il sospetto che gli organizzatori del festival non siano proprio dei geni. Scopriamo inoltre che nel microcosmo del festival non valgono gli euro, per comprarsi da mangiare bisogna cambiare i soldi con moneta locale. Ho un attacco di ridarella davanti alla cassa. Cambiamo 15 euro in moneta locale che ci serviranno per due panini completi alla salamella. Ladri bastardi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;h 20,05 – suonano i Verdena. Con tutto il rispetto per i fan dei Verdena, loro sono l’unico gruppo in scaletta che speravo di perdermi, ma suonano per un’ora abbondante. Scopriamo con sgomento che una volta entrati non è più possibile uscire. Io mi siedo per terra e mi tolgo le scarpe. &lt;a href="http://margotsnannydiaries.blogspot.com/2010/08/avranno-pensato-che-il-caldo-gioca.html"&gt;Penso ancora di avere un fungo all’unghia di un piede&lt;/a&gt; e decido che visto che ho appena speso 300 euro per le gomme della macchina posso anche spenderne 25 per il rimedio antifungo. Domani vado in farmacia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;h – 21,30 suonano i Chromeo. Ormai le zanzare ci hanno completamente mangiati vivi. Il Vape di emergenza che abbiamo comprato ad un baracchino per la ladresca cifra di 5 euro (non in moneta locale) non serve a niente, solo ad intossicarci. Portano via una ragazza in ambulanza, forse ha esagerato con l’insetticida. A noi piacciono i Chromeo ma i ragazzini sotto al palco che sono lì solo per gli Strokes iniziano ad insultarli e noi ad irritarci. E’ ora di cenare. Ci mettiamo in coda per il panino alla salamella che costa 7 soldi. C’è talmente tanta coda che non si vede il baracchino. Ripieghiamo sui panini normali che costano 4 soldi. Siamo un po’ delusi e ci avanzano 7 soldi che decidiamo di piazzare a fine concerto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;h 22, 30 - seduti su una panchina a chiacchierare. Attendiamo con stoica pazienza l’inizio del vero concerto, ormai è chiaro che gli Strokes sono l’unico motivo che ha richiamato tutta quella gente a Vigevano. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;h 23,00 – il concerto. Gli Strokes salgono sul palco e inizia il divertimento. Mentre saltello (il mio piede ne subirà le conseguenze domani ma chissenefrega) e canto a squarciagola arriva un deficiente che mi poga addosso, io quasi mi spacco il naso contro la schiena di quello davanti a me e mi sento come &lt;a href="http://www.youtube.com/watch?v=yR1aHuDoMlY"&gt;Begbie di Trainspotting&lt;/a&gt;. Sono stanca sudata e anche un po’ frustrata per l’attesa e perché si in generale, non cerco altro che una scusa per menare e spintonare violentemente qualcuno per poi dirgli “Ehi bello ci stiamo solo divertendo no?”. Gli amanti del pogo si spostano più avanti ed io sempre più carica di adrenalina vado avanti a saltare incurante di tutto quello che mi circonda. Finalmente, dopo 5 anni rivedo Julian &amp; Co dal vivo. Lo stiamo pensando tutti e vogliamo solo che continuino a suonare. Dopo tre o quattro canzoni un blackout fa saltare il generatore e non si sente più niente. Rimaniamo tutti un po’ sconvolti, ma una volta può anche capitare. Iniziano a suonare nuovamente, sembra che ci siano problemi con il basso però, e Julian dimentica la prima strofa della canzone. Con il secondo pezzo dopo l’interruzione le cose migliorano ma all’improvviso si ferma tutto ancora, e ancora e ancora. Succede per ben tre volte. I ragazzi sul palco sono imbarazzati, non sanno cosa fare, scendono a salutare il pubblico. Fabrizio Moretti tira fuori una bandiera dell’Italia ma dopo l’ennesima interruzione decidono di fare l’ultima canzone e se ne vanno. 55 euro di biglietto per il concerto peggiore della mia vita, tante aspettative quasi tutte disattese. Loro sono bravi sul palco ma mi sembra il minimo garantire la strumentazione. La delusione e il risentimento tra il pubblico è palpabile. Il mio amico è demoralizzato e oltre al danno si aggiunge la beffa, il dj set mette “That’s Life” di Frank Sinatra per farci capire che è tutto finito e possiamo anche tornare a casa. Prendo coscienza della situazione, tratto con un ragazzino gentile per il cambio in euro della moneta locale che ci era rimasta e ci dirigiamo verso l’uscita in mezzo ad un mare di gente demoralizzata, delusa, sfatta e sudata come noi. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;h 00,30 – siamo ancora in macchina. Questa volta stiamo tornando a casa. Il navigatore è ubriaco, noi siamo sobri e parliamo della delusione cocente che abbiamo appena vissuto. Io cerco di rilassarmi un po’ e lui, meno male, guida piano. Mi accompagna alla macchina. Io gli chiedo se per caso ha voglia di cambiarmi un tergicristallo. E’ già una settimana che è rotto, ma lui non ne ha voglia, è stanco e vuole tornare a casa. Io non posso biasimarlo e parto verso casa mia. (L’ho montato io oggi in pausa pranzo.)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;h 1,45 - tangenziale ovest. Lavori in corso, coda che a quell’ora sembra chilometrica e che proprio non ci voleva. Sono stanca, voglio farmi la terza doccia della giornata e andare a dormire. Mi posiziono in terza corsia perché la mia uscita è la prossima. C’è una macchina della polizia, strano. Dopo un po’ me la ritrovo dietro, ma non ci faccio troppo caso fino a quando uno dei soliti furbi passa accanto a me in corsia d’emergenza superandoci tutti con una pernacchia metaforica. La macchina della polizia parte immediatamente all’inseguimento e la ferma duecento metri più avanti. Si dice spesso che quando ci sono i cretini in giro non c’è mai la polizia. Beh questa volta c’era e ha agito. Quando passo vicino alla macchina incriminata vedo il conducente con mani giunte e aria supplichevole davanti al poliziotto che, risoluto, fa no con la testa. Io godo e penso che ogni tanto giustizia è fatta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;h 2,10 – esco dalla tangenziale. Tra dieci minuti sono a casa, pregusto già il mio letto pronto ad accogliermi. Faccio la solita strada, taglio per i campi per una scorciatoia poco frequentata. Supero la prima curva e mi ritrovo davanti a due macchine che hanno fatto un frontale, un’ambulanza e una macchina della polizia. Persone concitate parlano al telefono. Non c’è verso di passare, mi tocca fare inversione a U e passare per la strada più lunga.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;h 2,40 – arrivo a casa. Non ci credo.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1273601356733621126-8721999227254901223?l=margotsnannydiaries.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://margotsnannydiaries.blogspot.com/feeds/8721999227254901223/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://margotsnannydiaries.blogspot.com/2011/07/il-concerto-degli-strokes-e-altre.html#comment-form' title='5 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1273601356733621126/posts/default/8721999227254901223'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1273601356733621126/posts/default/8721999227254901223'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://margotsnannydiaries.blogspot.com/2011/07/il-concerto-degli-strokes-e-altre.html' title='Il concerto degli Strokes e altre mirabolanti disavventure'/><author><name>Margot</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00710675474803829685</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>5</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1273601356733621126.post-6011970339281467719</id><published>2011-06-27T22:01:00.002+02:00</published><updated>2011-06-27T22:06:02.424+02:00</updated><title type='text'>Il mio unico piede sinistro</title><content type='html'>Qualche giorno fa mi sono fatta male ad un piede.&lt;br /&gt;Niente di grave, ho solo fatto &lt;a href="http://www.youtube.com/watch?v=dzUFsQ9NcDQ"&gt;“lancio componenti”&lt;/a&gt; scendendo dal treno e il mio piede sinistro non si è ricomposto sulla banchina come avrebbe dovuto. Visto che mi faceva veramente male, non riuscivo a caricare correttamente il peso e ho passato la serata sul divano con il ghiaccio sul dorso del piede, il giorno dopo ho deciso di andare al Pronto Soccorso per assicurarmi che non ci fosse una frattura. Non ci volevo andare, immaginavo l’interminabile odissea che mi aspettava, ma ero anche preoccupata perché io sono sfigata con i piedi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’ho detto anche al medico che mi ha visitato:&lt;br /&gt;“Dottore ero un po’ preoccupata perché io sono sfigata con i piedi. Vede il mio piede destro?” – il medico si sposta sullo sgabello attorno al letto sul quale sono sdraiata: “E’ questo che le fa male?” – domanda speranzoso.&lt;br /&gt;“No” – delusione sul volto dell’uomo sudato che alle 15,30 è qui dall’alba ad ascoltare estenuanti lamentele – “Cioè in realtà anche. Vede quel bozzo con la cicatrice? E’ perché quando avevo 15, anzi 13 anni. O forse erano 12?” – “Comunque. Quando ero poco meno che adolescente mi sono rotta un piede e non me ne sono accorta. Ho iniziato a zoppicare e zoppicare e zoppicare, fino a quando mia madre, rientrando in sé, ha deciso di portarmi da un ortopedico. Ma era troppo tardi. Frattura indotta hanno detto, in fase di ricalcificazione per giunta! Non si poteva fare più niente, solo togliere con lo scalpello il callo osseo che si era formato ed eventualmente fare un innesto prelevando una porzione di osso dal bacino. Cosa che ovviamente non ho fatto perché il decorso post-operatorio durava più di due mesi, e chi aveva voglia di fare tutta l’estate con le stampelle? Insomma Dottore, su due piedi ne ho uno solo sano perché la frattura a quello destro non è mai andata a posto per via dell’artrite o artrosi, lei lo sa meglio di me, e quindi ero un po’ preoccupata anche per quello sinistro. Dove vado se ho due piedi rotti?”&lt;br /&gt;Nel frattempo il medico ha esaminato le radiografie, terminato la visita e mi sta fasciando il piede con la garza: “Signorina il suo piede sinistro non è rotto, ha solo una distorsione. Deve stare 5 giorni a riposo. Le immobilizzo la caviglia e il piede con questa garza per proteggere la pelle e poi metto questa benda adesiva. La preferisce fucsia o viola?”&lt;br /&gt;“Viola”&lt;br /&gt;“Benissimo. Usi le stampelle e metta il ghiaccio per 5 giorni, mi raccomando. Arrivederci!”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dopo la visita al Pronto Soccorso ero decisamente più serena. Rassicurata perché ero certa di non avere fratture al mio unico piede sinistro, ero pronta a farmi coccolare dalla mia famiglia, nipotine in testa che settimana scorsa erano da noi in visita.&lt;br /&gt;A metà serata però la benda viola, nonostante fosse molto carina, era diventata un forno elettrico e non mi sentivo più le dita, quindi l’ho tagliata con furia assassina, ripromettendomi di sfruttare il senso di colpa di mia madre per farmi comprare una calza rigida l’indomani. Ed ecco la sua telefonata dalla farmacia:&lt;br /&gt;“Margot sono in farmacia, ti sto comprando la fascia elastica. Devi misurarti la fine della gamba, hai presente dove c’è il collo del piede?”&lt;br /&gt;“…”&lt;br /&gt;“Ma si Margot, alla fine della gamba c’è…”&lt;br /&gt;“Alla fine della gamba c’è il tallone” - ho risposto osservando la mia gamba&lt;br /&gt;“Ma no, non il tallone, alla fine della gamba dai!”&lt;br /&gt;Disperazione, ansia, panico. Cosa c’è alla fine della gamba?!?! Grazie al cielo il farmacista lo sapeva e tra le parole sconnesse di mia madre sono riuscita a sentire in sottofondo il farmacista che diceva: “La caviglia! La caviglia!”&lt;br /&gt;“Ah ok. Mamma devo misurare la circonferenza della caviglia?”&lt;br /&gt;“Si, e se è tra 23 e 25 va bene”&lt;br /&gt;“E se non è così, mamma, cosa facciamo?”&lt;br /&gt;“E se non è così, pazienza.”&lt;br /&gt;“Amputiamo?”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Fortunatamente la circonferenza della mia caviglia è di 24 centimetri, una media perfetta oserei dire, grazie alla quale ho ancora il mio unico piede sinistro.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1273601356733621126-6011970339281467719?l=margotsnannydiaries.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://margotsnannydiaries.blogspot.com/feeds/6011970339281467719/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://margotsnannydiaries.blogspot.com/2011/06/il-mio-unico-piede-sinistro.html#comment-form' title='5 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1273601356733621126/posts/default/6011970339281467719'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1273601356733621126/posts/default/6011970339281467719'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://margotsnannydiaries.blogspot.com/2011/06/il-mio-unico-piede-sinistro.html' title='Il mio unico piede sinistro'/><author><name>Margot</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00710675474803829685</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>5</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1273601356733621126.post-8030926567850367088</id><published>2011-06-22T16:55:00.002+02:00</published><updated>2011-06-22T17:04:23.300+02:00</updated><title type='text'>Il vicino di casa house part 1</title><content type='html'>Tutto ebbe inizio un po’ di anni or sono, quando nell’appartamento vicino al mio, la tranquilla famigliola con la bambina più dolce e silenziosa che io abbia mai incontrato nella mia lunga carriera di babysitter, lasciò il posto ad un nucleo familiare proveniente dal mafiosetto paese limitrofo. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;All’apparenza sembravano brave persone. “Buongiorno” – “Buonasera” dicevano i genitori davanti all’ascensore, e il figliolo grassoccio andava sullo skateboard, mi dava del lei e teneva sempre il portone aperto al mio passaggio. Io avevo 18/20 anni e lusingata da questo trattamento, soprattutto dal fatto che mi desse del lei in un mondo nel quale facevano fatica a credere che fossi maggiorenne, ignoravo i segni di quella che sarebbe diventata una delle mie peggiori sventure.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il ragazzino infatti, peregrinando con lo skateboard per il paesino nel quale ho ancora la sfortuna di abitare, aveva fatto dei brutti incontri e, per usare un eufemismo, potremmo dire che iniziava ad avere delle cattive frequentazioni, mentre contemporaneamente smetteva con mio grande rammarico di darmi del lei.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dimagriva a vista d’occhio, tornava sempre più tardi la sera, aveva lunghe e misteriose conversazioni telefoniche durante le quali parlava di bilancini e formule chimiche come neanche un laureando del Politecnico aveva mai fatto, ma soprattutto iniziava la lunga e dolorosa ribellione dell’adolescenza, accompagnato (come tutti noi del resto) da urla e strepiti di genitori che non avevano la più pallida idea di come prenderlo. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Con il passare del tempo la situazione andava sempre più ad aggravarsi, a causa delle sua urla, sembrava ormai che il padre in preda alla furia cieca fosse seduto con me sul divano a guardare la televisione invece che nel suo salotto a cercare di trattenere gli istinti omicidi verso il figlio, e la madre era talmente stridula che anche il mio&lt;a href="http://margotsnannydiaries.blogspot.com/2011/02/rip-cagliostro.html"&gt; fu gatto&lt;/a&gt; ne era disturbato. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Fino a quando in un pomeriggio di metà novembre di ritorno da un’incursione saccheggiatrice del più vicino negozio di abbigliamento, ho trovato due carabinieri sul pianerottolo. Inizialmente confesso di aver provato un certo timore, ho esagerato con la carta di credito e la mia banca ha una linea diretta con il comando dei carabinieri? Avrò dimenticato di pagare qualcosa? Rassicurata dallo scontrino che occhieggiava dal sacchetto, prova della mia rettitudine, mi sono diretta con ostentata sicurezza verso la mia porta e una volta al sicuro tra le mura domestiche, come potete immaginare, mi sono attaccata allo spioncino e con mia non troppo grande sorpresa ho scoperto che i carabinieri erano diretti all’appartamento del mio vicino.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Purtroppo abito in un paesino veramente piccolo nel quale le notizie più succulente si diffondono ad una velocità imbarazzante e non ho dovuto aspettare molto per scoprire quello che era successo. La madre aveva trovato un sacchetto di pasticche nella camera del ragazzo e lo aveva denunciato! &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non voglio parlare del gesto in sé, è una decisione controversa che se guardata a posteriori in realtà rivela una certa lungimiranza da parte della signora che adesso non ha un figlio completamente delinquente. Probabilmente è meglio avere una madre che ti denuncia piuttosto che una che ti ignora. Ma non è questa la sede per un dibattito così ampio, io stessa non saprei cosa fare se mi trovassi in una situazione di questo tipo, meglio in galera che spacciatore avrà pensato, ma non aveva calcolato che con il suo gesto di madre coraggio aveva dato inizio alla mia rovina.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dopo lo scampato pericolo e dopo aver ottenuto la maturità facendo quattro anni in uno e raggiungendo risultati che a stento si avvicinavano alla sufficienza, il mio vicino di casa è stato premiato con un cane e con un impianto stereo da DJ professionista con tanto di piatti e casse che io immagino gigantesche. Nel frattempo io mi ero laureata con il massimo dei voti mantenendomi agli studi e tutto quello che avevo ricevuto era stata una pacca sulla spalla e il mio piatto preferito per cena.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mentre io iniziavo il corso per conseguire la laurea specialistica il mio vicino di casa cercava lavoro e sviluppava una passione aberrante per la musica house commerciale (anche se lui dice che la sua è musica sofisticata), probabilmente incoraggiato dai genitori che preferiscono sopportare l’assordante baccano piuttosto che saperlo per strada a vendere pastiglie. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non credo di dover puntualizzare che la mia indole studiosa e la mia passione per la lettura e per la  scrittura siano inconciliabili con il mio redivivo vicino di casa house. Io continuo a fare sogni nei quali lui muore in modo molto violento, salvo poi pentirmi perché ancora mi tiene aperto il portone. Attualmente abbiamo raggiunto un accordo che però lui non rispetta sempre e che ha avuto una storia lunga e travagliata durante la quale mi sono resa conto definitivamente che le droghe, soprattutto le pastiglie, causano danni indelebili al cervello.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1273601356733621126-8030926567850367088?l=margotsnannydiaries.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://margotsnannydiaries.blogspot.com/feeds/8030926567850367088/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://margotsnannydiaries.blogspot.com/2011/06/il-vicino-di-casa-house-part-1.html#comment-form' title='5 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1273601356733621126/posts/default/8030926567850367088'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1273601356733621126/posts/default/8030926567850367088'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://margotsnannydiaries.blogspot.com/2011/06/il-vicino-di-casa-house-part-1.html' title='Il vicino di casa house part 1'/><author><name>Margot</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00710675474803829685</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>5</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1273601356733621126.post-3541106080884926025</id><published>2011-06-11T18:57:00.004+02:00</published><updated>2011-06-11T19:07:17.994+02:00</updated><title type='text'>Come farti prendere la decisione giusta</title><content type='html'>Grazie al provvidenziale intervento di un amico che legge il blog, posso finalmente pubblicare il &lt;a href="http://tinypic.com/player.php?v=ao6ikw&amp;s=7"&gt;link dello spezzone di film al quale mi riferivo nel post precedente.&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Secondo me è un esempio geniale di come si riesca ad ottenre ciò che si vuole senza inutili discussioni ed annose litigate. Ah, se avessero fatto "Il mio grosso grasso matrimonio greco" prima...chissà, forse a questo punto avrei &lt;a href="http://margotsnannydiaries.blogspot.com/2011/02/imperativamente.html"&gt;i capelli viola&lt;/a&gt;, sarei piena di piercing e non mi sarei diplomata.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Va bene, diciamo che forse è andata meglio così, ma in questo link ci sono infinite perle di saggezza da studiare e ristudiare e applicare e riapplicare...&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1273601356733621126-3541106080884926025?l=margotsnannydiaries.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://margotsnannydiaries.blogspot.com/feeds/3541106080884926025/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://margotsnannydiaries.blogspot.com/2011/06/come-farti-prendere-la-decisione-giusta.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1273601356733621126/posts/default/3541106080884926025'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1273601356733621126/posts/default/3541106080884926025'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://margotsnannydiaries.blogspot.com/2011/06/come-farti-prendere-la-decisione-giusta.html' title='Come farti prendere la decisione giusta'/><author><name>Margot</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00710675474803829685</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1273601356733621126.post-8967636551339451443</id><published>2011-06-09T20:57:00.003+02:00</published><updated>2011-06-09T21:35:01.848+02:00</updated><title type='text'>Dopo questa mi merito il premio Nobel per la pace</title><content type='html'>Considerato che l'hanno dato anche a Kissinger, direi proprio che quando avrò portato a termine la missione della quale mi sono fatta carico in questi giorni potrei ricevere anche io il Nobel per la pace.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Care amiche e cari amici sto infatti insegnando a mia madre ad usare internet!!!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In queste uggiose e quasi invernali giornate di giugno la mia stanza si trasforma in una succursale dell'università della terza età ed io, Margot, con tutta la pazienza che riesco a recuperare dopo una giornata di lavoro e un'ora e un quarto di tragitto per raggiungere la meta, mi siedo su uno sgabello accanto a quella che sarebbe la mia poltroncina...e insegno a mia madre come diventare una provetta internauta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La decisione di imbarcarmi in questa avventura potenzialmente infinita è derivata dal fatto che dopo anni e anni in cui mia sorella ed io le suggerivamo velatamente che era il caso di vendere la casa e trovarne una più piccola, mia madre si è finalmente decisa a farlo e quindi vuole cercare casa su internet, farsi un'idea e poi passare al contrattacco con le agenzie immobiliari. Sorvolo per ora sulle conseguenze di questa sua azione, ma vi dirò che non è facile stare dietro alla mia genitrice perchè ha quel tipo di testa dura che ti fa venire voglia di autolesionismo, e per farle prendere una (la) decisione bisogna trattarla come le donne fanno con gli uomini in "Il mio grosso grasso matrimonio greco". Quella scena in cui le donne riescono a fare prendere agli uomini una decisione che loro avevano già preso facendogli credere che fosse loro...avete capito? No? Fa niente, tanto non trovo la scena su youtube.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Comunque, dopo avervi fatto perdere completamente l'attenzione, posso tornare al dunque.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E' quasi commovente guardarla mentre con gli occhiali da presbite e il conseguente "sguardo dall'alto" cerca di entrare nella logica perversa di internet. Perchè noi ormai ci siamo abituati e facciamo le cose in automatico, ma per un neofita è veramente faticoso entrare nel mondo virtuale. Non ha ancora capito che ci sono diverse pagine e che non può cercare casa su google chè al massimo può reindirizzarti su altre pagine, ma devo dire che mi da delle soddisfazioni perchè ce la sta mettendo tutta. Solo ogni tanto mi dispiace doverla abbattere con affermazioni come questa:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Mamma non ti preoccupare, non scoppia la terza guerra mondiale se clicchi sul link sbagliato, al massimo finisci in un sito porno..."&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;So che è crudele, ma non posso fare finta di niente, deve sapere subito le grandi verità.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1273601356733621126-8967636551339451443?l=margotsnannydiaries.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://margotsnannydiaries.blogspot.com/feeds/8967636551339451443/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://margotsnannydiaries.blogspot.com/2011/06/dopo-questa-mi-merito-il-premio-nobel.html#comment-form' title='7 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1273601356733621126/posts/default/8967636551339451443'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1273601356733621126/posts/default/8967636551339451443'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://margotsnannydiaries.blogspot.com/2011/06/dopo-questa-mi-merito-il-premio-nobel.html' title='Dopo questa mi merito il premio Nobel per la pace'/><author><name>Margot</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00710675474803829685</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>7</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1273601356733621126.post-6696931050863517484</id><published>2011-05-31T12:02:00.003+02:00</published><updated>2011-05-31T20:33:09.972+02:00</updated><title type='text'>I miei vicini di casa</title><content type='html'>Lunedì pomeriggio dopo pranzo. Sono sul balcone comodamente sdraiata in poltrona con una copertina adagiata sulle gambe e mangio beata uno yogurt al caffè. Sembro probabilmente una vecchia che vive i suoi ultimi giorni in un sanatorio svizzero, ma sono felice. Sento che il mio pensiero sta iniziando a vagare per le praterie sconosciute della mia mente, e sento che oggi potrei, forse, arrivare ad una delle tanto agognate conclusioni che potrebbe addirittura portarmi a qualche risoluzione. Insomma sono già mezza partita di cervello e mi fanno compagnia il cinguettare degli uccellini, il fruscio, lieve delle foglie sospinte dal vento e lo sporadico rumore delle macchine dei lavoratori che tornano in ufficio dopo la pausa pranzo.&lt;br /&gt;Io non ho niente da fare, solo andare a prendere B. tra tre ore e mezza, sono in pace con il mondo e, ingenuamente penso che anche il mondo sia in pace con me. Ma purtroppo non è così. Uno degli esseri umani che più scatena in me istinti omicidi è in agguato dietro il muro di confine del mio appartamento.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Si bravi, avete indovinato, è il mio vicino di casa. O forse sarebbe meglio parlare al plurale dei miei vicini di casa.&lt;br /&gt;Vivo con mia madre al secondo piano di un condominio che ne ha otto. La logica vuole dunque che io abbia quattro appartamenti attigui, abitati a loro volta da quattro famiglie, nessuna delle quali “normale” o con quel minimo necessario di senso civico che possa celare agli altri la loro non-normalità. Per intenderci, mia madre ed io non siamo mica persone troppo “regolari”. Pensate che non ci siano scheletri nascosti nei nostri armadi? Oppure manie da psicopatiche da nascondere agli occhi indiscreti? O idiosincrasie inconfessabili per cose, persone, animali, città che sono normalmente oggetto di popolare idolatria? Pensate insomma che la mia sia una famiglia normale? Assolutamente no.&lt;br /&gt;Mia madre assume dosi accuratamente regolate di medicina per i pazzi per mantenere un certo equilibrio, ed io sono ad un passo dal vero ricovero in qualche sanatorio svizzero, e non per curare disturbi respiratori, non so se mi capite…&lt;br /&gt;Quello però che nel corso degli anni ci ha salvate da eccessive maldicenze e cattiverie gratuite è sempre stata una solida, e a tratti maniacale, riservatezza. Non per niente io mi chiamo Margot, in onore di Margot Tenenbaum, una delle &lt;a href="http://www.youtube.com/watch?v=VsdQJA3hPvk"&gt;donne più riservate&lt;/a&gt; della cinematografia odierna e protagonista del mio film preferito “The Royal Tenenbaums”, ma sto divagando. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dicevo infatti che senso civico e riservatezza dovrebbero essere la ricetta perfetta per una convivenza pacifica e rispettosa. Purtroppo però non tutti la pensano così, vivendo infatti nella società de “il più forte vince” e dell’individualismo sfrenato, ognuno si fa i cazzi propri e nessun cervello è mai sfiorato dall’idea di poter dare fastidio al prossimo con certi comportamenti. Il famoso concetto “la mia libertà finisce dove inizia la tua (e vice-versa)” viene ogni giorno buttato nel cesso a favore di un dilagante, nonché preoccupante celodurismo (solo io) in ragione del quale io posso fare tutto quello che voglio e tu…perché esisti anche tu?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La somma di tutti questi elementi sembra essere concentrata ad alta densità nel mio vicinato che trova sempre nuovi e creativi modi per dare fastidio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I primi vicini fastidiosi in ordine di tempo sono quelli che stanno alla destra della mia porta. La figlia maggiore della coppia ha l’età di mia sorella, quindi ormai i genitori sono in pensione e sembra che abbiano rinunciato a molestare il prossimo, ma il figlio minore, mi dicono fosse un tantino inquietante. Io ero piccola, avrò avuto tre anni e quindi non ho memoria dell’accaduto, ma questo aneddoto fa ormai parte del repertorio della nostra famiglia, ed è come se fosse un mio ricordo.&lt;br /&gt;Il terrazzino della nostra cucina confina con il balcone del loro soggiorno. Il balcone è più grande e quindi più sporgente rispetto al nostro terrazzino, ed è protetto dagli eventuali sguardi indiscreti da una grata a reticolato sulla quale hanno tentato di far attecchire dell’edera che è morta il giorno dopo la piantumazione. Probabilmente la nostra vicina di casa non ha il pollice verde perché ogni tentativo di far crescere un qualsiasi tipo di pianta rampicante finiva in un fallimento, con il risultato che in realtà nessuno sul nostro piano è mai stato protetto dagli altrui sguardi indiscreti, soprattutto noi. Infatti quando il ragazzino ha raggiunto la giusta altezza, durante le serate estive, quando si lasciavano le finestre aperte, ha iniziato a trascorrere l’ora della nostra cena incollato alla grata, fissandoci insistentemente. Narrano i membri della mia famiglia che questo ragazzino non avesse proprio tutte le rotelle al loro posto e che questo suo atteggiamento iniziasse ad essere non solo inquietante, ma anche spaventoso. Dopo alcuni infruttuosi tentativi di mediazione con i di lui genitori, mia madre, inquietata da questa presenza fissa che sembrava un po’ come lo sguardo di un maniaco sulla casa del mulino bianco, una sera ha deciso per l’interazione diretta e gli ha chiesto:&lt;br /&gt;“Vuoi un panino?”&lt;br /&gt;liberandosi così per sempre dell’indesiderato spettatore. La teoria più quotata è che credesse di essere invisibile, ma non sapremo mai la verità. Comunque io credo che abbia trovato il modo di vendicarsi dell’affronto subito, perché anni dopo, qualche brutto bastardo del mio palazzo continuava a rubarmi i tappi delle gomme della mia Atala rossa, ed io ho sempre sospettato che fosse lui il colpevole, vestito da invisibile giustiziere della notte con un panino in mano.&lt;br /&gt;La sorella invece è lesbica, ma questo lo so perché l’ho beccata in un locale in atteggiamenti compromettenti con una biondona. Questo ovviamente non lo sa nessuno nel mio palazzo. L’ho detto solo a voi, un po’ perché essere lesbica di per sé non è certo un elemento di disturbo per il vicinato, un po’ perché potrebbe solo generare pettegolezzo e io non voglio certo sbilanciarmi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La seconda famiglia più fastidiosa abita sotto di me. Sono arrivati nell’estate del 2001 e hanno fatto due mesi di ristrutturazione proprio quando io stavo preparando l’esame di maturità. Le cose non sono iniziate sotto il migliore degli influssi perché questo mi costringeva a svegliarmi alle otto del mattino quando iniziavano i lavori, ma anche ad andare al parco a studiare, dove le zanzare non avevano pietà per me e dove forse ho aiutato la zanzara tigre a sviluppare una forma di resistenza per i comuni insetticidi. A peggiorare le cose quando si sono trasferiti abbiamo scoperto che lui ha sempre la faccia di uno a cui è appena morto il gatto e fa veramente fatica a salutare, e in più hanno due bambini, due gemellini…che carini…col cazzo!&lt;br /&gt;Sono l’equivalente di una mandria di mucche inferocite, giocano a palla di sera, si urlano dietro fino a quando probabilmente svengono nei loro letti, e i loro genitori li rincorrono e gridano improperi irripetibili che con il passare del tempo peggiorano sempre più. Fino ad ora però ho cercato di essere tollerante e comprensiva, sono una babysitter del resto, poveri bambini, non è colpa loro se sono cresciuti come una mandria di selvaggi anche se sono solo in due. Negli anni ho pensato anche che le cose potessero migliorare, ho pensato a quando sarebbero diventati adolescenti, a quando lui sarebbe stato impegnato tutto il giorno in bagno a farsi pugnette, mentre lei avrebbe letto Cioè o It girl o quello che leggono le adolescenti al giorno d’oggi. Ma anche qui, cari amici, sbagliavo. Non avevo calcolato l’ora di musica delle medie! Ora non passano più il tempo a saltare, rincorrersi e urlare, non giocano più a palla, ma continuano ad esercitarsi con quel cazzo di piffero che non sanno suonare, esibendosi alle undici di sera in continue, ripetute e assillanti versioni distorte di My heart will go on di Celine Dion. Sono così traumatizzata da questi avvenimenti che credo che quando avrò un figlio che raggiungerà la fatidica età delle medie lo esonererò da musica come si faceva ai miei tempi con l’ora di religione, e se questo non sarà possibile lo farò bocciare ripetutamente pur di non sentire ancora quello stridulo rumore provocato dai piccoli polmoncini in crescita che soffiano in quel fottutissimo e inutile tubo di plastica.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La carrellata sui miei vicini di casa non è finita, devo ancora raccontarvi di quelli per i quali riservo le preghiere peggiori, e contro i quali combatto una lotta senza esclusione di colpi che merita uno o più post personalizzati!&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1273601356733621126-6696931050863517484?l=margotsnannydiaries.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://margotsnannydiaries.blogspot.com/feeds/6696931050863517484/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://margotsnannydiaries.blogspot.com/2011/05/i-miei-vicini-di-casa.html#comment-form' title='5 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1273601356733621126/posts/default/6696931050863517484'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1273601356733621126/posts/default/6696931050863517484'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://margotsnannydiaries.blogspot.com/2011/05/i-miei-vicini-di-casa.html' title='I miei vicini di casa'/><author><name>Margot</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00710675474803829685</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>5</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1273601356733621126.post-3090983592243732063</id><published>2011-05-19T13:50:00.003+02:00</published><updated>2011-05-19T14:00:26.314+02:00</updated><title type='text'>Gli uomini fanno la pipì. Le donne secernono acqua di rose profumata al mughetto</title><content type='html'>I mercoledì e venerdì della mia vita, da ora in poi, salvo eccezioni come ad esempio questa settimana, si svolgeranno in un ufficio di Treviglio. Non me ne abbiamo a male gli abitanti di Treviglio che qui, senza cognizione di causa chiamerò trevigliesi, ma Treviglio è proprio una città insipida che, appena sono scesa dal treno la prima volta, mi ha mandato vibrazioni negative.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La situazione è aggravata dal fatto che il mio ufficio è uno dei più tristi e sconsolati che abbia mai visto. E’ tutto bianco e grigio ed è circondato da altri tristi e sconsolati uffici che rendono il quadretto decisamente poco invitante per una mente vivace come la mia (modestamente). Ad aggravare la situazione, oltre ai disegni della figlia di una mia collega che dovrebbero rallegrare l’ambiente ma che in realtà mettono tristezza perché la mocciosa sapeva a malapena tenere in mano il pennarello quando li ha fatti, e quindi sono solo linee e punti incomprensibili, c’è un bagno pessimo. Ma dire pessimo è poco, è un bagno pubblico utilizzato da chiunque lavori in quell’edificio e dagli utenti della camera di commercio, è un bagno che, evidentemente, tutti si rifiutano di pulire. Non c’è il sapone (e stare nove ore senza lavarsi le mani non è piacevole), spesso manca la carta igienica e non c’è mai stata traccia delle salviette asciuga mani (tanto non c’è il sapone…). Ma la cosa peggiore di tutte è che è un lurido bagno per disabili con il water altissimo, e quindi fare la pipì e la cacca diventa un esercizio acrobatico di tutto rispetto perché devi stare in punta di piedi senza cadere e/o (orrore!) sfiorare la tazza ed allo stesso tempo centrarla. Ora, io mi sono sempre chiesta come facciano ‘sti poveri cristi di disabili che già hanno le loro sfighe (se permettete) a fare la pipì in questi bagni allucinanti a rischio ebola chè, poverini, loro devono PER FORZA sedersi. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Grazie al cielo per il momento nessun disabile ha avuto bisogno del bagno del mio nuovo ufficio e sembra che solo la mia collega ed io ne siamo vittime, perché gli altri, sono tutti uomini…. Mi spiego meglio. Quando è stato annunciato che avrei occupato per ben due giorni la settimana l’ufficio di Treviglio, la ragazza che ci va tutti i lunedì pomeriggio mi ha guardato con un’aria così compassionevole che mi sono fatta pena da sola. Incuriosita da questo suo comportamento il giorno dopo l’ho sottoposta ad una dettagliata intervista:&lt;br /&gt;“Quanto ci metto dalla stazione a piedi?”&lt;br /&gt;“10 minuti”&lt;br /&gt;“C’è il microonde?”&lt;br /&gt;“No”&lt;br /&gt;“Vabbè, diventerò un’insalata di riso. L’aria condizionata e/o il riscaldamento funzionano?”&lt;br /&gt;“Si”&lt;br /&gt;“Com’è l’ambiente?”&lt;br /&gt;“Un po’ asettico. Io ho appeso dei disegni di mia figlia ai muri, ma se ti danno fastidio puoi anche toglierli.”&lt;br /&gt;“Azz… Non ti preoccupare, fanno sempre allegria” – ho mentito&lt;br /&gt;“Ah, si. Un’ultima cosa. E il bagno com’è?”&lt;br /&gt;“Il bagno è uno schifo! L’altra volta quasi rimettevo quando sono andata la seconda volta!” – la ragazza si è scaldata e da risposte monosillabi è passata a circostanziati particolari - “Guarda, spesso non c’è la carta igienica. Io ne ho portato un po’ e l’ho messa nell’armadio” – alla faccia, l’armadio in realtà è stracolmo di carta igienica e quasi non si chiude più – “E poi, io non lo so come mai, ma veramente c’è pipì dappertutto, ci sono quegli uomini lì di quell’ufficio là…che secondo me…ecco. Veramente uno schifo!” Il tutto con accento bergamasco.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per i mercoledì e i venerdì della sua vita, salvo eccezioni come ad esempio questa settimana, la vostra eroina Margot sarà costretta ad andare in bagno come si faceva (e per chi non ha ancora capito che quella non è vita, si fa ancora) in campeggio: carta igienica sotto l’ascella, sapone in una mano e salviette nell’altra. Devo dire che gli uomini del piano mi guardano un po’ straniti, ma la verità sulla faccenda è che il bagno probabilmente non viene pulito dagli anni ’80 perché è pubblico e la gente un po’ se ne sbatte, non è certo colpa degli uomini lì di quell’ufficio là, che dai, non scherziamo, non faranno mica la pipì come il &lt;a href="http://www.youtube.com/watch?v=DiTXF3vd7Mc"&gt;Piccolo Diavolo&lt;/a&gt;!?&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1273601356733621126-3090983592243732063?l=margotsnannydiaries.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://margotsnannydiaries.blogspot.com/feeds/3090983592243732063/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://margotsnannydiaries.blogspot.com/2011/05/gli-uomini-fanno-la-pipi-le-donne.html#comment-form' title='7 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1273601356733621126/posts/default/3090983592243732063'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1273601356733621126/posts/default/3090983592243732063'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://margotsnannydiaries.blogspot.com/2011/05/gli-uomini-fanno-la-pipi-le-donne.html' title='Gli uomini fanno la pipì. Le donne secernono acqua di rose profumata al mughetto'/><author><name>Margot</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00710675474803829685</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>7</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1273601356733621126.post-9124325608561426320</id><published>2011-05-16T21:53:00.002+02:00</published><updated>2011-05-16T22:05:23.259+02:00</updated><title type='text'>Un bambino rilassato e una babysitter felice</title><content type='html'>Lunedì pomeriggio, sono all’uscita da scuola, mi faccio strada tra una folla indisciplinata di mamme, papà, nonni, babysitter e sconosciuti che secondo me sono comparse pagate da qualcuno che si diverte a guardare lo spettacolo da circo che si crea sul marciapiede della scuola. Finalmente riesco a farmi vedere da B. che mi aspetta dietro il cancello tra i soliti bambini con mamme ritardatarie, che le maestre odiano perché le costringono ad aspettare nel plesso scolastico oltre l’orario della campanella per evitare una denuncia per abbandono di minore. Ma cosa ci potevo fare, non solo come al solito, ho dovuto abusare della mia superiore forza fisica con vecchine di ogni tipo e mamme più basse della media, oggi non trovavo neanche parcheggio, ché chissà quale evento imperdibile c’era alla scuola materna lì vicino, e quindi ho accumulato ben due minuti di ritardo sulla tabella di marcia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dopo almeno cinque minuti B. creatura innocente che ancora non conosce la violenza mascherata applicata all’arte del farsi strada tra la folla, mi raggiunge con lo zaino del basket, la cartella a trolley, il grembiule e due o tre felpe pesantissime, frutto delle continue dimenticanze pomeridiane.&lt;br /&gt;“Ciao B. scusa per il ritardo. Come va? Tutto bene? Dai che siamo in ritardo” e inizio a farmi carico dei bagagli come ogni rispettabile babysitter che si sente in colpa.&lt;br /&gt;“Ah no Margot, aspetta! La maestra ti vuole parlare”&lt;br /&gt;“No cazzo, no cazzo! Per una volta che arrivo in ritardo!” – penso sconsolata tra me e me.&lt;br /&gt;“E cosa vuole dirmi?”&lt;br /&gt;“Non lo so” – mi dice l’ingenuo ma non troppo, bambino con aria da angioletto.&lt;br /&gt;“Oh cazzo, oh cazzo! Non avrà mica combinato qualcosa il teppistello…”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La maestra in realtà serbava una grande sorpresa di metà maggio per me, babysitter un po’ esaurita e non più così entusiasta…&lt;br /&gt;“Buongiorno Maestra” – non riesco a dimenticare il mio passato da scolara.&lt;br /&gt;“Buongiorno” – la maestra sorride e ha l’aria un po’ colpevole, inizio a pensare di aver scampato, almeno per questa volta la ramanzina.&lt;br /&gt;“B. mi ha detto che vuole parlarmi, mi dica.”&lt;br /&gt;Non è facile riuscire a comunicare nel casino infernale davanti a scuola, ma un po’ a gesti, e un po’ grazie al mio udito bionico (ma non alla mia capacità di leggere le labbra, perché non ci sono mai riuscita) riesco a capire che B. ha male a una spalla e che la maestra si sente in colpa di non aver avvisato i genitori, ma io, che conosco il pollo, la rassicuro. Mi piacerebbe dire “Ma si, è un dolore di crescita” come diceva sempre mia madre, ma riesco a trattenermi e a dire “Magari è solo un po’ stanco. Grazie, arrivederci”&lt;br /&gt;Ormai la folla si è diradata, restano solo le mamme ritardatarie e qualche sparuto gruppetto di mamme esibizioniste che non mancano mai. E mentre torno verso B. che mostra la sua espressione migliore da vittima dolorante, risuonano nella mia mente le note iniziali dell’inno alla gioia: “Vai Margot, se te la giochi bene, per oggi pomeriggio niente basket!” &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non vorrei essere fraintesa, non vorrei che pensaste che godo delle sofferenze altrui o che sia una babysitter irresponsabile. E’ solo che, come dicevo, conosco il pollo, e non è la prima volta che fa un po’ di scene per non andare a basket. Qualche settimana fa ad esempio è uscito da scuola zoppicando e con gli occhioni lucidi, per poi saltellare da una parte all’altra in casa, una volta che si era assicurato la possibilità di poter giocare con il suo nuovo videogioco. E come non capirlo, con gli allenamenti di calcio e basket due volte alla settimana e catechismo il giovedì, la creatura non ha mai un pomeriggio libero per giocare in tranquillità senza obblighi e doveri. L’unica cosa che B. non sa è che io sono la complice ideale e che in realtà gli basterebbe dirmi che non vuole andare a basket ed io lo aiuterei anche a trovare la scusa perfetta. Quindi continuiamo a giocare le nostre parti in queste esilaranti scenette.&lt;br /&gt;“Così ti fa male la spalla…”&lt;br /&gt;“Si” – dice con voce piagnucolosa – “ho un dolorino qui – “e si tocca una clavicola – “e mi fa male anche quando respiro…” – B. oltre ad essere un furbetto è anche una fighetta ipocondriaca e ogni tanto, anche quando non deve evitare la lezione di basket, ha la tendenza ad esagerare i sintomi e a preoccuparsi eccessivamente.&lt;br /&gt;“Caspita! Mi dispiace. Non sarà mica un po’ di allergia?”&lt;br /&gt;“Eh no, forse, non so. E’ che mi fa male qui…”&lt;br /&gt;“Ma sei caduto? Ti hanno spinto?”&lt;br /&gt;“No, no, è che mi fa male quando muovo il braccio così” – e lo muove su e giù.&lt;br /&gt;“B. guardami negli occhi e dimmi sinceramente: te la senti di andare a basket?”&lt;br /&gt;“Eh si, bè io me la sentirei anche di andare, però non lo so…prova a chiamare la mamma.”&lt;br /&gt;“Va bene, dai, chiamo la mamma”&lt;br /&gt;…TIM, messaggio gratuito, lei non è abilitato ad effettuare chiamate…&lt;br /&gt;“Nooooooooo, è vero, ho finito i soldi! E adesso come faccio? Una SOS ricarica? No dai, che poi ci smeno 1 €. Vado in edicola? No, potrebbe essere troppo tardi…” un dialogo febbrile si svolgeva nella mia mente. Una parte di me era già a casa di B. seduta sul divano a leggere una rivista, mentre un’altra parte mi diceva che a voler ben vedere, il capitolo sei -  paragrafo due - pagina 81 del manuale della perfetta babysitter dice che non si potrebbero prendere queste decisioni senza l’autorizzazione di un genitore, ma una terza parte di me, quella che poi ha preso il sopravvento, guardava B. triste e sconsolato sul marciapiede e pensava che dopo 7 anni di onorata carriera posso anche permettermi uno strappo alla regola. &lt;br /&gt;“Senti B. ho finito i soldi nel cellulare, quindi dobbiamo prendere noi una decisione. Cosa dici, te la senti di andare a basket?”&lt;br /&gt;“Eh non so, è che quando faccio così” – e muove ancora il braccio in su e in giù come per palleggiare – “mi fa male, e poi mi fa male anche quando respiro…”&lt;br /&gt;“Va bene B. allora non andiamo a basket, non voglio rischiare che si aggravi.” - che paracula! &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quando siamo tornati a casa abbiamo scoperto che la madre aveva dimenticato il cellulare a casa e non era in ufficio per un appuntamento fuori sede, ma soprattutto ho poi saputo che B. per il suo compleanno era stato a Gardaland domenica pomeriggio e aveva fatto cinque volte il &lt;a href="http://www.youtube.com/watch?v=RhK48KMktHo&amp;feature=related"&gt;Blue Tornado&lt;/a&gt;. Non è dunque un malato terminale, il dolore alla spalla è facilmente spiegabile con le cinghie di sicurezza delle giostre, ma diciamo che almeno per un pomeriggio B. è stato solo un bambino rilassato, ed io una babysitter felice.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1273601356733621126-9124325608561426320?l=margotsnannydiaries.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://margotsnannydiaries.blogspot.com/feeds/9124325608561426320/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://margotsnannydiaries.blogspot.com/2011/05/un-bambino-rilassato-e-una-babysitter.html#comment-form' title='7 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1273601356733621126/posts/default/9124325608561426320'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1273601356733621126/posts/default/9124325608561426320'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://margotsnannydiaries.blogspot.com/2011/05/un-bambino-rilassato-e-una-babysitter.html' title='Un bambino rilassato e una babysitter felice'/><author><name>Margot</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00710675474803829685</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>7</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1273601356733621126.post-3455168037728268925</id><published>2011-05-11T09:50:00.003+02:00</published><updated>2011-05-11T09:56:19.758+02:00</updated><title type='text'>Mi si è depresso anche il computer</title><content type='html'>Sono depressa, ma depressa vera. Non come quando mi stanno per arrivare le mie cose e per un paio di giorni mi viene da piangere solo se vedo un vecchietto che attraversa la strada, sono depressa ormai da un mese e più, e ho passato ben due ovulazioni e sindromi premestruali con lo stesso umore di un bradipo caduto dalla cima di un albero che ci aveva messo 20 giorni a raggiungere. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mi sto un po’ crogiolando nella mia depressione però, quando vado a lavorare non ascolto neanche la radio perché so che prima o poi i coglioni ai microfoni qualche mezzo sorriso me lo farebbero anche spuntare ma io non voglio. Io sono la Victoria Beckham del mio quartiere, non sorrido, non sta bene farlo. Essere depressi va un casino quest’anno.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tutti quelli con cui parlo sono depressi, anzi, più depressi, depressissimi. In realtà è una gara a chi è più depresso. Niente va bene. La frutta è andata a male, le uova sono cadute e si sono rotte, la macchina non va, il telefono non squilla mai o squilla troppo, il lavoro fa schifo, il mutuo è un’incudine sulla testa, e sapete benissimo che potrei andare avanti per altre 27 pagine così. E che palle.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La domanda vera è: perché?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’altro giorno sono andata a fare un giro all’idroscalo e, oltre ad aver pagato un ghiacciolo al limone 1 € (cosa che mi ha depresso ancora di più), ho notato che c’era un casino di gente, ho quasi travolto un bambino talmente c’era gente e non si riusciva a pedalare…. Noi comuni mortali accettiamo di vivere in scatolotti di cemento per gran parte della nostra vita e poi, nei giorni prestabiliti, il sabato e la domenica, quando esce un po’ di sole cerchiamo la natura, il verde artificiale e gli spazi aperti come pazzi maniaci. Siamo disposti a fare code chilometriche in macchina per rilassarci al sole, i corsi d’acqua ci attraggono irresistibilmente e passiamo il pomeriggio sulle rive di un qualche fiume a sclerare con il vicino di fiume che puzza e ascolta musica assurda.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Poi lunedì ripartiamo e tutto va avanti come prima, ci lamentiamo con il collega, con il vicino di casa in ascensore, con la cassiera del supermercato…. Ma il sabato e la domenica pensiamo di riprendere possesso di noi stessi e di decidere della nostra vita, così ci ritroviamo ancora una volta tutti insieme negli stessi luoghi di ricreazione… E in questo periodo non posso fare a meno di pensare alla domenica fascista, o comunista (tanto è lo stesso), e agli esercizi ginnici per mantenere mente e corpo sano alla vecchia maniera e non pensare troppo a tutto quello che ci circonda.  &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;No basta cazzo! Mi si è depresso anche il computer. Ascolterò per un po’ &lt;a href="http://www.youtube.com/watch?v=O3SxCph5I1Q"&gt;un uomo&lt;/a&gt; che come Gino Paoli ha costruito il suo impero sulla tristezza e un po’ anche sulla depressione, per crogiolarmi ancora di più nel mio stato d’animo preferito del momento e cercare di immaginarmi into the wild per quanto mi sia possibile farlo in questo ufficio con le finestre blindate.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1273601356733621126-3455168037728268925?l=margotsnannydiaries.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://margotsnannydiaries.blogspot.com/feeds/3455168037728268925/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://margotsnannydiaries.blogspot.com/2011/05/mi-si-e-depresso-anche-il-computer.html#comment-form' title='9 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1273601356733621126/posts/default/3455168037728268925'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1273601356733621126/posts/default/3455168037728268925'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://margotsnannydiaries.blogspot.com/2011/05/mi-si-e-depresso-anche-il-computer.html' title='Mi si è depresso anche il computer'/><author><name>Margot</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00710675474803829685</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>9</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1273601356733621126.post-686016054881522438</id><published>2011-05-02T12:31:00.008+02:00</published><updated>2011-05-02T12:39:49.842+02:00</updated><title type='text'>Luoghi di lavoro</title><content type='html'>Questa è la sala mensa dell’ufficio di Bergamo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/-m9s6TM_sFE8/Tb6JqIGkkPI/AAAAAAAAACA/qWCraQepOak/s1600/Foto-0042.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 240px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-m9s6TM_sFE8/Tb6JqIGkkPI/AAAAAAAAACA/qWCraQepOak/s320/Foto-0042.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5602066343318032626" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A dire il vero la definizione “sala mensa” non è esatta, un po’ perché la mensa non c’è, un po’ perché loro la chiamano “sala ristoro”, come se fosse un necessario luogo di riposo, o ristoro appunto, durante il lungo peregrinare da un ufficio all’altro di questa modesta palazzina di tre piani.&lt;br /&gt;In realtà è solo un altro ufficio sorprendentemente attrezzato, nel quale si è autorizzati a pranzare e rifocillarsi, immersi in quel piacevolissimo clima conviviale tipico dei pic-nic con persone che ti stanno lievemente sul cazzo. Come potete vedere dalla foto che ho messo qui sopra (scusate per la qualità dell’immagine non sopraffina), la mia affascinante figura si riflette, insieme a quella di una tv dotata di decoder digitale terrestre, in un forno microonde incassato in mobili di legno massello. Sotto il microonde ci sono tre cassetti che contengono le posate e le tovagliette (ognuno dei dipendenti ne ha una personalizzata. Io in quanto ultima arrivata ho quella che non voleva nessuno perché raffigura un koala incazzatissimo che mangia le ultime foglie di bambù rimaste sulla terra). A destra del microonde (che vi faccio notare essere di notissima marca leader delle vendite nel settore) c’è il frigorifero che voi non potete distinguere perché rivestito dello stesso legno del mobile, e a sinistra c’è il secondo microonde, perché non volgiamo assolutamente che i dipendenti siano costretti a lunghe attese per scaldarsi la schiscetta. Il piano di lavoro prosegue poi con due piastre cottura, un lavello e, udite udite, una lavastoviglie, per non parlare degli innumerevoli accessori per cucinare, che di solito sono ordinatamente riposti nell’armadietto accanto alla lavastoviglie ma che ogni tanto sfuggono all’ordine precostituito e, come quell’oliera in ceramica immortalata dal mio scatto, campeggiano sul ripiano superiore della cucina.&lt;br /&gt;E’ la sala mensa/ristoro più attrezzata che io abbia mai visto, e mi fa anche un po’ paura. Ogni volta che entro in questo non luogo mi chiedo chi abbia firmato l’ordine di acquisto della lavastoviglie.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questo invece è l’ufficio che lascio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/-55pMQK_HRMk/Tb6InpFpjNI/AAAAAAAAABw/_0OBHgWBcdU/s1600/Foto-0028.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 240px;" src="http://4.bp.blogspot.com/-55pMQK_HRMk/Tb6InpFpjNI/AAAAAAAAABw/_0OBHgWBcdU/s320/Foto-0028.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5602065201121299666" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Anche se non in via definitiva, il parco giochi non sarà più il mio luogo di lavoro elettivo. Quanto mi mancheranno i pomeriggi passati a contatto con la natura a respirarne l’odore e a stabilire una relazione con la nostra madre terra… Ah, come ripenserò con gioia alle corse sui muretti di cinta durante i quali travolgevo nonne e tate inerti davanti alla mia furia selvaggia. Come potrò mai dimenticare i giri in altalena e le gare per chi si accaparrava il primo posto nel trenino sullo scivolo, che vincevo sempre io perché con un salto riuscivo ad arrivare in cima mentre loro, i bambini, cadevano dalle scale come i soldati medievali ai quali buttavano olio bollente dalle mura dei castelli. E chi mai scorderà quando mi incastravo in quei tubi azzurri e i bambini tentavano di farmi uscire a calci e tiravano e spingevano e io non mi muovevo di un millimetro? Chi mai potrà?&lt;br /&gt;Vada come vada, sale ristoro perse e ritrovate, città lontane o vicine, mobili in truciolato o in legno massello, mi sa che in quanto a luoghi di lavoro ci perderò.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1273601356733621126-686016054881522438?l=margotsnannydiaries.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://margotsnannydiaries.blogspot.com/feeds/686016054881522438/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://margotsnannydiaries.blogspot.com/2011/05/luoghi-di-lavoro.html#comment-form' title='6 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1273601356733621126/posts/default/686016054881522438'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1273601356733621126/posts/default/686016054881522438'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://margotsnannydiaries.blogspot.com/2011/05/luoghi-di-lavoro.html' title='Luoghi di lavoro'/><author><name>Margot</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00710675474803829685</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-m9s6TM_sFE8/Tb6JqIGkkPI/AAAAAAAAACA/qWCraQepOak/s72-c/Foto-0042.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>6</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1273601356733621126.post-4448325926050217038</id><published>2011-04-24T11:57:00.003+02:00</published><updated>2011-04-24T12:03:37.212+02:00</updated><title type='text'>Io sono un'asociale. E mi va bene così.</title><content type='html'>Io sono un’asociale, o meglio, credo di essere affetta da una qualche forma di sociopatia. E’ che in questo periodo odio tutti.&lt;br /&gt;Oggi poi è Pasqua, e nonostante il detto “Natale con i tuoi e Pasqua con chi vuoi”, io sono costretta a passarla con la mia famiglia, e visto che questo concetto è preso parecchio sul serio, è venuta addirittura a trovarci mia sorella per un weekend di passione in cui tutti i desideri e le necessità degli esseri umani al di sopra del metro di altezza non vengono tenuti in considerazione. Come ho avuto modo di raccontare &lt;a href="http://margotsnannydiaries.blogspot.com/2010/10/eredita.html"&gt;qui&lt;/a&gt;, quando mia sorella decide che è il momento giusto per una gita in città, la convivenza stretta con loro (sorella – marito della sorella e due nipotine) mi fa letteralmente scompensare fisicamente e mentalmente: mancanza di sonno, prove fisiche estreme che prevedono di tenere in braccio dieci chili di bambina in un centro commerciale affollatissimo con le mani occupate dai sacchetti della spesa, giochi estenuanti perché si protraggono per giornate intere e richiedono lo sfoggio di una tale mole di fantasia che neanche i fratelli Grimm, pranzi e cene interminabili intervallati da capricci inesauribili. Ma non fraintendetemi, in realtà io adoro le mie nipotine, sono gli amorini della zia, quella che odio in questo momento è mia sorella, ma di quell’odio-affetto tipico tra parenti stretti. &lt;br /&gt;Venerdì mattina ad esempio ha sguinzagliato nella mia stanza le sue figlie alle 8 di mattina per svegliarmi e trascinarmi al centro commerciale, io casualmente stavo dormendo, cercando di godere di uno degli ultimi venerdì mattina liberi della mia vita e stavo facendo un sogno meraviglioso che probabilmente nel prosieguo mi avrebbe svelato il segreto della vita sulla terra e in cui il protagonista era un asso di quadri. Ce l’ho ancora stampato in testa come se fosse ora. Dopo essere riuscita a dribblare le nipotine saltanti che con tanto affetto e amore mi riempivano di bacini tirandomi in realtà i capelli e schiacciandomi i piedi, sono arrivata in cucina dove la famiglia riunita eccetto me stava facendo colazione, e con l’aria più truce che sono riuscita a rimediare ho detto a mia sorella:&lt;br /&gt;“Ma cosa ti è venuto in mente?! Io stavo dormendo! E sono solo le otto di mattina!” &lt;br /&gt;Lei ha fatto spallucce e ha semplicemente detto “Fa niente” &lt;br /&gt;“Come fa niente? Ti metto una bomba in macchina cazzo! E tuo marito ha appena finito i miei biscotti preferiti. Aricazzo.” &lt;br /&gt;Evidentemente però la mia aria non era abbastanza truce perché di lì a una mezz’ora ero al centro commerciale dove almeno mi hanno offerto la colazione…&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Oggi invece mi tocca il pranzo in famiglia con i parenti un po’ meno stretti che vediamo solo alle feste comandate. In questi casi la situazione è di drammatico menefreghismo da parte loro e di mia stoica sopportazione di scenari angoscianti che si ripetono ogni anno. &lt;br /&gt;Lo zio M. che ha la quinta elementare, ogni tanto delira e si mette in cattedra. Se per caso durante la conversazione viene utilizzato un termine che lui ritiene essere inusuale ti prende da parte e ci tiene proprio a spiegartene il significato sbagliato, dopo anni di malcelato imbarazzo ormai ho capito che devo fare finta di niente per non influire negativamente sulla sua autostima, tanto ormai sta affrontando la fase discendente della sua vita e non ha importanza se pensa che annuire significhi andare in giro a menare la gente. &lt;br /&gt;A metà pranzo si ripresenta poi la lotta primitiva per chi si aggiudicherà l’ultimo pezzo di agnello, come cani affamati con la bava alla bocca e la forchetta in mano, ultima parvenza di un comportamento civile ormai perduto, ci posizioniamo attorno al piatto di portata, e vince il più forte o il più scaltro o ancora quello più veloce. Mai che diano la precedenza alle donne in questi casi, anche se devo dire che io me la cavo bene. Visto che mia madre si imbosca in cucina e ne esce furbescamente solo quando sono tutti ormai seduti a mangiare, a me tocca fare la padrona di casa senza onore (e senza casa) con il risultato che spesso perdo una parte consistente degli antipasti perché impegnata in giro ad esaudire i desideri degli altri. &lt;br /&gt;Tutti parlano a voce altissima, mia sorella rantola al mio fianco perché è allergica ai cani e i miei zii ne hanno cinque e sono portatori sani di peli, e le bambine impazziscono e iniziano a girare in tondo come se fossero possedute. &lt;br /&gt;E poi c’è lui, mio cugino, l’uomo che tra i logorroici è quello che parla di più, l’essere che monopolizza incessantemente la conversazione e che non si accorge di te se non produci una certa dose di fastidioso rumore e che ad un certo punto si gira verso di me e dice: &lt;br /&gt;“Ma tu chi sei? Da quanto tempo sei qui?” &lt;br /&gt;“Sono tua cugina Margot, quella intelligente, quella che legge dei libri ogni tanto e non guarda Colorado Cafè, per questo non ti ricordi di me, perché non rido alle tue battute.”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il weekend di passione si concluderà infine domani, con la scampagnata d’obbligo con gli amici. Non importa che tempo faccia, tu devi arrivare puntuale in un posto che è sempre dalla parte opposta di Milano o in un’altra città che dista 200 Km, e chi guida? Margot naturalmente. E dividiamo per la benzina? No non preoccupatevi, e alla fine torni a casa che hai speso 50 euro e non hai capito dove li ha spesi, e per godere appieno della giornata ti devi alzare così presto che all’andata non puoi fare a meno di cantare questo ritornello di fantozziana memoria: sveglia e caffè, barba e bidet presto che perdo la gita di Pasquetta, se il tramezzino non porterò uacciuariuari…&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;No io non ce la faccio a gestire tutta ‘sta gente, io vorrei diventare solo pensiero fluido e incorporeo e liberarmi del mio involucro materiale, non è che io voglia morire, no. Vorrei solo essere immateriale e non preoccuparmi più della vita terrena. Così non dovrei più farmi paranoie sulla mia inettitudine a vivere e, soprattutto, non dovrei più vivere scene come questa:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ufficio di Bergamo, sala pranzo attrezzatissima (hanno anche la lavastoviglie…) colleghi nuovi tutti riuniti per il quotidiano rito del desinare. Arrivo io, Margot, con la mia milanesissima schiscetta che piazzo prontamente nel microonde. I colleghi producono un festoso rumore ed io, Margot (capirete dopo perché ci tengo a ribadire il mio nome) li guardo sorridente, pronta a socializzare con questi miei nuovi rumorosi, ma in apparenza simpatici compagni di avventura, quando improvvisamente una voce maschile fuori dal coro si rivolge a me:&lt;br /&gt;“Gisella! Vieni qui con noi!” – “Gisella!”&lt;br /&gt;“Shhhh non si chiama Gisella…” lo riprendono le colleghe.”&lt;br /&gt;“Ah scusa, Gis…ah no! Come ti chiami?” &lt;br /&gt;“Margot, mi chiamo Margot…”&lt;br /&gt;“Dai Margot, vieni qui con noi, non stare lì da sola!”&lt;br /&gt;“Si, arrivo, sto aspettando che si scaldi la pasta…”&lt;br /&gt;E voi penserete che il peggio sia passato, e invece no, deve ancora arrivare, perché se già la mia predisposizione d’animo conciliante si era incrinata, quello che è successo dopo ha scatenato la parte peggiore di me, con il risultato ovvio che ora evito come la peste tutti i colleghi bergamaschi, e mangio ad ore assurde pur di non beccarli in sala pranzo.&lt;br /&gt;“Dai vieni qui, non avere timore…” - e poi rivolto alle sue colleghe che evidentemente lo stavano rimbrottando sotto voce – “E ma dovrà pur imparare ad integrarsi con i colleghi!”&lt;br /&gt;“Dovrò pur imparare ad integrarmi con i colleghi? Ma come ti permetti?!?!?!?!? Quanti anni pensi che abbia pirletta! Devi imparare tu ad integrarti nella società civile! Se potessi tirare fuori Chuck Norris dalla borsetta te lo farei vedere io quanto devo abituarmi alla vita di ufficio!” – ho pensato…&lt;br /&gt;Ma lui non contento ha continuato e nonostante mi parlasse per la prima volta in vita sua mi ha chiesto:&lt;br /&gt;“Sei fidanzata?”&lt;br /&gt;“???”&lt;br /&gt;“No perché lui” – occhiolino ad un suo collega – “sta cercando la morosa!”&lt;br /&gt;E si alza e si dirige verso di me uno di quei ragazzi evidentemente omosessuali che non possono svelare la propria natura neanche a sé stessi perché sono omofobici&lt;br /&gt;“Ciao” – ci stringiamo la mano – “Non ti avevo mai visto prima, non vieni qui tutti i giorni vero?”&lt;br /&gt;“No, vengo solo il martedì e il giovedì”&lt;br /&gt;“Ah, ho capito. E non sei di Bergamo, vero?&lt;br /&gt;“No, sono di Milano”&lt;br /&gt;“Caspita e vieni da Milano tutti i giorni?”&lt;br /&gt;“No, il martedì e il giovedì…” risate di scherno generali a ‘sto pirletta di un ragazzetto gaio che come molti altri nel mondo non connette il cervello prima di parlare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma io dovrei voler stare con questa gente? Bah.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1273601356733621126-4448325926050217038?l=margotsnannydiaries.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://margotsnannydiaries.blogspot.com/feeds/4448325926050217038/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://margotsnannydiaries.blogspot.com/2011/04/io-sono-unasociale-e-mi-va-bene-cosi.html#comment-form' title='5 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1273601356733621126/posts/default/4448325926050217038'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1273601356733621126/posts/default/4448325926050217038'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://margotsnannydiaries.blogspot.com/2011/04/io-sono-unasociale-e-mi-va-bene-cosi.html' title='Io sono un&apos;asociale. E mi va bene così.'/><author><name>Margot</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00710675474803829685</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>5</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1273601356733621126.post-3829206301803108877</id><published>2011-04-17T15:53:00.001+02:00</published><updated>2011-04-17T15:55:05.091+02:00</updated><title type='text'>Barba e baffi grazie. E una spuntatina al pizzetto.</title><content type='html'>Devo farmi la ceretta ai baffetti, che tra poco perderanno la tenera desinenza –etti per diventare veri e propri baffi da vichingo con le trecce.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il problema con la ceretta sul viso è che si può fare solo di sera, un po’ perché se dopo averla fatta esci, e c’è il sole dopo ti viene una macchia persistente che sembra che ti sia disegnata i baffi con il pennarello, un po’ perché per le successive ore post-ceretta sembra invece che ti abbiano picchiato selvaggiamente tanto si gonfia la pelle, e io in queste sere non ho mai trovato il tempo di farlo. O svengo sul divano alle 21,05 esatte o esco, perdo tempo a scegliere cosa mettere e penso che uscire con il viso tumefatto sia un deterrente più forte alla socializzazione rispetto al baffo, che tutto sommato di sera, al buio (a meno che non ti sparaflescino (mio neologismo) con luci al neon dall’effetto imprevedibile) non si vedono. Ogni tanto penso di abbandonare le armi e arrendermi ad altre comodità, come quella signora un po’ bruttina che prendeva con me l’autobus delle 7,10 ogni mattina, e si vedeva benissimo, dall’aspetto minaccioso del pelo, che si faceva la barba almeno tre volte la settimana.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quello della peluria del viso delle donne è un argomento molto sensibile. Una mia compagna di università, poverina, aveva le basette. Io non riuscivo a non fissargliele mentre mi parlava dei verbi irregolari russi, e a giudicare dal suo comportamento e dal suo modo di vestire, potrei giurare a posteriori che non avesse molta autostima. Quanto sono stronza, ma tra tutti i problemi che affliggono noi donne moderne e non, la peluria del viso è un gran problema, mica puoi nasconderla, non puoi andare in giro con un sacchetto in testa se ti dimentichi di farti la ceretta ai baffi prima di un appuntamento.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E questo mi rimanda ad un episodio della mia adolescenza per cui ho riso e rido ancora un sacco. Un giorno il mio compagno di classe S. arriva a scuola con un’aria piuttosto demoralizzata, visto il suo carattere normalmente allegro e solare, è stato naturale fare capannello intorno a lui e domandargli:&lt;br /&gt;“S. cos’è successo? Com’è andata con F.?” – la fidanzatina di allora&lt;br /&gt;“Mi ha mollato” – voce quasi rotta dal pianto – “Mi piaceva veramente…”&lt;br /&gt;“Come ti ha mollato? Perché?”&lt;br /&gt;“Eravamo in Duomo” – all’epoca gli appuntamenti galanti si svolgevano, chissà perché, o in Corso Vittorio Emanuele a fare interminabili “vasche” tra Duomo e S. Babila, o al parco Sempione, ma lì si faceva anche altro - “Ad un certo punto…mi sono avvicinato a lei…stavo per baciarla…ma poi le ho accarezzato i baffetti in contropelo, ho sorriso e le ho detto “Che carini…”&lt;br /&gt;“???” – incredulità generale&lt;br /&gt;“E lei si è incazzata e se ne è andata! Mi ha lasciato lì da solo come un pirla”&lt;br /&gt;Ecco, forse il mio compagno di classe era (magari è ancora) un po’ pirla, e la ragazza leggermente suscettibile. Ma queste cose non si fanno. Uomini, non accarezzate mai la barba di una donna, al massimo scostatela discretamente prima di baciarla. Intanto io questa sera non ci sono per nessuno, ho un impegno urgente con la mia ceretta.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1273601356733621126-3829206301803108877?l=margotsnannydiaries.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://margotsnannydiaries.blogspot.com/feeds/3829206301803108877/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://margotsnannydiaries.blogspot.com/2011/04/barba-e-baffi-grazie-e-una-spuntatina.html#comment-form' title='5 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1273601356733621126/posts/default/3829206301803108877'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1273601356733621126/posts/default/3829206301803108877'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://margotsnannydiaries.blogspot.com/2011/04/barba-e-baffi-grazie-e-una-spuntatina.html' title='Barba e baffi grazie. E una spuntatina al pizzetto.'/><author><name>Margot</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00710675474803829685</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>5</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1273601356733621126.post-5657803093288732881</id><published>2011-04-15T13:07:00.001+02:00</published><updated>2011-04-15T13:09:33.503+02:00</updated><title type='text'>Diventare grandi</title><content type='html'>Oggi mi hanno offerto un altro lavoro per riempire i vuoti temporali di quello che ho attualmente. L’uomo con le &lt;a href="http://margotsnannydiaries.blogspot.com/2011/03/alcune-considerazioni-superficiali.html"&gt;scarpe da montanaro&lt;/a&gt; (ora è passato ad una versione più leggera, estiva, quasi da arrampicata) alla fine non si è rivelato essere così male. Non a caso il post si intitolava “Alcune considerazioni superficiali”, perché sulla soglia dei trent’anni ho saggiamente capito di non dovermi fidare delle mie prime impressioni, quindi lascio sempre aperta una seconda possibilità, in negativo o in positivo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Qualche giorno fa, parlando con il mio capo, l’uomo con le scarpe da montanaro aveva detto:&lt;br /&gt;“Bisogna pur dare un po’ di stabilità a ‘sti ragazzotti” indicandomi con la testa. &lt;br /&gt;Io mi ero limitata a sorridere e a dire “Eh già, sarebbe proprio ora!”, pensando però che fossero parole di circostanza buttate lì ed estrapolate da un discorso in cui in realtà si parlava di bilanci previsionali.&lt;br /&gt;Oggi invece l’uomo con le scarpe da montanaro mi ha stupito con una proposta di lavoro per altri due giorni alla settimana, con stipendio raddoppiato. Niente di definitivo, un’altra collaborazione occasionale e forse un contratto a progetto tra due mesi, ma inizio a intravedere una direzione, una dimensione lavorativa, la possibilità di costruire qualcosa di veramente mio. Mentre mi parlava, il mio futuro capo sorrideva, si aspettava una reazione, mi chiedeva cosa ne pensavo. A me non è passata neanche per l’anticamera del cervello l’idea di rifiutare, ma se da una parte mi sentivo, e mi sento ancora, lusingata, e l’idea di guadagnare più soldi mi alletta (ho già fatto una lista mentale di shopping), non ho potuto fare a meno di provare una forte malinconia, un senso di rottura con il passato, una sensazione di perdita di quello che sono stata fino ad ora. Come se dovessi salutare per sempre la ragazza in bicicletta che nelle giornate di sole passa mattinate intere al parco a fare frog watching, come se vedessi sfumare davanti ai miei occhi la libertà dell’innocenza per percorrere la strada obbligata della crescita e della maturazione. Margot sta diventando grande, lo vedo dai miei bambini. Alcuni ormai sono adolescenti, diventano indipendenti, percorrono anche loro il sentiero obbligato che nessuno riesce ad evitare. &lt;br /&gt;Io in tutti questi anni sono rimasta ferma ad osservare, perennemente babysitter, perennemente ragazzina. Quando ero bambina e poi adolescente ho dovuto affrontare responsabilità più grandi di me, e probabilmente forse proprio a causa di questo, durante gli anni dell’università ho giocato un po’ alla regressione, come a voler bilanciare l’essere cresciuta troppo in fretta per necessità con l’assoluta mancanza di volontà di maturare veramente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ora sono ad un punto di non ritorno, potrei continuare a girare all’infinito intorno a questa rotonda e rimanere spettatrice a vita, ma sinceramente sono stufa ormai, ho bisogno di una vita veramente mia, ho bisogno di non dover rendere conto a nessuno se non a me stessa, e di sbagliare per i fatti miei, accettando le mie conseguenze e quelle di nessun altro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Spero nel frattempo di non perdere mai completamente di vista la ragazza in bicicletta, spero di non dimenticarmi mai i suoi desideri e le sue aspirazioni più profonde, spero di non lasciarmi lacerare dagli ingranaggi della vita quotidiana, ma ci vuole coraggio, e si sa che essere liberi in realtà significa proprio questo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Certo, i ricordi dei pomeriggi passati al parco giochi con i bambini che giocano a calcio mentre io, seduta su una panchina a prendere il sole, penso: “Sto fatturando”, non mi abbandoneranno mai, e chissà, con la precarietà dell’attuale vita lavorativa, probabilmente si ripresenteranno come realtà dell’immediato futuro. Ma forse (e dico forse per scaramanzia) qualcosa è cambiato. Io sono pronta, sto arrivando.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1273601356733621126-5657803093288732881?l=margotsnannydiaries.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://margotsnannydiaries.blogspot.com/feeds/5657803093288732881/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://margotsnannydiaries.blogspot.com/2011/04/diventare-grandi.html#comment-form' title='8 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1273601356733621126/posts/default/5657803093288732881'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1273601356733621126/posts/default/5657803093288732881'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://margotsnannydiaries.blogspot.com/2011/04/diventare-grandi.html' title='Diventare grandi'/><author><name>Margot</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00710675474803829685</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>8</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1273601356733621126.post-4333591173297496893</id><published>2011-04-11T11:13:00.004+02:00</published><updated>2011-04-11T11:29:45.766+02:00</updated><title type='text'>Il mio nuovo portamatite</title><content type='html'>Volevo condividere con voi la gioia di avere degli articoli di cancelleria tutti miei, credo che ci scriverò il nome sopra, proprio come fanno le mie colleghe.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/-5eT-a3olnso/TaLJ7OU139I/AAAAAAAAABg/nPn3u_E5-hI/s1600/Foto-0030.jpg"&gt;&lt;img style="cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 240px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-5eT-a3olnso/TaLJ7OU139I/AAAAAAAAABg/nPn3u_E5-hI/s320/Foto-0030.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5594255706442555346" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Come vedete ho anche un portamatite (dentro c'è anche una gomma! Il mio capo è stato veramente magnanimo, forse ha intuito la mia passione per le gomme e per l'atto stesso del cancellare che mi porto dietro dalle elementari). E' un pezzo di artigianato composto dai ragazzi ex tossici o ex alcolizzati di una delle cooperative sociali che il mio magnanimo capo dirige. Mi ha raccontato di essere andato in laboratorio dai ragazzi per chiedere una consulenza strategica, dopo una breve descrizione della mia persona sono tutti convenuti sul fatto che questo fosse il portamatite giusto per me. Ora non so bene cosa gli abbia raccontato, ma ora sono certa che la droga lascia danni irreparabili nel cervello delle persone....&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non è proprio un oggettino sofisticato, ma dà un pò di colore e allegria all'ambiente, inoltre adesso ho due nuove amiche, le farfalle (non si vede bene dalla foto, ma hanno gli occhietti di plastica che si muovono)...se continuerò ancora per molto a dover compilare interminabili database, male che vada mi metterò a parlare con loro...&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1273601356733621126-4333591173297496893?l=margotsnannydiaries.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://margotsnannydiaries.blogspot.com/feeds/4333591173297496893/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://margotsnannydiaries.blogspot.com/2011/04/il-mio-nuovo-portamatite.html#comment-form' title='7 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1273601356733621126/posts/default/4333591173297496893'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1273601356733621126/posts/default/4333591173297496893'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://margotsnannydiaries.blogspot.com/2011/04/il-mio-nuovo-portamatite.html' title='Il mio nuovo portamatite'/><author><name>Margot</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00710675474803829685</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-5eT-a3olnso/TaLJ7OU139I/AAAAAAAAABg/nPn3u_E5-hI/s72-c/Foto-0030.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>7</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1273601356733621126.post-213279037494915891</id><published>2011-04-02T09:08:00.001+02:00</published><updated>2011-04-05T14:10:52.921+02:00</updated><title type='text'>Babysitter wars</title><content type='html'>Sono la babysitter di B. da quando aveva quattro anni, io invece ne avevo ventitre, ed ero una giovane pischella e studentessa universitaria. Pensavo ingenuamente che il mio futuro sarebbe stato ben diverso da quello attuale, mentre lui, semplicemente, si limitava ad essere un bambino al primo anno di asilo. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;B. è un sempre stato un tipo sveglio, un po’ più avanti rispetto ai suoi coetanei e questo anche se non ho mai capito se per lui fosse un bene o un male, gli faceva fare, dire e pensare cose non troppo in linea con la sua età, non dovete immaginarvi un mostro di genialità e bravura, ma per intenderci lui è uno di quelli che sapevano già leggere prima di iniziare le elementari. La sua precoce maturità, oltre a portarlo a leggere autonomamente le istruzioni di montaggio dei giochi in un’età in cui i suoi amici rompevano le balle a chiunque avesse una parvenza di alfabetizzazione, lo conducevano verso interessi insoliti, che consumava (o forse è meglio dire consuma) con una voracità sbalorditiva. Quando è iniziata la nostra lunga - e forse infinita – avventura, era in fissa con la saga di Guerre Stellari o Star Wars se vogliamo dirla all’americana. Una passione che, insieme a quella per l’Inter ha ereditato da suo padre e che lì per lì mi aveva lasciata un po’ sbigottita. Diciamo che io ero preparata ai cartoni della Disney e mi aspettavo da parte sua più una passione per Winnie the Pooh piuttosto che per il controverso rapporto tra Dart Fener e Luke Skywalker. B. però, contravvenendo alle regole di buonsenso, conosceva ogni film della saga a memoria, e qualche anno dopo ha guardato innumerevoli volte anche l’ultimo episodio della serie, o meglio il primo, quello in cui Anakin Skywalker si scioglie nella lava e diventa quel cattivone di Dart Fener, insomma non proprio una cosuccia per bambini. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Probabilmente chi non conosce la saga capirà poco di questo post ma io ero messa peggio di voi. La realtà dei miei pomeriggi invernali passati in casa dopo l’asilo, aspettando il ritorno della madre di B., era composta da schizofreniche visioni degli spezzoni dei film da lui preferiti, con il risultato che dopo due settimane pensavo che:&lt;br /&gt;- la principessa Leila se la facesse con Jabba&lt;br /&gt;- Ian Solo fosse omosessuale e ci provasse con C3PO &lt;br /&gt;- C3PO fosse il maggiordomo di Chewbecca che in realtà era Bigfoot prestato chissà perché, a George Lucas&lt;br /&gt;- R2-D2 (il robot più piccolo) fosse un fustino di Dixan vintage semovente&lt;br /&gt;e ogni volta che B. mi diceva che Luke in realtà era figlio di Dart Fener pensavo che la madre lo drogasse con l’aerosol &lt;br /&gt;Voglio sorvolare su quello che avevo capito di Yoda, il bene, il male, la forza oscura, le navicelle spaziali, le spade laser e tutti gli altri personaggi (che ovviamente B. aveva anche nella versione miniaturizzata con i dettagli dipinti a mano). Tutto si confondeva nella mia mente e l’unica cosa che riuscivo a fare era sorridere annuendo un po’ da ebete, che come avrete capito è una delle mie tecniche di sopravvivenza preferite.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dopo un po’ la situazione era diventata insostenibile, B. continuava a farmi vedere solo brevi estratti della durata massima di dieci minuti, che perlopiù erano le battaglie e gli scontri più emozionanti, la mia confusione mentale peggiorava e al termine delle visioni, pensando che io conoscessi perfettamente la trama, B. pretendeva una discussione ragionata sull’intera saga, ma non sapeva che io non ne ero all’altezza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Da brava studentessa ho però avuto un approccio empirico alla faccenda, non mi sono arresa, e ho deciso di guardare l’intera saga in un weekend. Purtroppo B. in quel periodo era ancora nella fase in cui il prestito non è contemplato dall’orizzonte mentale dei bambini, e nonostante avesse due versioni dei film, una edizione speciale in dvd e una in cassetta, non me le ha volute prestare.&lt;br /&gt;“Mi servono” diceva.&lt;br /&gt;Quindi ho dovuto noleggiare i film i videoteca, devolvendo ad una nota catena in franchising parte del mio stipendio e rincoglionirmi per tutto il weekend davanti alla tv. Una sorta di corso di aggiornamento non retribuito, ma almeno in quei tediosi pomeriggi avevamo trovato qualcosa da fare e potevo rispondergli con cognizione di causa. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Alla fine ero diventata un’esperta della materia, ma poi B. ha cambiato interessi, ora è il turno del calcio, ma per quello ho un blocco mentale che cancella tutte le informazioni acquisite nel giro di un quarto d’ora, e allora come sempre, mi limito ad annuire e sorridere con tutto il mio entusiasmo.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1273601356733621126-213279037494915891?l=margotsnannydiaries.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://margotsnannydiaries.blogspot.com/feeds/213279037494915891/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://margotsnannydiaries.blogspot.com/2011/04/babysitter-wars.html#comment-form' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1273601356733621126/posts/default/213279037494915891'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1273601356733621126/posts/default/213279037494915891'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://margotsnannydiaries.blogspot.com/2011/04/babysitter-wars.html' title='Babysitter wars'/><author><name>Margot</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00710675474803829685</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1273601356733621126.post-5228077954575387782</id><published>2011-03-29T09:34:00.003+02:00</published><updated>2011-03-29T09:44:24.979+02:00</updated><title type='text'>Ho un virus</title><content type='html'>Ho un virus nel computer. L'ho scaricato insieme al torrent di "Matrimonio all'italiana". &lt;br /&gt;E so che è la vendetta karmica del dio dei diritti d'autore. &lt;br /&gt;Si, perchè ho deciso di convertirmi al politeismo e quindi c'è un dio per tutto, non solo per le &lt;a href="http://margotsnannydiaries.blogspot.com/2011/02/imperativamente.html"&gt;tinture per i capelli&lt;/a&gt;. &lt;br /&gt;E lo scrivo minuscolo perchè nella mia religione è così.&lt;br /&gt;Adesso mi ritrovo a dover pregare il dio dei virus dei computer affinchè si riprenda il mio chè non posso mica postare dall'ufficio come sto facendo adesso. &lt;br /&gt;E poi in ufficio ci vengo solo il martedì e il giovedì e gli altri giorni mi toccherebbe litigare con i drogati di facebook che vanno in biblioteca prima dell'orario di apertura e fanno la coda per assicurarsi le postazioni con il computer. Maledetti anche voi, insieme alle &lt;a href="http://margotsnannydiaries.blogspot.com/2011/03/maledette-gocciole.html"&gt;Gocciole&lt;/a&gt;, chissenefrega dei poke e di farmville! &lt;br /&gt;No, ma è meglio non maledire nessuno, vero dio dei maledetti?&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1273601356733621126-5228077954575387782?l=margotsnannydiaries.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://margotsnannydiaries.blogspot.com/feeds/5228077954575387782/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://margotsnannydiaries.blogspot.com/2011/03/ho-un-virus.html#comment-form' title='7 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1273601356733621126/posts/default/5228077954575387782'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1273601356733621126/posts/default/5228077954575387782'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://margotsnannydiaries.blogspot.com/2011/03/ho-un-virus.html' title='Ho un virus'/><author><name>Margot</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00710675474803829685</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>7</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1273601356733621126.post-3096284127901744696</id><published>2011-03-21T15:57:00.002+01:00</published><updated>2011-03-21T16:02:30.803+01:00</updated><title type='text'>Maledette Gocciole</title><content type='html'>Era uno di quei fortunati giorni senza &lt;a href="http://margotsnannydiaries.blogspot.com/2010/10/lora-di-basket.html"&gt;basket&lt;/a&gt; nei quali il mio compito si limita ad andare a prendere il bambino di turno, scortarlo a casa, e passare il resto del pomeriggio su un divano estraneo a guardare programmi televisivi per bambini, o lo schermo della tv animato da un videogioco in cui c’è qualcuno da ammazzare o un nuovo record sportivo da raggiungere. Ormai i “miei” bambini sono tutti grandicelli e dopo un periodo passato a giocare con loro con i Power Rangers, posso rilassarmi perché non richiedono più la mia attenzione, anzi in alcuni casi di preadolescenza precoce gli dò anche un po’ di fastidio. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il destino ha voluto che mi capitassero quasi esclusivamente bambini maschi, quindi nel corso degli anni ho fatto la gavetta. Ho dovuto imparare a pensare come loro e a stravolgere i miei schemi mentali di gioco che in quanto donna, e dunque ex bambina, erano prettamente femminili. Ho dovuto scordare le bambole, dimenticarmi il tè con le amiche, rimpiangere i giochi tranquilli da tavolo e fare spazio a guerre, morti, sparatorie, raggi laser e tutta una serie di altri giochi da maschi che all’inizio non ero pronta ad affrontare. Mentre prendevo confidenza con gli strumenti del mestiere, sono però giunta alla conclusione che i giochi da maschio in fondo sono più divertenti, movimentati e meno drammatici di quelli da bambine, del resto i soldati quando muoiono, risorgono in un batter d’occhi, e se anche gli devi amputare un braccio poi basta un goccio di colla e hai subito un eroe di guerra nel tuo battaglione, che in fondo ti dà un certo prestigio. &lt;br /&gt;Nonostante questa considerazione, e una forte predisposizione al gioco che mi è propria anche nella vita di tutti i giorni, non ne potevo più, non riuscivo più a far volare i Gormiti con lo stesso entusiasmo di prima, i combattimenti e le sommosse stavano perdendo mordente e io sapevo che la mia controparte si accorgeva che in fondo non ero più la babysitter divertente di un tempo, avevo esaurito le pile e c’era bisogno di un cambiamento. Fortunatamente il passare del tempo mi è venuto incontro e loro sono cresciuti, cambiando interessi e modalità di gioco. Adesso dicono più parolacce di un camionista durante l’ora di punta, iniziano ad accorgersi dell’esistenza del mondo femminile, e soprattutto a casa giocano con i videogiochi, rimangono ore e ore attaccati al controller e non c’è più niente da fare per distrarli. Quindi posso prendere posto sul divano, leggere un libro e interrompere la lettura solo per sforzarmi di fingere interesse per la vittoria della squadra di calcio preferita e annuire, sfoggiando un sorriso entusiastico, quando sono riusciti a superare il livello successivo di qualsiasi videogioco.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’unico bambino che è ancora un po’ impegnativo è L., otto anni. Anche lui, seguendo la scia di suo fratello, gioca con i videogiochi e mi guarda come se fossi aliena quando gli propongo di staccarsi dalla tv per fare un gioco che non preveda l’uso di uno schermo, ma ancora non è autonomo per la merenda e per i compiti, quindi abbiamo stabilito una nostra routine che normalmente non subisce scossoni. Il patto tacito è: ti vengo a prendere a scuola, torniamo a casa, fai merenda e intanto guardi la tv per mezz’ora, poi spegni, fai i compiti e/o studi con me e il mio gatto a nove code, e quando hai finito puoi fare tutto quello che vuoi nei limiti del legale. Sono una babysitter seria io, stabilisco regole e orari, pongo dei limiti, ma quando prometto qualcosa mantengo sempre, i miei bambini lo sanno e tutto fila liscio come l’olio. Tranne mercoledì scorso, quando il padre di L. o chi ne fa le veci si è dimenticato di comprare i suoi biscotti preferiti: le Gocciole.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tutti i pomeriggi della sua vita, tranne quando è a basket, L. fa merenda con le Gocciole e il latte freddo, ma non quel giorno, purtroppo. Quando, aprendo la credenza mi sono accorta che erano finite è iniziata la tragedia. L. sbattuto sul divano con il telecomando in mano davanti alla tv spenta piagnucolava e cantava odi lamentose ai biscotti mancanti. Io cercavo di rimediare dicendogli che anche io provo una fitta al cuore quando la domenica mattina mi alzo e sono finiti i biscotti che pregustavo già nel dormiveglia, ma poi me ne faccio una ragione e mi butto sulla Nutella, ma niente, L. stava diventando catatonico.&lt;br /&gt;Allora ho iniziato a parlare a raffica e ad aprire tutti i mobili della cucina, elencandogli tutte le alternative a disposizione: marmellate, creme al cioccolato e alla nocciola, pane fresco, merendine di ogni genere che esplodevano dai cassetti per la troppa pressione interna, prosciutto e salame se voleva andare sul salato, altri biscotti famosi e non, con o senza cioccolato ecc… Ma credo che L. non mi stesse neanche ascoltando, era passato la secondo livello e continuava con il suo mantra quasi ipnotizzante:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Ma io voglio le Gocciole. Ma io voglio le Gocciole. Ma io voglio…”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Maledette Gocciole! La loro assenza mi stava sputtanando tutto il pomeriggio. Mentre pensavo: “Bambino viziato. Quando ero piccola io col cacchio che si potevano fare tutti questi capricci! O mangi questo o ti butti dalla finestra, o qualcosa del genere…” ho avuto una delle illuminazioni che fa di me una brava babysitter e gli ho detto:&lt;br /&gt;“Guarda, se non avessi tutte queste cose da mangiare in casa andrei anche a comprartele ‘ste gocciole, ma dal momento che hai tutta questa scelta, proprio no.”&lt;br /&gt;Che in bambinese significa: ci tengo a te, mi dispiace che tu non faccia merenda, ma stai esagerando con i capricci e quindi mangia qualcos’altro. &lt;br /&gt;Questa tecnica ha funzionato, e L. si è accontentato dei cereali di suo fratello, che probabilmente dopo lo avrà ammazzato di botte mentre i suoi guardavano il telegiornale, ma io ho portato a casa un’altra vittoria. Margot 1 - Gocciole 0.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1273601356733621126-3096284127901744696?l=margotsnannydiaries.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://margotsnannydiaries.blogspot.com/feeds/3096284127901744696/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://margotsnannydiaries.blogspot.com/2011/03/maledette-gocciole.html#comment-form' title='8 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1273601356733621126/posts/default/3096284127901744696'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1273601356733621126/posts/default/3096284127901744696'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://margotsnannydiaries.blogspot.com/2011/03/maledette-gocciole.html' title='Maledette Gocciole'/><author><name>Margot</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00710675474803829685</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>8</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1273601356733621126.post-6384635710806477761</id><published>2011-03-17T19:24:00.001+01:00</published><updated>2011-03-17T19:26:20.395+01:00</updated><title type='text'>Il valore di una spinzettatrice</title><content type='html'>Sono in ufficio, devo scannerizzare un documento e so, per mia personale esperienza, che è un’operazione che non si può fare lasciando i punti metallici inseriti nel fascicolo, perché in tal caso si sputtanerebbe tutta la stampante, con conseguente telefonata al tecnico e pubblico ludibrio davanti ai colleghi tutti, riuniti appositamente per l’occasione. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Purtroppo sono in territorio nemico e non so esattamente come muovermi, non ho una dotazione di cancelleria e non ho la minima idea di dove potrei andare a recuperarla. Sul contratto di locazione del mio nuovo ufficio, l’amico del mio capo ha infatti messo una clausola nella quale si specifica che loro ci danno volentieri l’ufficio, i mobili, il computer e visto che siamo in buoni rapporti anche un telefono, ma la cancelleria no. E’ da tre settimane che porto avanti e indietro tra Milano e Bergamo la penna per scrivere, non sto scherzando. Martedì sono riuscita, supplicando, ad ottenere un cestino per la carta straccia, ma confesso di avere un certo timore ad approcciarmi alla cancelleria così propriamente detta, mi sento in pericolo di morte ogni volta che, furtivamente, avvicino una mano tremante ad una penna non mia, e sono quasi convinta che ci sia un cecchino appostato dietro le scale di ogni piano per punire i trasgressori.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sono però in un punto di non ritorno. Mi serve assolutamente il documento scannerizzato, attorno a me non c’è niente che possa servire per togliere i punti metallici e non mi sembra il caso di farlo con i denti, non tanto per me, quanto piuttosto perché non vorrei lasciare la mia bava sull’atto costitutivo risalente al 1948 di questa cooperativa. Decido allora che è giunto il momento di fraternizzare, e con il mio miglior sorriso entro nell’ufficio delle segretarie per chiedere gentilmente in prestito la spinzettarice o come diavolo si chiama.&lt;br /&gt;“Ciao!”&lt;br /&gt;“Ciao.” rispondono loro con la condiscendenza tipica di chi pensa di trattare con una ragazzetta appena uscita dalla scuola superiore&lt;br /&gt;“Scusate il disturbo, ma devo scannerizzare un documento con più pagine, e sono unite con i punti metallici, non è che……potreste…..si insomma….prestarmi la spinzettarice?”&lt;br /&gt;Un momento di silenzio e poi:&lt;br /&gt;“Si guarda, io te la posso anche prestare, però me la devi riportare!” e mi guarda come se dovessi affrontare sei giorni di viaggio nel deserto per raggiungere la stanza delle fotocopie e con me ci fossero solo la spinzettarice e MacGyver pronto a trasformarla in una macchinetta del caffè primitiva.&lt;br /&gt;“Grazie. Si, grazie. Tanto…guarda…cinque minuti e te la riporto ok?”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A parte questo ufficio in particolare, che soffre di eccessivo attaccamento agli articoli di cancelleria, è però vero che le spinzettatrici (o togli punti (che però fa tanto chirurgo), o pinze per togliere i punti metallici, o chiamatele un po’ come vi pare) sono veramente oggetti di culto negli uffici. In quello in cui lavoravo prima, la mia capa mi aveva affidato il gravoso compito di custodirla, l’avevamo mitizzata e la chiamavamo affettuosamente “Las Spinzettas”. In quel caso ero io dall’altra parte della barricata e purtroppo mi comportavo proprio come la segretaria del mio nuovo ufficio: nessuno poteva avvicinarsi a “Las Spinzettas” senza la mia autorizzazione e capitava anche che seguissi la gente che doveva usarla. Perché il nostro incommensurabile tesoro era insostituibile, senza di lei eravamo veramente finiti, perché non c’è nient’altro che possa fare le veci di una spinzettatrice. Solo la nostra receptionist usava un coltello, ma lei ormai sono anni che dice che vuole farla finita...&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1273601356733621126-6384635710806477761?l=margotsnannydiaries.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://margotsnannydiaries.blogspot.com/feeds/6384635710806477761/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://margotsnannydiaries.blogspot.com/2011/03/il-valore-di-una-spinzettatrice.html#comment-form' title='5 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1273601356733621126/posts/default/6384635710806477761'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1273601356733621126/posts/default/6384635710806477761'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://margotsnannydiaries.blogspot.com/2011/03/il-valore-di-una-spinzettatrice.html' title='Il valore di una spinzettatrice'/><author><name>Margot</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00710675474803829685</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>5</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1273601356733621126.post-1510009843444869474</id><published>2011-03-14T15:10:00.001+01:00</published><updated>2011-03-14T15:13:16.182+01:00</updated><title type='text'>Provare a ridimensionare</title><content type='html'>Quando venerdì mattina mi sono alzata per fare colazione, la prima cosa che ho sentito alla radio è stata la notizia del terremoto di magnitudo nove che aveva appena colpito il Giappone, e non ho potuto fare a meno di rimanere con il sacchetto delle Macine a mezz’aria, tentando di razionalizzare sul da farsi. Ignara del latte che stava uscendo dal pentolino, formando la disgustosa patina superficiale che io odio, sono tornata nella mia stanza e ho acceso il computer per informarmi meglio sulla situazione e accedere a facebook.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La mia amica A., una donna un perché, una persona con la quale nel bene e nel male ho condiviso molte cose nella mia vita, vive a Tokio da più di un anno e ovviamente il pensiero è andato subito a lei. Benedicendo per una volta gli amati/odiati social network, appena sono entrata in facebook ho potuto constatare che lei era lì sul suo profilo, come al solito a sparare cagate, e mi sono subito rassicurata.&lt;br /&gt;Lei sta bene, il terremoto non ha causato danni a persone o cose che le sono vicine e tutto sommato sembra che la situazione sia sotto controllo nella zona di Tokio nella quale vive lei, anche se purtroppo le notizie dalle altre aree del paese continuano ad essere catastrofiche. A. però ha la pellaccia dura e con il suo modo naif di affrontare la vita ecco i due scenari più plausibili che le si possono presentare:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Farnesina: cinque italiani mancano all’appello. Non si riesce a contattare una giovane donna bionda milanese. Pare che si stesse mettendo il rossetto quando le hanno telefonato. &lt;br /&gt;“Una donna deve avere le sue priorità” ha poi dichiarato alle autorità governative.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Oppure:&lt;br /&gt;A. è in giro per la città post terremoto per rendersi conto di quello che è realmente accaduto, a un certo punto una scossa di assestamento le fa cadere la borsetta. Lei si china a raccoglierla bestemmiando in giapponese (perché ormai ha padronanza della lingua) e valuta l’entità del danno subito dalla sua Westwood, quando improvvisamente uno tsunami di proporzioni gargantuesche sovrasta i grattaceli di Tokio e si riversa per le strade:&lt;br /&gt;“A. corri! Scappa! Dobbiamo andarcene da qui!!!!” le dicono i suoi amici in uno strano linguaggio che è una sorta di dialetto anglo-giapponese&lt;br /&gt;“Eh? Cosa? Non preoccupatevi, si è fatta solo un graffietto…possiamo anche rimanere…”&lt;br /&gt;“Ma A. non ti rendi conto? Lo tsunami! Dobbiamo scappareeeeeeeee……”&lt;br /&gt;E alla fine lei e la sua borsa sono le uniche due superstiti nella città ormai devastata.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ora, a parte gli scherzi, che mi permetto di fare perché lei è molto autoironica e stemperano un po’ le preoccupazioni di questi ultimi giorni, la situazione non è facile. In questi casi è sempre difficile ragionare in “grande”, 5.000 morti (&lt;a href="http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/mondo/2011/03/11/visualizza_new.html_1557212528.html"&gt;secondo le ultime notizie&lt;/a&gt;) non si possono realmente quantificare, non è possibile rendersi realmente conto di cosa significhi. E’ un po’ come se la mente umana si rifiutasse di pensarci, come se fosse una cosa talmente difficile e dolorosa da realizzare, che attiva automaticamente dei meccanismi di autodifesa che ti mettono nella condizione di continuare ad andare avanti pensando al tuo giardino e non a quello devastato del vicino, del vicino di casa. E allora inizi da quello che puoi toccare con mano, un’amica in difficoltà dall’altra parte del mondo che sta vivendo una situazione incerta e rischiosa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Alcuni del nostro giro dicono che davanti al rischio anche solo minimo di un’esplosione nucleare, tornerebbero a casa in canoa fino alla Cina e da lì a piedi o con la Transiberiana. Lei è adulta, e dal suo posto in prima fila sul film che nessuno di noi avrebbe mai voluto vedere, valuterà cosa fare. Nel frattempo io voglio solo che continui a sparare cagate su facebook.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1273601356733621126-1510009843444869474?l=margotsnannydiaries.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://margotsnannydiaries.blogspot.com/feeds/1510009843444869474/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://margotsnannydiaries.blogspot.com/2011/03/provare-ridimensionare.html#comment-form' title='6 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1273601356733621126/posts/default/1510009843444869474'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1273601356733621126/posts/default/1510009843444869474'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://margotsnannydiaries.blogspot.com/2011/03/provare-ridimensionare.html' title='Provare a ridimensionare'/><author><name>Margot</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00710675474803829685</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>6</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1273601356733621126.post-2749331377281942685</id><published>2011-03-11T17:23:00.000+01:00</published><updated>2011-03-11T17:25:34.470+01:00</updated><title type='text'>Nuove consapevolezze</title><content type='html'>Ieri sono andata a lavorare in macchina. Ma si, 'fanculo al treno! Dopo una settimana e mezza mi ha già stufato, e poi non potevo tradire in questo modo la mia natura, dovevo provare almeno una volta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mi sono alzata al solito orario, ho fatto quello che dovevo fare, e mentre mangiavo una Fiesta ho annunciato la decisione a mia madre, la vera proprietaria dell’auto. Diciamo che per averne il completo usufrutto devo rispettare alcune formalità tipiche delle famiglie rispettabili, se decido di allontanarmi da Milano e hinterland devo avvertirla: &lt;br /&gt;"Guarda che oggi vado a Bergamo in macchina" &lt;br /&gt;“Oh mio Dio. Noooooooooo, morirai! Morte e disperazione si stagliano nel tuo orizzonte futuro! Ci sono tre chilometri di coda in autostrada! C'è stato un incidente!!!"&lt;br /&gt;"Ma che sfiga! Proprio il giorno in cui decido di andare in macchina! Ma verso Bergamo o verso Milano?"&lt;br /&gt;"Verso Bergamo. Non ci credi? Vieni che ti faccio vedere..." ha detto dirigendosi verso la sua camera dove c’è la tv accesa&lt;br /&gt;"Mamma! Non posso aspettare che finisca l'oroscopo di Luisa de Giuli, sono già in ritardo se devo prendere il treno!" &lt;br /&gt;"Si, no, aspetta, dopo l’oroscopo c'è la prima pagina, e poi parlano del traffico." &lt;br /&gt;"MAMMA. VADO! CIAO!" sono uscita da casa con le palle che frullavano a mille, pensando che mai giornata sarebbe potuta iniziare peggio di così.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quando sono arrivata alla macchina, era ricoperta di ghiaccio e mi è venuta voglia di accasciarmi contro la portiera, ho resistito alla tentazione ma ho iniziato a parlare da sola, incurante delle altre persone che sghiacciavano le loro auto accanto a me:&lt;br /&gt;"Ma è cazzo possibile che ci sia ancora il ghiaccio il 10 marzo. Vaffanculo, tutta sta fatica solo per andare in stazione” e altri improperi irripetibili.&lt;br /&gt;Dopo cinque secondi di strada, alla prima rotonda è squillato il telefono e chi poteva mai essere alle 7,30 del mattino? Mia madre:&lt;br /&gt;“PRONTOOOOOOOOOOOOO”&lt;br /&gt;"Margot, la coda è in direzione Milano...." &lt;br /&gt;"Ma che cazzo! Adesso non ho neanche la google map (che comunque sarebbe inutile) perchè l'ho lasciata a casa!" &lt;br /&gt;"Brava" &lt;br /&gt;"Click”. &lt;br /&gt;Ho riagganciato dando ancora una volta grande prova di self-control. E a quel punto mi sono ritrovata sola davanti a me stessa con il gravoso compito di prendere una decisione epocale: treno o macchina? Macchina o treno? Il rischio di incontrare traffico, quel gufo di mia madre attaccato ai maroni, la comodità del treno, ma anche la comodità della macchina, non avere la mappa, i camion che sulla Milano-Venezia sorpassano senza guardare te che stai arrivando a 120 all’ora, la puzza del treno… Quanti pro e quanti contro, quanti elementi da prendere in considerazione… Cosa faccio?!?! Vado in macchina. Ormai è deciso. La mia natura di psyco-dipendente da un mezzo di locomozione autonomo ha avuto il sopravvento, e quindi ho preso la coraggiosa decisione di affrontare il viaggio senza quell'inutile, benché rassicurante (almeno a livello psicologico), pezzo di carta di google.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il tragitto è andato liscio non c'era traffico, mi sono anche dovuta fermare a fare il pieno, e ho fatto paura al benzinaio che mi ha supplicato di non guardarlo così male, e devo dire che questo mi ha dato una certa soddisfazione. Peccato che una volta uscita a Bergamo mi sia completamente persa, improvvisamente mi sono ritrovata ad andare in direzione Clusone, località che ho il sentore essere montana, ma non ne sono sicura. Per risolvere la situazione ho dovuto fare inversione a U due volte su una specie di piccola tangenziale con la doppia linea continua al centro. Ho ancora paura che risalgano al mio domicilio e mi diano l'ergastolo per avere messo in pericolo la vita di onesti cittadini che andavano a lavorare. &lt;br /&gt;Girando a casaccio, ma devo dire senza spensieratezza, perché a Bergamo c'è un traffico imbarazzante per una semplice e piccola città che ha il nome delle vie scritti su banali cartelli di metallo, improvvisamente ho trovato la via che stavo cercando, e mi sono sentita illuminata da una luce divina. Ho chiesto scusa per le bestemmie che avevo tirato nelle due ore precedenti e sono miracolosamente arrivata puntuale in ufficio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mentre facevo un lavoro noioso al computer, mi è venuta l’idea di non sprecare tutta la fatica che avevo fatto per arrivare lì e di proseguire il viaggio fino a casa di mia sorella una volta terminato di fare il mio dovere. In realtà mia sorella abita tra le dolomiti e non proprio vicino a Bergamo, ma ero già instradata sulla Milano-Venezia. Un bel weekend in montagna con quelle iene delle mie nipotine, magari avrei potuto anche provare lo sci di fondo e fare felice mio cognato. Ma c’era un’ultima formalità da rispettare prima di partire:&lt;br /&gt;“Mamma, vado a trovare mia sorella questo weekend. Per te va bene?”&lt;br /&gt;“No. Mi serve la macchina” ha risposto la donna che passa tutti i suoi weekend a casa a guardare vecchi film in tv&lt;br /&gt;“E dove devi andare, per curiosità?”&lt;br /&gt;“Dal farmacista.”&lt;br /&gt;"Quello che ti dà la medicina per i pazzi senza ricetta?" &lt;br /&gt;"Non fare la spiritosa"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E' veramente arrivata l'ora di andare via di casa, comprarmi una macchina, e consultare l’oroscopo prima di uscire da casa.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1273601356733621126-2749331377281942685?l=margotsnannydiaries.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://margotsnannydiaries.blogspot.com/feeds/2749331377281942685/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://margotsnannydiaries.blogspot.com/2011/03/nuove-consapevolezze.html#comment-form' title='8 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1273601356733621126/posts/default/2749331377281942685'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1273601356733621126/posts/default/2749331377281942685'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://margotsnannydiaries.blogspot.com/2011/03/nuove-consapevolezze.html' title='Nuove consapevolezze'/><author><name>Margot</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00710675474803829685</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>8</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1273601356733621126.post-4996447671130196236</id><published>2011-03-09T17:11:00.001+01:00</published><updated>2011-03-09T17:13:17.146+01:00</updated><title type='text'>La dura vita del pendolare</title><content type='html'>Devo ammettere che io non amo e non ho mai amato usare il trasporto pubblico. Anche se ho scoperto che è una cosa relativamente comune e che tutti noi esseri umani non amiamo l’eccessiva contiguità con i nostri simili, io non riesco a farmene una ragione. E’ un cruccio che mi porto dietro da anni e che per ovvie ragioni mi ha portato a sviluppare un amore viscerale per la mia macchina. Ma esistono purtroppo situazioni nelle quali devo farne a meno e affidarmi alla via collettiva degli autobus, dei treni e delle metropolitane. Visto che non ho un navigatore, e che google maps oltre ad avermi già tradito in più di una occasione, mi suggerisce un tragitto assurdo per arrivare al mio nuovo ufficio, prendo il treno per andare a Bergamo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La stazione di partenza è relativamente vicina a casa mia, è dotata di ampio parcheggio e la mattina non c’è traffico. Arrivo a Bergamo in trenta minuti netti e poi faccio una passeggiata non impegnativa fino all’ufficio: quindici minuti quando sono in modalità nonna, dieci se invece uso il passo giovane, cosa questa che, in entrambi i casi, mi permetterà di arrivare in forma alla prova bikini. Come avete potuto leggere qui sopra il viaggio non è particolarmente impegnativo, ma cosa turba le brevi notti di sonno dei pendolari? Cosa, più dell’imprevedibile fattore umano, crea angoscia nel lavoratore moderno? Niente, si potrebbe rispondere. Non il treno, non gli altri passeggeri, non il costo del biglietto sono il problema quotidiano. Bensì il ritardo del treno, la maleducazione e la puzza degli altri passeggeri, la macchina per obliterare il biglietto fuori servizio creano l’ansia giornaliera nel viaggiatore tipo. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ecco dunque il racconto di una tipica mattinata passata a cercare di arrivare puntuale in ufficio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il treno per Bergamo è alle 7 e 56 e tu, come ogni mattina sei arrivata in leggero anticipo in modo da poter constatare con tutta calma che la tua corsa dovrebbe essere puntuale e passare dal binario tre. Con la flemma tipica della donna saggia che non ha nulla di cui preoccuparsi perché tanto il suo treno arriverà solo tra sette minuti, ti avvii verso il sottopassaggio e ti sposti lasciando passare gli ultimi ritardatari che corrono affannosamente giù per le scale:&lt;br /&gt;“Sciocchini!” – pensi con aria di superiorità – “Dovevate alzarvi prima, pelandroni!”&lt;br /&gt;e continui la tua passeggiata fino al binario giusto. Certo fa un po’ freddo, ma tu sai che da lì a poco intravedrai la rassicurante sagoma del treno e che una volta che ci sarai salita, ti avvolgerà con il suo riscaldamento un po’ puzzolente ma pur sempre caldo, e non ti preoccupi più di tanto della bronchite cronica che hai da novembre 2010. Quando finalmente sono le 7 e 55 e trenta secondi annunciano dall’altoparlante che il tuo treno si, sta passando, ma non si sa bene perché, passerà al binario 1! &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per fortuna non sono molte le persone che da Milano vanno a Bergamo per lavoro alle 8 di mattina, ma comunque tu e le altre 3 persone che stanno aspettando il treno con te diventate i protagonisti di una scena di isteria collettiva.&lt;br /&gt;A causa del tuo brutto vizio di passeggiare avanti e indietro per la banchina, sei nel punto più lontano dalle scale del sottopassaggio e inizi a correre come un’invasata, mentre i tuoi compagni di disavventura si stanno già rotolando giù per i gradini travolgendo chiunque si frapponga tra loro e la meta finale. Tu che sei una babysitter di rinomata fama e bravura scaraventi sui muri della stazione bambini poco più che deambulanti insultando loro e la loro madre, parlando al contrario in una lingua che solo un esorcista potrebbe comprendere. Finalmente raggiungi il binario giusto e anche se dietro di te hai lasciato una scia di morte e disperazione, sei serena, anche quest’oggi l’hai scampata, arriverai puntuale in ufficio. Sali sul treno e tutto si quieta, plachi le palpitazioni da battito cardiaco accelerato perché non sei allenata e per te correre da un binario all’altro è come tentare di vincere la maratona di New York. Smaltisci l’adrenalina camminando come una pazza tra uno scompartimento e l’altro alla ricerca del posto perfetto e ti accasci infine su una qualsiasi poltrona perché sei troppo stanca e sai che il giorno dopo ti toccherà lottare ancora contro l’imprevedibile fattore umano delle ferrovie dello stato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Da pendolare inesperta settimana scorsa ho perso il treno e sono arrivata tardi perché mentre ero al binario tre hanno annunciato che in realtà sarebbe passato dal binario uno, ma la forza di suggestione e un’incrollabile fiducia nei monitor delle stazioni mi aveva fatto capire tre. Quando ho chiesto spiegazioni al controllore del treno successivo, lui mi ha addirittura detto che non era mai esistita una corsa delle 7 e 56 per Bergamo…ora conosco il trucco e non mi farò più fregare, inizierò a ragionare come loro e mi terrò pronta ad ogni evenienza, anche a quella di arrivare per sbaglio a Lamezia Terme.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1273601356733621126-4996447671130196236?l=margotsnannydiaries.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://margotsnannydiaries.blogspot.com/feeds/4996447671130196236/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://margotsnannydiaries.blogspot.com/2011/03/la-dura-vita-del-pendolare.html#comment-form' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1273601356733621126/posts/default/4996447671130196236'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1273601356733621126/posts/default/4996447671130196236'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://margotsnannydiaries.blogspot.com/2011/03/la-dura-vita-del-pendolare.html' title='La dura vita del pendolare'/><author><name>Margot</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00710675474803829685</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1273601356733621126.post-3148380619691912144</id><published>2011-03-05T17:01:00.001+01:00</published><updated>2011-03-05T17:03:25.119+01:00</updated><title type='text'>Alcune considerazioni superficiali</title><content type='html'>Ho un nuovo lavoro. Dopo due mesi di cazzeggio compulsivo nei quali avrò inviato meno di dieci curricula, mi hanno chiamato per un nuovo lavoro. Mi hanno chiamato, non l’ho cercato. La mia ex capa (per intenderci quella del &lt;a href="http://margotsnannydiaries.blogspot.com/2010/12/il-deodorante.html"&gt;deodorante&lt;/a&gt;) ha fatto il mio nome durante una riunione per l’organizzazione di questa nuova attività e, dopo regolare colloquio, sono stata assunta, o meglio, mi hanno offerto una collaborazione occasionale per occuparmi delle attività di segreteria. Dopo un primo momento di autostima a mille in cui continuavo a pensare “Perché io valgo!” come nella pubblicità della L’Oréal, scuotendo la mia criniera tinta di fresco, sono ritornata con i piedi per terra alla cruda realtà di tutti i giorni. Messe da parte le seghe mentali ho iniziato il vero lavoro.&lt;br /&gt;Non voglio sbilanciarmi troppo, il lavoro non sembrerebbe essere male, lo stipendio (quando arriverà) sarà accettabile, ed è anche un part time verticale cosa che mi permetterà di continuare ad arrotondare facendo la babysitter. L’unico inconveniente è che la sede di lavoro è a Bergamo, ma questo in fondo me lo aspettavo, a me le cose non piacciono se non sono almeno un po’ complicate. In questa prima frenetica e nebulosa settimana, tra concetti nuovi da assimilare, treni, attese su banchine desolate, lunghe passeggiate tra la stazione e l’ufficio, bambini, basket e altre attività, sono in grado di fare solo alcune considerazioni superficiali sul lavoro nuovo:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1 – Sentendomi in dovere di ringraziare la mia ex capa per aver fatto il mio nome e avermi così in qualche modo raccomandata, quando ho accettato il lavoro le ho inviato una mail nella quale le annunciavo la mia decisione, la ringraziavo e annunciavo che di lì a breve sarei tornata nel vecchio ufficio per offrirle un caffè e salutare anche tutti gli altri. Non l’avessi mai fatto. La sua mail di risposta è stata degna del miglior agente segreto del Mossad. &lt;br /&gt;“Sto collaborando con il tuo nuovo capo in incognito per il momento…”&lt;br /&gt;In incognito era scritto in grassetto blu scuro come se stesse comunicando ad una disabile mentale che in realtà sarebbe stato meglio se il caffè lo avessi offerto a qualcun altro. Il motivo per il quale si senta in dovere di collaborare segretamente a questo progetto che tra l’altro è gestito da una persona che è in rapporti stretti anche con il Direttore generale dell’Associazione per la quale lavora, mi è oscuro. Il problema maggiore per me è che in un lontano giorno di aprile dell’anno scorso ho fatto la cazzata di dare il mio contatto skype al Direttore generale, che mi ha preso in simpatia e ogni tanto mi contatta per chiedermi come va la ricerca del lavoro!!!!!! E io cosa gli dico? Ma soprattutto, quando scoprirà che gli ho mentito spudoratamente e che ho aiutato alcuni suoi collaboratori a lavorare in incognito dietro di lui addio alla simpatia e benvenuto all’astio. Veramente mi stupisco sempre di più di come ragiona la mente umana, o meglio, di come ragiona la mente della mia ex capa, che è stata molto gentile nei miei confronti ma è decisamente pazza. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;2 – Ho una collega che si chiama Orietta, ma con mio grande rammarico io non riesco a non pensare a lei come Ombrella. Giovedì stavo per chiamarla Ombrella davanti a tutti ma sono riuscita a trattenermi esordendo infine con un “Ehi tu” che forse è stato anche peggio. A dire la verità non sono neanche sicura che si chiami Orietta, forse è Ornella o Ombretta, chi lo sa. Sono veramente pessima con i nomi, ma per fortuna ho una grande memoria fotografica che riesce a compensare questo mio difetto. Non ho ancora controllato ma spero che abbia il cartellino con il suo nome fuori dalla porta del suo ufficio, giusto per un breve ripasso prima delle nostre sporadiche interazioni orali.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;3 – Martedi, primo giorno di lavoro sono andata a pranzo con il mio nuovo capo e con il Direttore della struttura presso la quale è stato affittato l’ufficio in cui lavoro. A prima vista il Direttore sembra un uomo che ha le mani in pasta un po’ ovunque, e mi hanno detto che è in gamba nel suo lavoro, ma questo lo scoprirò solo vivendo. Per ora la mia prima valutazione non è proprio lusinghiera. Si presenta più come un montanaro che come uomo politico come a lui piace definirsi, la sua tenuta da ufficio è infatti composta da giacca, cravatta, camicia a righe spesse, pantaloni di velluto e scarponi da montagna, inoltre è un maschilista della prima ora. I suoi collaboratori sono quasi solo donne o uomini poco virili, in generale si riferisce al suo staff come “le mie ragazze” e devo dire che se le sceglie tutte conformate ad un canone estetico ben preciso, carine ma non panterone sexy o appariscenti Arcore’s girls, e la mia prima impressione è che questa scelta sia dovuta al fatto che non vuole troppa competizione nel pollaio. Ma se in questo caso posso parlare solo di prime impressioni non ancora verificate, il maschilismo è manifesto. Un po’ come la Bella Addormentata risvegliata nel bosco ho avuto modo di toccare con mano questa triste verità che da quanto ho capito accomuna molti, se tutti i contesti lavorativi italiani.&lt;br /&gt;Parlando di una persona con la quale sta collaborando per un progetto, il Direttore ad un certo punto ha esordito con la seguente affermazione:&lt;br /&gt;“Ecco, poi le donnette che ha lì nel suo ufficio…”&lt;br /&gt;“Non parlare così delle donne…” gli ha fatto eco il mio nuovo capo facendo un cenno nella mia direzione&lt;br /&gt;“Perché?”&lt;br /&gt;“Non chiamarle donnette…”ha precisato sornione il mio nuovo capo&lt;br /&gt;“Ma si, le chiama così perché sono tutte basse.” ho sparato nel mucchio io, con una battuta di bassa lega, ma orgogliosa per la mia sublime dimostrazione di assertività.&lt;br /&gt;Quello che ne è seguito è stato lo scoppio di una fragorosa risata da parte del mio capo, seguito da un breve cenno di intesa nei miei confronti, mentre il Direttore è rimasto con la forchetta a mezz’aria, indeciso se ridere o meno perché lui, ometto, non aveva capito la battuta.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1273601356733621126-3148380619691912144?l=margotsnannydiaries.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://margotsnannydiaries.blogspot.com/feeds/3148380619691912144/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://margotsnannydiaries.blogspot.com/2011/03/alcune-considerazioni-superficiali.html#comment-form' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1273601356733621126/posts/default/3148380619691912144'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1273601356733621126/posts/default/3148380619691912144'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://margotsnannydiaries.blogspot.com/2011/03/alcune-considerazioni-superficiali.html' title='Alcune considerazioni superficiali'/><author><name>Margot</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00710675474803829685</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1273601356733621126.post-7802053319851859316</id><published>2011-02-25T23:46:00.001+01:00</published><updated>2011-02-25T23:51:02.585+01:00</updated><title type='text'>Ostracizzata come una qualsiasi babysitter</title><content type='html'>Se normalmente, come &lt;a href="http://margotsnannydiaries.blogspot.com/2010/10/ancora-sul-basket.html"&gt;ho già avuto modo di raccontare&lt;/a&gt;, andare a basket non mi entusiasma, il venerdì diventa un lento stillicidio. La lezione dura un’ora e mezza che corrisponde a tre mezze ore, sei tre quarti d’ora e novanta minuti come le più insopportabili partite di calcio, grazie al cielo senza tempi supplementari. Ma non basta questo a scoraggiarmi, il particolare peggiore del venerdì pomeriggio è infatti il luogo nel quale si allenano questi poveri bambini: un’angusta e decrepita palestra di scuola pubblica (e quest’ultima definizione dovrebbe rendere bene l’idea, alle superiori ad esempio, io facevo quella che allora si chiamava educazione fisica in una palestra che non era affatto una palestra ma più un’antica sala per ricevimenti con tanto di colonne a tre quarti della sua larghezza). Non capisco perché debbano giocare lì dal momento che i genitori pagano una profumata quota di iscrizione all’esclusivo club sportivo della città, ma nessuno sembra farci poi tanto caso tranne io, la babysitter che per contratto è costretta a rimanere ad assistere a tutta la lezione. Il problema maggiore è il fatto che non c’è molto posto per sedersi e non sono più così alternativa da occupare un gradino delle scale esterne e poi in questo periodo fa ancora freddo. Le opzioni che rimangono sono una cattedra ad uso esclusivo dell’allenatore e due panchine disposte sulle pareti che formano l’angolo della palestra con la porta in mezzo, in modo che appena entrati si possa proseguire dritto verso la panchina n° 1 oppure girare a destra verso la panchina n° 2.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questo venerdì, una volta vestita e liberata la bestia, mi sono seduta sulla panchina n° 1 con il mio bel libro in mano, pronta ad iniziare una sessione di prova di &lt;a href="http://margotsnannydiaries.blogspot.com/2010/12/annullamento-del-pensiero-razionale.html"&gt;annullamento del pensiero razionale&lt;/a&gt;. Ma uno strano comportamento della fauna attorno a me ha catturato la mia attenzione. Tutti i genitori presenti alla lezione si erano seduti sulla panchina n° 2, lasciandomi sola a leggere nel mio angolino. Inizialmente ho pensato cose un po’ acide come:&lt;br /&gt;“Avete paura che possa attaccarvi un bottone gigantesco sul libro che sto leggendo?”&lt;br /&gt;“Pensate che sia socialmente indecoroso parlare con la servitù?”&lt;br /&gt;“Mariti, avete paura che possa irretirvi, sedurvi, scattare delle foto compromettenti e poi ricattarvi?”&lt;br /&gt;“Puzzo?”&lt;br /&gt;…poi l’omino buono del mio cervello ha avuto la meglio su quello cattivo….&lt;br /&gt;“No va bene, queste sono esagerazioni magari è il mio sguardo da mucca in coda per la macellazione che non suscita in loro il desiderio di socializzare, e come biasimarli, e poi io in realtà voglio leggere il libro…”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La cosa però mi divertiva non poco, a mano a mano che arrivavano, i genitori trafelati in fuga dal lavoro si ammassavano tutti nella zona della panchina n°2 e non è che parlassero tra loro, se ne stavano seduti uno appiccicato all’altro come sul tram all’ora di punta, oppure in piedi contro il muro a guardare i figli giocare, mentre io avrei potuto tranquillamente sdraiarmi sulla panchina. Addirittura ad un certo punto uno di loro, il cavaliere della situazione, si è alzato per far sedere una signora e allora ho pensato che forse volessero fare gruppo come quando alle medie non si fa amicizia con quelli dell’altra sezione per non si sa bene quale motivo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma neanche questa ipotesi mi convinceva molto. La spiegazione definitiva del comportamento della fauna genitoriale medio alto borghese che stavo osservando, è arrivata nelle vesti insospettabili di una simpatica nonnina che non sembrava affatto upper class come le altre donne del basket. Verso la fine della lezione è entrata in palestra, si è avvicinata a me e si è seduta sulla panchina n° 1. Ed ecco spiegato il mistero, la mia panchina era quella degli intellettuali, delle persone che per la loro intelligenza e il loro impegno sono guardati sempre con sospetto dalla massa, era la panchina degli eroi del nostro tempo, delle persone che infaticabilmente pensano al benessere del mondo! Si vabbè, la nonna stava leggendo come me, ma un libro intitolato “La Signora Teresa” che a giudicare dalle prime pagine che ho spudoratamente letto insieme a lei a sua insaputa, non era un granchè, però doveva essere un animo gentile perché mi ha rivolto la parola:&lt;br /&gt;“A che ora finisce la lezione?”&lt;br /&gt;“Alle 18,30 signora”&lt;br /&gt;“Ma quando è iniziata?”&lt;br /&gt;“Alle 17”&lt;br /&gt;“Ah, vede che allora aveva ragione la babysitter! Mia figlia mi aveva detto che iniziava alle 17,30. Ma allora dura di più il venerdì…”&lt;br /&gt;“Si signora, un’ora e mezzo che corrisponde a tre mezze ore, sei tre quarti d’ora…”&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1273601356733621126-7802053319851859316?l=margotsnannydiaries.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://margotsnannydiaries.blogspot.com/feeds/7802053319851859316/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://margotsnannydiaries.blogspot.com/2011/02/ostracizzata-come-una-qualsiasi.html#comment-form' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1273601356733621126/posts/default/7802053319851859316'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1273601356733621126/posts/default/7802053319851859316'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://margotsnannydiaries.blogspot.com/2011/02/ostracizzata-come-una-qualsiasi.html' title='Ostracizzata come una qualsiasi babysitter'/><author><name>Margot</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00710675474803829685</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1273601356733621126.post-3203371726460490562</id><published>2011-02-24T18:24:00.000+01:00</published><updated>2011-02-24T18:25:00.830+01:00</updated><title type='text'>Imperativamente</title><content type='html'>Purtroppo è giunta l’ora di tingersi i capelli. Ho aspettato fino a quando ho potuto, portando con me il vessillo di una capigliatura al naturale che non ha quasi mai visto tinte o colorazioni diverse dalla sua. In realtà in seconda superiore volevo a tutti i costi farmi i capelli viola come quelle belle punkabbestia che bivaccavano fuori dalla mia scuola, ma mia madre (santa donna che non smetterò mai di ringraziare abbastanza per questo) ha imposto un irremovibile rifiuto alla richiesta autorizzando, davanti alle mie infinite lacrime, solo una colorazione all’henné che a ben vedere era tono su tono e quindi una concessione finta alla mia ribellione adolescenziale. Negli anni poi, passato il periodo di fascinazione per il genere punk e per quelle tinte fosforescenti che richiedevano di ossigenare i capelli e quindi lentamente ucciderli per giungere al risultato finale, ho imparato ad apprezzare il mio colore, e non ho mai sentito la necessità di tingermi i capelli. Del resto a me il mio colore piace, mi sono sempre sentita mora nel profondo e pazienza se poi gli uomini preferiscono le bionde, le rosse hanno più pepe e altre cagate così. Anche il pensiero di stare due ore dal parrucchiere ad aspettare che la tinta faccia il suo dovere mi manda profondamente in paranoia, e vogliamo parlare della ricrescita? Ogni quanto tempo bisogna ritingerseli ‘sti capelli? E quanto costa? Ma soprattutto perché??? Se voglio leggere Diva e Donna e chiacchierare con qualche vecchietta piuttosto vado al parcogiochi e mi siedo tra le nonne, non vado a spendere 70 euro e più in un posto in cui chissà perché riescono sempre a farti sentire inadeguata:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Hai i capelli grassi sai?”&lt;br /&gt;“Si lo so”&lt;br /&gt;“Ma usi lo shampoo specifico? Si dai, come quello che abbiamo in vetrina e costa 30 euro a flacone…”&lt;br /&gt;“No io lo compro al supermercato, quello che fa swiishhhh… Ha presente?”&lt;br /&gt;“ORROREEEEEEEEEEEEEEEEE!!!!! Devo bere un caffè per riprendermi…”&lt;br /&gt;Dopo dieci minuti….&lt;br /&gt;“Va bene riprendiamo, allora ti lavo i capelli con questo prodotto super specifico per capelli grassissimi, e poi, la vuoi la cremina?”&lt;br /&gt;“No.”&lt;br /&gt;“A vabbè, però guarda che hai un po’ di doppie punte.”&lt;br /&gt;“Fa niente. Lavami i capelli grazie.” &lt;br /&gt;Poi arrivi in cassa e anche se hai fatto solo taglio e piega paghi 40 euro e non sai perché visto che i prezzi in vetrina erano diversi, e 15+17 fa 32 e non 40, ma l’unica cosa che vuoi fare è uscire dal negozio non stare lì a fare polemica, e allora tanti saluti e arrivederci.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ora però la situazione è peggiorata, oltre alla lotta per la cremina riparatrice, lo shampoo specifico, il taglio all’ultima moda che tu non vuoi fare ma loro vogliono sperimentare su di te, sono arrivati i capelli bianchi. Tanti capelli bianchi che addirittura rimangono impigliati nella spazzola. Prima ne avevo qualcuno che ogni tanto faceva capolino dalla mia folta capigliatura, ma niente di grave mi dicevo, niente che richiedesse un intervento da parte mia. Adesso invece si vedono e devo correre ai ripari.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In questo periodo di crisi economica, senza un lavoro veramente remunerativo, e con una manifesta idiosincrasia per i parrucchieri, ho deciso di affidarmi al fai da te e proprio ieri pomeriggio ho comprato al supermercato una confezione scontata del 50% di crema colorante, nuance Marron Glacè. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nonostante la sfiga dei capelli bianchi, che accomuna anche mia madre e mia sorella, il mio patrimonio genetico mi ha portato in eredità capelli lisci come spaghetti che non si spettinano neanche con la bora e che posso asciugare a testa in giù senza subire deleterie conseguenze estetiche. Certo, durante la mia tormentata adolescenza, il fascino per l’alternativo mi portava e desiderare i dred (la tipica acconciatura jamiacana) e anche se non mi lavavo e pettinavo i capelli per giorni loro continuavano a rimanere ben separati gli uni dagli altri dandomi non poco dolore in quel periodo, ma poi la saggezza mi ha insegnato ad apprezzare questa loro caratteristica. E chi li ha più curati i capelli? Una lavatina con lo shampoo del supermercato, 5 minuti di asciugatura a testa in giù con il phon alla massima potenza, e via in giro per il mondo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Peccato però che ora io mi ritrovi con delle istruzioni per la colorazione che a causa della mia inettitudine risultano incomprensibili, ma soprattutto minacciose… Io non so chi le scriva, probabilmente c’è un team di esperti della comunicazione che si occupa di queste cose, ma ragazzi, rilassatevi…&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ecco un estratto:&lt;br /&gt;“Test di sensibilità cutanea da realizzare IMPERATIVAMENTE 48 ore prima di ciascuna applicazione…..”&lt;br /&gt;Oppure:&lt;br /&gt;“Rompere IMPERATIVAMENTE il beccuccio del flacone immediatamente dopo avere effettuato la miscela per evitare lo scoppio del flacone e dannose fuoriuscite di prodotto.”&lt;br /&gt;  &lt;br /&gt;Mentre leggevo le istruzioni per un attimo ho avuto paura che se non le avessi seguite alla perfezione il dio delle tinture e delle creme coloranti avrebbe scatenato su di me la punizione che si meritano i trasgressori dei comandamenti. Ho deciso infatti di seguire imperativamente tutte le indicazioni per filo e per segno prima di ritrovarmi bionda perché ho fatto arrabbiare un dio. Ogni volta che guardo la confezione posata sulla mia scrivania ho un brivido di terrore che mi attraversa la schiena, ma non posso fare a meno di pensare che imperativamente sia proprio un bell’avverbio. Potrei usarlo anche io nella mia professione:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Bambino! Scendi imperativamente da quell’albero!”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Certo per il tempo che ci vuole a pronunciarlo, alla fine della frase il bambino si sarebbe già sfracellato a terra, ma che effettone tra le altre babysitter!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ad ogni modo non ho ancora avuto il piacere di testare il mio nuovo colore di capelli, infatti anche se, come immaginavo, non sono allergica alla crema colorante, preferisco lasciar passare 48 ore, non si sa mai, ci tengo che la mia colorazione Marron Glacé venga al meglio.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1273601356733621126-3203371726460490562?l=margotsnannydiaries.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://margotsnannydiaries.blogspot.com/feeds/3203371726460490562/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://margotsnannydiaries.blogspot.com/2011/02/imperativamente.html#comment-form' title='8 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1273601356733621126/posts/default/3203371726460490562'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1273601356733621126/posts/default/3203371726460490562'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://margotsnannydiaries.blogspot.com/2011/02/imperativamente.html' title='Imperativamente'/><author><name>Margot</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00710675474803829685</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>8</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1273601356733621126.post-1772671249195182174</id><published>2011-02-17T08:12:00.002+01:00</published><updated>2011-02-17T08:15:58.113+01:00</updated><title type='text'>R.I.P. Cagliostro</title><content type='html'>Oggi è il primo anniversario della morte del mio gatto, e per una strana ironia della sorte è anche la &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Festa_del_gatto"&gt;festa nazionale del gatto&lt;/a&gt;. Cresciuto strano in una famiglia strana, Cagliostro, questo il suo nome, ha anche avuto la sfiga di morire in una giornata che sarebbe dovuta essere di giubilo per lui, un po’ come se uno di noi umani morisse il giorno del suo compleanno.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Fortissimamente voluto da me, la piccolina di famiglia allora novenne, Cagliostro è arrivato da noi solo perché la gatta di mia zia, che vive in una casa che ormai è più un rifugio per animali, aveva figliato troppo con la logica conseguenza che  non sapevano più dove metterlo. Quando lo abbiamo portato a casa era rachitico, stava nel palmo di una mano e nella tasca del cardigan di mia sorella, che per salvare i propri indumenti si è subito incaricata di spulciarlo, fino ad arrivare a contare la bellezza di 27 pulci nello spazio di 10 cm quadrati di pelo. Mia madre gli preparava succulenti pasti a base di merluzzo surgelato, spinaci e riso bollito, nella speranza che crescesse un po’, ma quando ha poi raggiunto un peso e delle dimensioni accettabili, si è dovuto accontentare delle pappe del Lidl, alimento unico della sua dieta fino alla fine dei suoi giorni che però lui sembrava apprezzare molto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Come la maggior parte dei gatti europei Cagliostro era tigrato, nero e grigio, con gli occhi verdi e le orecchie gigantesche, caratteristica unica, nel suo caso derivata dal rachitismo. In realtà infatti aveva il muso piccolo, non le orecchie grandi, ma qualunque sia il punto di vista, questa suo modo di essere non gli conferiva un’aria intelligente soprattutto quando passava ore nella lettiera dietro la porta del bagno a scavare nel legno, sperando così di riuscire a coprire i bisognini che aveva appena fatto. Posso testimoniare personalmente che non ci è mai riuscito, ma ci metteva una tale foga che non ho mai avuto il coraggio di dirgli che stava sbagliando e poi credo che l’errore derivasse da un trauma infantile, dal distacco dalla madre in tenera età più che da una tara congenita, e quindi lo abbiamo sempre assecondato buttando via noi i bisogni quando lui non ci vedeva.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Abbiamo sempre avuto un rapporto controverso lui ed io, ci volevamo bene ma a distanza, provavo per lui rispetto e un po’ di complicità. Lo consideravo più come un collega, non era un animale domestico per me, era più un compagno di viaggio, ma devo essere onesta, quando era appena arrivato lo torturavo. Facevo tutto quello che i bambini non dovrebbero fare: lo tiravo per la coda, gli tappavo il naso, lo costringevo ad annusare le bucce dei mandarini, lo svegliavo improvvisamente mentre dormiva placido sul divano e una volta gli ho anche tagliato il pelo, facendogli la coda squadrata cercando di convincerlo che fosse un taglio all’ultima moda. Poi mia madre che un pomeriggio era rimasta a casa dal lavoro ha scoperto queste pratiche barbare e ha posto fine alle sue torture con una ramanzina che ricordo ancora adesso, e che mi ha fatto sentire in colpa per molti degli anni seguenti. Spero che in fondo mi abbia perdonato per tutte quelle che gli ho fatto passare, era il capro espiatorio, il colpevole della rottura di ogni oggetto che facevo cadere giocando, e quando sono cresciuta non sono mai stata una brava padrona. Sempre scostante e infastidita dalle sue richieste di attenzione lo coccolavo solo quando ne avevo voglia io, e grazie a lui ho capito che non sono fatta per accudire gli animali e che stiamo bene così. Loro in libertà e io a guardare in pace la tv.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quando aveva un anno ha rischiato di morire per una brutta malattia dei gatti, aveva smesso di mangiare, si stava lasciando andare, ma mia madre non si è arresa ed ha iniziato a dargli da mangiare yogurt intero con un dito tutti i giorni, fino a quando ha ricominciato a nutrirsi autonomamente. Quando si è ripreso lei ha giurato a sé stessa che non gli avrebbe mai più voluto bene perché così non avrebbe sofferto se si fosse ammalato nuovamente. Bè, è durato altri 18 anni in questa nostra strana famiglia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Verso i 18 anni ha iniziato a miagolare come un pazzo durante la notte, sembrava che lo scuoiassimo vivo, e non ne capivamo il motivo. Mia zia diceva che era solo un po’ partito di testa, ma poi abbiamo scoperto che erano i primi sintomi di un’insufficienza renale che porta ad una brutta morte. Quando era ormai chiaro che non ce l’avrebbe più fatta mia madre ed io lo abbiamo portato a farlo sopprimere, io ho addirittura preso un giorno di ferie. Non abbiamo avuto il coraggio di rimanere con lui mentre lo addormentavano, ma gli ho lasciato un mio maglione logoro nella speranza che così sentisse almeno l’odore di casa sua. Quando siamo uscite dallo studio piangevamo tutte e due appoggiate alla macchina, io dichiaratamente per il gatto, mia madre invece diceva per le 160€ di parcella, ma so che in fondo era dispiaciuta per Cagliostro. Quando era morto da poco ogni mattina lo cercavo con lo sguardo al suo posto preferito sul calorifero in soggiorno, poi gradualmente ho smesso. Ma ancora adesso ogni tanto mi sembra strano di poter lasciare un maglione di lana sul divano senza ritrovarlo a pezzetti o già occupato da lui che dorme accoccolato. E’ difficile disabituarsi ad avere un gatto dopo 19 anni. Riposa in pace Cagliostro, anche se non te l’ho dimostrato, a modo mio ti ho voluto bene.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1273601356733621126-1772671249195182174?l=margotsnannydiaries.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://margotsnannydiaries.blogspot.com/feeds/1772671249195182174/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://margotsnannydiaries.blogspot.com/2011/02/rip-cagliostro.html#comment-form' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1273601356733621126/posts/default/1772671249195182174'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1273601356733621126/posts/default/1772671249195182174'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://margotsnannydiaries.blogspot.com/2011/02/rip-cagliostro.html' title='R.I.P. Cagliostro'/><author><name>Margot</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00710675474803829685</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1273601356733621126.post-3352315068457727661</id><published>2011-02-14T21:03:00.005+01:00</published><updated>2011-02-14T21:57:53.243+01:00</updated><title type='text'>I propri limiti possono sempre essere superati</title><content type='html'>Oggi credo di aver fatto una delle figure di cacca migliori della mia esistenza, che sommate a quelle che ho fatto durante l'adolescenza (quando non ero così accorta come adesso) fanno di me una professionista del settore. &lt;br /&gt;Alle 13,30 sono andata a fare la babysitter a casa di un bambino influenzato. Il programma era quello di sostituire il padre che aveva da fare in ufficio nel pomeriggio, fino all'arrivo della madre, che avrebbe invece lavorato durante la mattina, e così effettivamente è stato. Tranne per un piccolo, ma non trascurabile particolare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quando sono arrivata da A. il papà era immerso nella stesura di un progetto con un suo collega, e del bambino non c'era traccia. &lt;br /&gt;"L'hai buttato via? L'hanno rapito gli alieni? L'influenza era più grave del previsto?" mi veniva da chiedere, fino a quando un allegro fischiettare dal bagno mi ha rivelato la posizione del vero protagonista della giornata.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Normalmente queste situazioni mi fanno un po' innervosire, inizia a rieccheggiare nella mia mente una voce un po' acidella che dice "Perchè mi hai chiamato? Cosa ci faccio qui? Me la paghi lo stesso l'ora vero?". Ma oltre ad avere una naturale simpatia per questa famiglia, la mia presenza in questo caso era del tutto giustificata, il bambino non stava bene, il padre lavorava al computer, il collega si guardava la punta delle scarpe e poco dopo sarebbero usciti, era chiaro che dovessi occuparmi del nano. Diciamo che era come se il padre fosse stato in ufficio, solo che era a portata di orecchio... Una volta capita la situazione mi sono seduta sul divano in attesa che A. uscisse dal bagno, mentre il padre mi annunciava che in cameretta il campo da gioco di Risiko Junior mi stava già aspettando.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dopo dieci minuti il padre ed io ci siamo scambiati uno sguardo di preoccupata intesa "Ma che è caduto nel cesso?". Così sono andata a controllare.&lt;br /&gt;La famiglia di A. si è appena trasferita in un appartamento più grande, arredato secondo il gusto di oggi, ma con un bilanciato mix di tradizione e design moderno. Il comò della nonna coesiste infatti con una porta di ingresso ipertecnologica che dall'interno si apre con un bottone e si chiude da sola. Io non ho un buon rapporto con la tecnologia, le serrature e con le porte in generale, normali, a scomparsa, futuristiche o a soffietto. Capita a volte che io non riesca a fare pipì perchè sconfitta dai meccanismi di apertura delle porte dei bagni pubblici, e oggi pomeriggio ho dato il meglio di me stessa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Una volta arrivata alla porta del bagno, bianca, maestosa, affascinante nel suo splendore di porta nuova, che mi ricordavo essere a scomparsa, ho bussato:&lt;br /&gt;"A. tutto bene? Hai finito?"&lt;br /&gt;"Si, quasi"&lt;br /&gt;"Posso entrare?" A. è un polentone che starebbe ore in bagno a fantasticare se non venisse costretto ad uscirne...&lt;br /&gt;"Margot io non ti posso aprire, devi chiedere a papà" visto che la porta del bagno e quella di ingresso ipertecnologica sono attigue, probabilmente pensava che non riuscissi ad entrare in casa, ma in realtà mi aveva sopravvalutato...&lt;br /&gt;"Ma no A. sono qui, davanti al bagno. Adesso entro così ti do una mano."&lt;br /&gt;A quel punto mi sono messa a spingere di lato una colonnina che fuoriusciva dalla porta e che sembrava esserne parte integrante, e spingevo, spingevo con tutta la mia forza e il mio cervello pensava freneticamente ad una soluzione perchè proprio non riuscivo ad aprirla quella dannata porta. "Non è a scomparsa. Ma non ci sono i cardini, come potrebbe aprirsi? Oh no! A. ha detto che non poteva aprirmi e che dovevo chiedere a suo padre...non è che..."&lt;br /&gt;"Ma papà di A. non è che si è chiuso dentro?"&lt;br /&gt;"No Margot, non si è chiuso dentro" ed ha aperto con un dito la porta usando la rientranza circolare che nelle porte a scomparsa rappresenta la maniglia.&lt;br /&gt;Io stavo spingendo lo stipite.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma insomma! Perche avete lo stipite della porta del bagno così sporgente? Io sono una persona riflessiva, ho bisogno di analizzare le situazioni, e quando sono sotto pressione, un po' &lt;a href="http://www.youtube.com/watch?v=D2NhwAG-ilw&amp;feature=related"&gt;come Zoolander e il suo ami-nemico Hansel&lt;/a&gt;, ecco l'effetto che fa su di me la tecnologia. Si va bene, le porte a scomparsa non sono poi molto tecnologiche, ma veramente, perchè lo stipite era lì?&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1273601356733621126-3352315068457727661?l=margotsnannydiaries.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://margotsnannydiaries.blogspot.com/feeds/3352315068457727661/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://margotsnannydiaries.blogspot.com/2011/02/i-propri-limiti-possono-sempre-essere.html#comment-form' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1273601356733621126/posts/default/3352315068457727661'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1273601356733621126/posts/default/3352315068457727661'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://margotsnannydiaries.blogspot.com/2011/02/i-propri-limiti-possono-sempre-essere.html' title='I propri limiti possono sempre essere superati'/><author><name>Margot</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00710675474803829685</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1273601356733621126.post-300303442851053887</id><published>2011-02-10T22:54:00.005+01:00</published><updated>2011-02-11T15:37:05.488+01:00</updated><title type='text'>Rivalutazioni</title><content type='html'>Ok forse ho esagerato, vecchia stronza era un po' eccessivo. In fondo la nonna lo fa solo per il mio bene. Mi deprime e riduce la mia autostima a quella della pulce di un suino solo perchè è un modo per esprimere la sua preoccupazione per me e per le sorti dell'umanità in generale. E sapete perchè? Nella sua vita precedente, quando ancora non era nonna, era professoressa di scienze in una scuola media di provincia. Ammorbava generazioni di giovani menti plagiabili con Darwin e la teoria dell'evoluzionismo, dai dinosauri ai giorni nostri, o meglio, a giudicare dal suo aspetto fino alle teorie conosciute negli anni '70.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Prima della rivelazione che ha cambiato la mia considerazione della vecchia, devo però ammettere di aver temuto per l'incolumità della mia sanità mentale. Infatti sono arrivata a casa sua come sempre puntualissima, anzi con quei due o tre minuti di elegante anticipo, ma non sapevo che mi stavo scavando la fossa con il solo uso della mia eleganza. Dei bambini non c'era ancora traccia, e non ho potuto fare a meno di cadere come un'imbecille nella trappola della seggiola della cucina, sottoposta ad un incessante interrogatorio sulla precarietà della vita di noi giovani sfigati. Dopo alcuni brevi convenevoli ecco arrivare la domanda che probabilmente pregustava da quando la figlia le ha detto del nostro incontro programmato:&lt;br /&gt;"Allora hai trovato lavoro?"&lt;br /&gt;- Secondo lei verrei qui la domenica pomeriggio se avessi un lavoro? - "No, non ancora" ho risposto io, mostrando di avere ancora un briciolo di speranza nel futuro.&lt;br /&gt;"Ah, è un periodo proprio brutto! Voi giovani pagate gli agi che la mia generazione ha vissuto, le pensioni elevate, gli stipendi assicurati." e qui ammetto di aver provato un moto di simpatia, quantomeno per l'inusuale sincerità - "Ma io lo dicevo alle mie colleghe, tutti i soldi che guadagnavo li mettevo da parte perchè sapevo che avrei dovuto aiutare i miei figli, e loro non credevano che sarebbe andata a finire così, e invece e bla, bla, bla......." - "Insomma, l'unica soluzione adesso è aprire un'attività! Perchè non apri un'attività?"&lt;br /&gt;"???, Signora, ma per aprire un'attività c'è bisogno di un capitale iniziale..."&lt;br /&gt;"Un capitale iniziale dici? Ma si, ci vogliono giusto i soldi per affittare un negozio...ma i tuoi non possono aiutarti?"&lt;br /&gt;"No"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E grazie al cielo in quel momento è suonato il citofono, sono arrivati i bambini e la Signorina Rottenmeier che è in lei ha deciso che era il momento per una passeggiata ai giardinetti. Il destino ha però voluto che mentre ci preparavamo per uscire, il nipote maggiore, quello di quattro anni, tirasse fuori dalla tasca della giacca un abbozzo di un dinosauro che avrei poi scoperto essere un triceratopo, e la madre, non sapendo più come rispondere alle incessanti domande di natura scientifica poste dal figlio sulle caratteristiche distintive di quel preciso dinosauro, abbia detto:&lt;br /&gt;"Chiedi alla nonna, lei insegnava scienze" - occhiolino di orgoglio filiale rivolto a me - "Va bene allora io vado, ci sentiamo dopo"&lt;br /&gt;"Ah, dunque lei insegnava scienze"&lt;br /&gt;"Si" - finalmente era lei quella tra le due che rispondeva a monosillabi...&lt;br /&gt;"In che scuola insegnava?" - ed ero io ad avere il potere di fare domande insidiose... &lt;br /&gt;"Alle medie, qui in paese."&lt;br /&gt;Ah ah ah! Quindi aveva a che fare con giovani studentelli svalvolati! Ah ah ah! Prof! Uno dei miei primi pensieri visto il soggetto è corso indietro nel tempo a quanto la prendeva in giro in sua assenza.  Poi la luce della conoscenza mi ha illuminato. Questa rivelazione così preziosa mi avvantaggiava non poco! Avevo una definizione tra le mani, potevo finalmente identificare il personaggio, potevo tratteggiare un profilo, che benchè sommario avrebbe potuto agevolare la missione di sopravvivenza della mia autostima. Bisogna ammettere infatti che "professoressa di scienze in pensione" dice molto più di "vecchia stronza", e la conoscenza del nemico, come accennavo prima, è il primo passo verso l'elaborazione di una strategia e la conseguente vittoria.&lt;br /&gt;La nostra conoscenza reciproca a partire da quel momento ha iniziato a basarsi su un assunto poco egualitario perchè ormai avevo capito il trucco, e ho cercato di parlare il meno possibile di me mentre la stordivo di domande (che lei non sempre sentiva e/o recepiva) e osservavo con morbosa attenzione l'ambiente circostante, alla costante ricerca di indizi sulla sua vita attuale e precedente che non si sa mai, avrebbero potuto tornare utili contro di lei in futuro. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A questo punto ritengo che la confidenza che domenica si è instaurata tra la vecchina e me, anche se un po' sbilanciata a mio favore, mi metta ormai nella condizione privilegiata di potervela descrivere in ogni suo torbido particolare.&lt;br /&gt;Di statura media, non troppo ingobbita dal tempo, la Signora sfoggia un taglio di capelli a carrè perennemente spettinato di un colore rosso fuoco privo di sfumature che potrebbe tranquillamente essere associato al codice di un pantone. Avendo un aspetto complessivamente piacevole, la nonna è stata sicuramente una donna interessante, non bella ma con uno sguardo acuto e penetrante che ora però si perde un po' nel nulla quando al parco giochi aiuta il nipote a salire sullo scivolo o cerca invano di convincerlo ad andare sull'altalena che, chissà perchè, a lei piace molto. Oltre ai capelli che ne fanno sicuramente un punto di riferimento nelle nebbiose serate invernali, la nonna ha una voce gutturale con brevi accenti squillanti quando cerca di comunicare con i bambini in quel tono che tutti pensano sia quello adeguato alla comunicazione con gli infanti. Ma il suo indubbio tratto distintivo oltre ad un marcato accento di Salsomaggiore Terme, è la erre moscia più arrotata che io abbia mai sentito nella mia non più così giovane vita, e che mi fa pensare ogni volta all'effetto che produceva sugli studenti la sua pronuncia di parole come vertebrati, esoscheletro e altre. Io nel mio piccolo posso parlare, non senza rievocare traumi, di quando cercava di insegnare al nipote che il suo dinosauro era in realtà un triceratopo. Ha buon gusto nel vestire, non indossa abiti di di taglio sartoriale ma capi di ottima qualità abbinati con buongusto e sobrietà, con uno stile adatto alla sua età e borghese al punto giusto. Questa sua caratteristica e l'aspetto della sua immensa casa, mi hanno fatto pensare che sia più che benestante, impressione che però non riesce a giustificare ai miei occhi alcuni particolari dell'arredamento del suo appartamento. In salotto c'è infatti un mobile che con ogni probabilità in origine era una libreria, ma che adesso ospita un centinaio di bottiglie di vetro vuote di ogni forma e dimensione, che la donna delle pulizie deve pulire con regolarità dato che non hanno un filo di polvere in superficie. Una bomba ad orologeria per quando i bambini cresceranno e inizieranno a rincorrersi per casa, una mania che mi ha molto colpito mentre giocavo a bubusettete con il nipote più piccolo. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Oltre ad essere una collezionista di bottiglie, la nonna nasconde anche un lato particolarmente oscuro. Nonostante appaia come una donna ormai realizzata ed equilibrata, la signora si mangia le unghie delle mani (non so quelle dei piedi) quasi fino all'osso, questo forse per il rimorso che prova per aver dato troppi brutti voti in passato, ma io credo che la sua sia una sorta di punizione divina della quale lei non è perfettamente consapevole, un tormento che in quanto professoressa di scienze e quindi donna teoricamente rispettosa dell'ambiente naturale, le rode dentro e la porta a punirsi senza un apparente motivo. Mentre eravamo al parchetto con la scusa di comprare il gelato al nipotino si è allontanata con lui, io credo più perchè era l'ora della sua merenda o dell'incontro con le amiche del bar. Al suo ritorno, non solo non aveva comprato un gelato anche per me, ma - ORRORE - ha buttato lo stecchino del suo ghiacciolo all'arancia per terra! Sul prato dove giocano i suoi nipoti. un rapido gesto della mano e...ecco lo stecchino giacere inquinante sull'erba che inizia a spuntare in questi giorni. Io ero sconvolta, ma come puoi tu predicare così bene e fare poi un gesto così ignobile, lurida ex professoressa delle medie! Posso capire che negli anni '70 l'ecologia non fosse così in auge come lo è adesso, ma signora, l'educazione! E poi cosa insegna ai suoi nipoti. Una generazione di inquinatori di parchetti, ecco cosa stai creando. Cara nonnina, non hai più segreti per me, non mi farò più intrappolare dai tuoi tediosi discorsi sul futuro dell'umanità, donna matura senza una coscienza ecosostenibile.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1273601356733621126-300303442851053887?l=margotsnannydiaries.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://margotsnannydiaries.blogspot.com/feeds/300303442851053887/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://margotsnannydiaries.blogspot.com/2011/02/rivalutazioni.html#comment-form' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1273601356733621126/posts/default/300303442851053887'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1273601356733621126/posts/default/300303442851053887'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://margotsnannydiaries.blogspot.com/2011/02/rivalutazioni.html' title='Rivalutazioni'/><author><name>Margot</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00710675474803829685</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1273601356733621126.post-3664603807012776464</id><published>2011-02-05T13:58:00.006+01:00</published><updated>2011-02-05T21:08:47.613+01:00</updated><title type='text'>L'influenza</title><content type='html'>Sono tornata, finalmente, dopo una settimana di influenza in cui non ho fatto altro che rantolare spostandomi dal letto al divano, dal divano alla cucina e dalla cucina al computer, al quale non riuscivo a fare altro se non guardare telefilm in streaming. In questi primi giorni di 2011 sono riuscita a resistere agli attacchi di batteri di ogni forma e pericolosità, ma ritornare a lavorare con i bambini a pieno regime mi è stato, come ogni volta, fatale. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Durante tutte le scuole dell'obbligo ho sempre avuto una salute di ferro, ma da quando all'università ho preso la malsana decisione di mantenermi facendo la babysitter, ogni malattia della quale i bambini sono portatori inconsapevoli non ha segreti per me. &lt;br /&gt;Per carità poveri bambini, anche loro soffrono, ma vogliamo fare un paragone tra curarsi da soli da adulti e farsi curare dalla mamma quando si è bambini? &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Martedì, giorno secondo della mia influenza, mentre rantolavo in corridoio per raggiungere non so più quale meta, ho incrociato per caso mia madre, e visto che avevo già individuato con buona precisione i sintomi della malattia, le ho chiesto se perfavore poteva comprarmi una confenzione di quelle famose caramelle lenitive per la gola. Lei ha borbottato qualcosa lasciandomi aggrappata alla maniglia della porta, è scomparsa nella sua stanza e al suo ritorno mi ha mollato un pacchetto di normalissime caramelle alle erbe montane, decantandone i mirabolanti poteri curativi: "Tanto quelle che si comprano in farmacia costano un sacco e non servono a niente".&lt;br /&gt;Tra il calore della febbre e i fumi delle medicine che mi annebbiavano la mente non sono riuscita a controbattere, e sono tornata in camera mia avvolgendomi con il mio solitario piumino, tenendo tra le mani le tristissime caramelle montane che per i successivi cinque giorni sono state mie inseparabili amiche e compagne di avventura.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Insomma nulla di paragonabile all'infanzia, periodo in cui chi stava male a casa mia acquisiva di diritto un posto nel lettone della mamma e veniva trattato come un re. Peccato che ai tempi avessi, come dicevo, un sistema immunitario invidiabile, e in realtà non mi importasse molto di stare male, tanto saltavo sul letto comunque.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ecco cosa intendo, loro, i bambini, portatori inconsapevoli di ogni genere di malattie infettive, giocano lo stesso se hanno l'influenza, saltano, corrono e se la spassano a casa da scuola, non pensano ai recuperi che dovranno fare. Noi adulti invece quando siamo malati perdiamo colloqui, incontri importanti, settimane di lavoro, occasioni di socializzazione che non si ripeteranno per mesi!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ad esempio B. una volta mi ha vomitato addosso, lui dopo due giorni saltava come un grillo al parco giochi, io invece ho vomitato (non addosso a lui) per una settimana, chissà che cacchio di virus intestinale mi aveva passato... Nei periodi di picco influenzale, "metti la mano davanti alla bocca quando tossisci, starnutisci, rutti o ti avvicini a me" è il mio mantra, che purtroppo come si può vedere dai risultati rimane per lo più inascoltato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Domani pomeriggio andrò a fare la babysitter da quei due bambini che hanno per nonna la &lt;a href="http://margotsnannydiaries.blogspot.com/2011/01/cosa-voglio-fare-da-grande.html"&gt;simpatica vecchina di cui parlavo poco tempo fa&lt;/a&gt;. Sicuramente vorrà essere aggiornata sulla situazione, e l'unica cosa di un certo rilievo che è accaduta nella mia vita da quando ci siamo viste l'ultima volta è stata l'influenza, e giù di ramanzina sulle opportunità lavorative dei settori economici in disuso, già me la immagino. Ora, dopo aver dimostrato per l'ennesima volta al mio corpo che il mio sistema immunitario non è invincibile, scoprirò forse di essere diventata immune alle vecchie stronze? Ai posteri l'ardua sentenza.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1273601356733621126-3664603807012776464?l=margotsnannydiaries.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://margotsnannydiaries.blogspot.com/feeds/3664603807012776464/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://margotsnannydiaries.blogspot.com/2011/02/linfluenza.html#comment-form' title='5 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1273601356733621126/posts/default/3664603807012776464'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1273601356733621126/posts/default/3664603807012776464'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://margotsnannydiaries.blogspot.com/2011/02/linfluenza.html' title='L&apos;influenza'/><author><name>Margot</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00710675474803829685</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>5</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1273601356733621126.post-8135547333433872945</id><published>2011-01-28T15:35:00.005+01:00</published><updated>2011-01-29T16:17:04.736+01:00</updated><title type='text'>Partendo dalla giornata della memoria 2</title><content type='html'>In realtà il post precedente si intitolava "Partendo dalla giornata della memoria" perchè giovedì pomeriggio, guardando un film dedicato alla memoria, mi era venuto un collegamento pazzesco con una pellicola che ho visto recentemente e che non centra nulla con l'olocausto, o quasi se si considera che l'autore del libro dal quale è stato tratto era ebreo. Meno male che non li hanno ammazzati tutti, come direbbe A.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Scrivendo però mi sono fatta prendere dal momento, ed è scaturito quello che potete leggere qui sotto, ma l'idea del post dedicato al film di cui sopra è rimasta. Perchè sono veramente sconvolta dal pessimo adattamento cinematografico di un libro che a parere mio è un capolavoro, e che ho riletto in due giorni prima di andare a vedere il film proprio per trovare le falle della sceneggiatura. No! Mi sono detta, non farò come con Harry Potter in cui avrebbero potuto rappresentare la storia degli gnomi del deserto, tanto non mi ricordavo niente del libro. Questa volta il soggetto richiede attenzione, una critica lucida, mi devo assolutamente rinfrescare la memoria.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E così, dopo essermi opportunamente documentata, ho deciso che era il momento giusto per affrontare la proiezione di "La versione di Barney". Non so quanti abbiano letto il libro, dicono che in Italia sia stato un successone di vendite, e a giudicare dalla quantità di persone che sono andate a vedere il film, sembra che le statistiche avessero ragione. Ho provato ben tre volte ad andare a vedere questo dannatissimo film, e non mi sono scoraggiata quando ho dovuto parcheggiare su un marciapiede di un multisala dell'estrema periferia nord della città, perchè nella zona del parcheggio lecito c'era più traffico che in corso Buenos Aires alle 8 di mattina di un giorno lavorativo. Non ho battuto ciglio neanche davanti agli 8 euro e 20 centesimi del biglietto, ho solo avuto un fremito di paura per la mia cervicale quando la signorina della cassa ha cordialmente affermato che gli unici posti liberi erano in primissima fila. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'immenso Mordecai Richler varrà bene il sacrificio, mi sono detta, ma dimenticavo che il mio amico Mordecai è morto dieci anni fa, e in tutta onestà non sapevo che quello che mi accingevo a guardare era il lavoro di fantasia di un talentuoso sceneggiatore di Hollywood. La sfiga ha inoltre voluto che non solo riuscissi a distinguere perfettamente ogni quadratino che compone lo schermo, ma che ci fosse anche quella che a me sembrava una farfalla, spiaccicata nel centro di ogni inquadratura, proprio nel mezzo del naso dei protagonisti. Un puntino nero per quelli delle ultime file, un insetto preistorico dalle dimensioni inumane per noi poveracci degli avanposti. E per aggiungere il danno alla beffa il mio vicino di posto aveva un tic nervoso che lo portava ad emettere uno strano gemito ad intervalli regolari.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma non pensate che la scomodità della situazione abbia influito sul mio giudizio, nonostante questi ed altri inconvenienti ero comunque emozionata e pronta a tuffarmi nella narrazione. Io infatti ho una vivacissima capacità di immedesimazione e oltre a voler essere Mordecai Richler, ho sempre voluto essere anche Barney, e in quanto donna nel profondo vorrei essere Miriam, mia adorata Miriam, una delle donne più amate nella storia della letteratura. Ma ecco che da subito le mie aspettative (probabilmente troppo alte) venivano disdattese. Ero consapevole del fatto che non avrebbero potuto trasporre tutte e 484 le pagine del libro, ma avevo letto alcune recensioni del film ed erano tutte elogiative...leccaculi dico io.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Parigi che nel libro era la città protagonista della prima parte, inspiegabilmente, o forse per motivi di budget, diventa Roma. Clara la prima moglie, che nel libro è una pazza affascinante ma non certo bella in modo canonico, nel film è una figa spaziale.&lt;br /&gt;Nel libro hanno tre figli, nel film diventano due, e tolgono pure quello più interessante che assomiglia a Barney ed era protagonista di esilaranti storie di ribellione giovanile.&lt;br /&gt;Il figlio maggiore in realtà viveva a Londra era un genio della finanza e aveva due figli e una moglie stronza che litigava sempre con Barney, nel film è uno studentello che abita a New York e non si capisce bene cosa faccia per vivere.&lt;br /&gt;Miriam sarebbe di Montreal e non di New York.&lt;br /&gt;La seconda moglie di Barney nel libro aveva un ruolo molto più complesso ed era presente dall'inizio alla fine della narrazione, qui si vede solo per 15 minuti.&lt;br /&gt;McIver lo scrittore che a detta di Barney aveva scritto fegnacce nel suo libro di memorie, è una delle ragioni per cui lui inizia a scrivere le sue. Nel film non è neanche nominato e il suo ruolo è dato ad un altro personaggio che nel libro faceva veramente tutt'altro.&lt;br /&gt;Blair, l'uomo con il quale poi si risposa Miriam nel libro era un obiettore di coscienza scappato in Canada per sfuggire all'esercito americano, nel film irrompe improvvisamente e sembra un McGiver fricchettone in pensione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Oh Mordecai, Mordecai e ti hanno anche dedicato il film! L'unica consolazione che potrai avere è che da ora in avanti probabilmente i tuoi eredi non avranno mai problemi economici...ma, Mordecai, tu cosa ne pensi? Ok, come ho già detto non era possibile trasporre completamente il libro sullo schermo, ma perchè hanno dovuto cambiare tutto? Forse come ha saggiamente detto M. che non ha letto il libro, ma era con me al cinema e non ne poteva più di ascoltare le mie lamentele, avrebbero dovuto intitolare il film "La nostra versione di Barney".&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1273601356733621126-8135547333433872945?l=margotsnannydiaries.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://margotsnannydiaries.blogspot.com/feeds/8135547333433872945/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://margotsnannydiaries.blogspot.com/2011/01/partendo-dalla-giornata-della-memoria-2.html#comment-form' title='5 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1273601356733621126/posts/default/8135547333433872945'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1273601356733621126/posts/default/8135547333433872945'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://margotsnannydiaries.blogspot.com/2011/01/partendo-dalla-giornata-della-memoria-2.html' title='Partendo dalla giornata della memoria 2'/><author><name>Margot</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00710675474803829685</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>5</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1273601356733621126.post-7303506998716650384</id><published>2011-01-27T19:03:00.004+01:00</published><updated>2011-01-27T23:01:27.067+01:00</updated><title type='text'>Partendo dalla giornata della memoria</title><content type='html'>Oggi all'ora di pranzo la radio era accesa e parlava di una qualche iniziativa legata alla giornata della memoria. Devo confessare che in quel momento la mia attenzione era tutta focalizzata sull'uovo all'occhio di bue che mi aspettava nel piatto, e la mia mente era lontana mille miglia dall'olocausto, i nazisti e la seconda guerra mondiale. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quando ero adolescente ho avuto modo di studiare, studiare e studiare questo periodo storico fino alla nausea. Purtroppo infatti ai miei tempi, i programmi scolastici di storia prevedevano lo studio esclusivo dei primi 45 anni del secolo passato, a ripetizione. Si partiva ogni anno con la Marcia su Roma e si arrivava a giugno con la fine della seconda guerra mondiale e un vago accenno a Hiroshima e Nagasaki, e via con tutta una serie di iniziative dedicate alla memoria.&lt;br /&gt;Non so se fosse già stato introdotto un istituzionalizzato giorno della memoria, ma ricordo come fosse ieri le interminabili sessioni di lettura della corrispondenza delle persone rinchiuse nei campi di concentramento, e devo dire che ai tempi, e cioè all'età di 15-16 anni ne avevo veramente pieni i cabasisi di tutti questi momenti di raccoglimento e memoria. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E' stato quando ho studiato Primo Levi, da "Se questo è un uomo" al motivo per il quale si è suicidato che ho capito veramente che cosa fosse accaduto agli ebrei in quel periodo da ricordare. Forse perchè era italiano, forse perchè aveva studiato chimica come stavo facendo io, o forse semplicemente perchè ero pronta a recepire il messaggio, da quel momento la necessità di ricordare si è fissata nel mio cervello come un'immagine su pellicola. Io mi ricordo, io ho tentato di capire e non sono riuscita a farlo, sono consapevole dell'entità del danno. Ricordiamolo insieme? Ma anche no, è troppo doloroso e io troppo individualista, e così non ho mai capito questa necessità di avere una giornata della memoria. Io le so già queste cose, ma perchè dobbiamo continuare a ripeterle? E poi è tutta retorica. Senza voler sconfinare nella satira, ma voi ci credete che alcuni dei nostri uomini politici sentano veramente rimorso per come sono andate le cose? E' giusto pubblicità, buonismo, un modo come un altro per accaparrare voti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ecco cosa pensavo della giornata della memoria davanti al mio pranzo, fino a quando A. &lt;a href="http://margotsnannydiaries.blogspot.com/2010/09/percorsi-formativi.html"&gt;(il bambino che ha cercato di temperarsi un dito)&lt;/a&gt; mi ha gelato con la seguente domanda:&lt;br /&gt;"Che cosa si festeggia oggi, la giornata della memoria?"&lt;br /&gt;"Non si festeggia niente A. Si ricorda solo una cosa molto brutta che è stata fatta ad un gruppo di persone. Lo facciamo per evitare che succeda ancora."&lt;br /&gt;"Ah, ma cosa è successo?"&lt;br /&gt;"Una cosa molto brutta, avrai modo di studiarla quando sarai più grande."&lt;br /&gt;Io odio dire "quando sarai più grande"! Immagino cosa si possa formare nella mente di un bambino a questa affermazione: un punto di domanda gigantesco che quando diventerà più grande probabilmente esploderà con imprevedibili conseguenze. Ma A. ha solo 7 anni e io non sono sua madre o uno dei suoi parenti, non è mio compito insegnargli cosa sono stati il nazismo e l'olocausto. Proprio per l'importanza dell'argomento mi sembra un'ingerenza eccessiva. L'unica cosa che non sono riuscita a trattenermi dal fare, è stato dire a B. (che gioca con videogiochi non adatti alla sua età) che la svastica in Call of Duty non è una stella che ti fa guadagnare più punti, ma il simbolo dei cattivi più cattivi che siano mai esistiti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma tornando ad A., come pensavo il mio "quando sarai più grande" aveva sortito l'effetto opposto a quello da me desiderato, e infatti continuava a sobillarmi di domande:&lt;br /&gt;"Ma dove? Perchè? Quando? Ma cosa è successo?"&lt;br /&gt;E io continuavo a fare la vaga, fino a quando a lui si è accesa la lampadina e ha detto:&lt;br /&gt;"Ah! E' stato quando hanno ammazzato tutti gli ebrei?"&lt;br /&gt;"Si, più o meno, non proprio tutti. E' un po' più complicato di così..."&lt;br /&gt;"Bè, meno male che non li hanno ammazzati tutti..."&lt;br /&gt;"Si, meno male. Adesso però mangia chè si raffredda l'uovo."&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E in quel momento si è accesa a me la lampadina. Loro ancora non sanno cosa è successo, nessuno glielo ha raccontato. Tra qualche anno non ci saranno più persone su questa terra che sono sopravvissute ai campi di concentramento, e di conseguenza non esisteranno più testimonianze dirette di quello che è accaduto. Non ci saranno più i racconti della sopravvivenza, certo resteranno le pagine scritte, i video documentari, ma si perderà per sempre il calore umano dell'interazione orale. La consapevolezza che il nonno del tuo amico, o addirittura tuo nonno, quel simpatico vecchietto che ti compra il gelato d'estate e adesso è in poltrona e ti fa tanto ridere perchè si è addormentato e sta russando, in realtà è sopravvissuto ad un orrore che tu non sei neanche in grado di immaginare.&lt;br /&gt;Ecco perchè dobbiamo uscire dal nostro guscio e continuare a ricordare e a raccontare, per fare in modo che tutti possano sapere e nessuno possa mai dimenticare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Purtroppo però sembra che questa cosa della memoria, nonostante sia pubblicizzata in ogni modo possibile, non stia finzionando a dovere. Con il passare degli anni aumentano infatti le cose che non dovrebbero essere dimenticate. L'umanità non è geniale come può sembrare a prima vista e non abbiamo ancora imparato ad "imparare dalla storia". Dobbiamo infatti istituire il giorno della memoria dell' undici settembre, una tragedia che se vogliamo ha la "fortuna" di essere accaduta in un giorno ben preciso e non verrà facilemente dimenticata, ma non vogliamo parlare ad esempio del recente attentato all'aeroporto di Mosca? Meglio di no. Forse però anche solo uno di noi che riesca a non dimenticare farà la differenza.?&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1273601356733621126-7303506998716650384?l=margotsnannydiaries.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://margotsnannydiaries.blogspot.com/feeds/7303506998716650384/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://margotsnannydiaries.blogspot.com/2011/01/partendo-dalla-giornata-della-memoria.html#comment-form' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1273601356733621126/posts/default/7303506998716650384'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1273601356733621126/posts/default/7303506998716650384'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://margotsnannydiaries.blogspot.com/2011/01/partendo-dalla-giornata-della-memoria.html' title='Partendo dalla giornata della memoria'/><author><name>Margot</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00710675474803829685</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1273601356733621126.post-3123342445932065412</id><published>2011-01-26T01:42:00.004+01:00</published><updated>2011-01-26T02:43:54.370+01:00</updated><title type='text'>Forse ho un problema</title><content type='html'>Ok, sono a casa da un mese. Anzi da quasi un mese, così suona meglio. Quelli con i quali ho lavorato come servizio civile, a novembre mi hanno chiesto di rimanere un altro mese e io ho detto Ok, dai perchè no! Mi faccio un mese di lavoro part-time, guadagno qualche cosa, riordino le idee. So che se rimanessi a casa mi angoscerei troppo con tutta questa storia del Natale, e poi mia madre si approfitterebbe troppo di me, già devo fare l'insalata russa. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Bene, ora è un mese, quasi un mese che sono a casa e:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- i simpaticoni non mi hanno ancora pagato ma io non ho il coraggio di chiamarli perchè sono un po' paranoica riguardo al fatto che andando via mi sono dimenticata di cancellare la cronologia di skype e in chat ci sono conversazioni poco lusinghiere su alcune loro scelte di vita&lt;br /&gt;- non ho ancora riordinato bene le idee, a parte il &lt;a href="http://margotsnannydiaries.blogspot.com/2011/01/cosa-voglio-fare-da-grande.html"&gt;post precedente&lt;/a&gt;, dopo il quale non posso fare altro che pensare: I made my statement (e mò so cazzi mia)&lt;br /&gt;- faccio parte di un'isteria collettiva la cui età media è sui 16 anni, ho infatti sviluppato una torbida ossessione per un attore che nella vita reale ha 23 anni e passo le mie notti a guardare suoi video su youtube, alcuni video sono corti raccapriccianti girati in irlandese, ma pensate che questo mi fermi? No.&lt;br /&gt;- come logica conseguenza del punto precedente mi alzo tutti i giorni alle due del pomeriggio, quando ormai è tardi per fare qualsiasi cosa&lt;br /&gt;- come ulteriore logica conseguenza faccio solo un pasto al giorno e la merenda se proprio devo andare a prendere qualche bambino (sono quasi certa che questa mia ultima affermazione non renda una bella immagine di me come babysitter)&lt;br /&gt;- sembra che nella mia stanza sia scoppiata una bomba, l'altra notte rigirandomi nel letto ho fatto cadere per terra un po' di monete che non mi ricordavo più di avere appoggiato sul letto e stavo per morire di infarto, e credo che quando mi deciderò a mettere via qualche vestito, scoprirò nuove forme di vita che popolano il nostro emisfero da parecchie generazioni ma non avevano mai trovato il coraggio di uscire allo scoperto&lt;br /&gt;- sotto al mio letto c'è un cimitero di monetine, ciabatte perdute, fazzoletti di carta usati e altri oggetti non ben identificati che a pensarci bene forse sono le uova delle forme di vita di cui sopra&lt;br /&gt;- faccio la doccia alle tre del mattino&lt;br /&gt;- tra un video e l'altro leggo blog di gente che vive nel precariato, articoli sulla crisi economica e sulla disoccupazione, lo sapevate che l'identikit del disoccupato tipo sono io? (30 anni, laurea, buona conoscenza delle lingue straniere, ecc...)&lt;br /&gt;- come logica conseguenza del punto precedente (perchè è tutta una logica conseguenza) mi angoscio moltissimo &lt;br /&gt;- faccio sogni deliranti in cui vado in bicicletta sui muri e poi, chissà perchè? Cado di sotto&lt;br /&gt;e...potrei anche andare avanti ma non vorrei rovinarmi troppo la reputazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A quelli preoccupati da questo mio temporaneo stato di infermità mentale parlo di ozio creativo, effettivamente io non sono troppo preoccupata, e chi ha mai potuto permettersi di guardare video su youtube fino a notte fonda? Sto imparando una nuova lingua, miglioro il mio inglese, dimagrisco a vista d'occhio - Yes I'm living the dream. Una specie di seconda adolescenza.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1273601356733621126-3123342445932065412?l=margotsnannydiaries.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://margotsnannydiaries.blogspot.com/feeds/3123342445932065412/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://margotsnannydiaries.blogspot.com/2011/01/forse-ho-un-problema.html#comment-form' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1273601356733621126/posts/default/3123342445932065412'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1273601356733621126/posts/default/3123342445932065412'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://margotsnannydiaries.blogspot.com/2011/01/forse-ho-un-problema.html' title='Forse ho un problema'/><author><name>Margot</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00710675474803829685</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1273601356733621126.post-6515062263342756691</id><published>2011-01-21T16:04:00.010+01:00</published><updated>2011-01-23T15:45:44.050+01:00</updated><title type='text'>Cosa voglio fare da grande</title><content type='html'>E così Margot sta cercando lavoro. Fa tanto Norman Bates parlare di me in terza persona ma forse mi aiuta a non sentirmi completamente nella merda. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In questo periodo poi, ogni persona alla quale confesso di essere in cerca di un lavoro mi guarda con occhi compassionevoli e mi dice:&lt;br /&gt;"Ah è un brutto periodo questo, bruttissimo." e assume un'espressione seria, assertiva, da fine del mondo.&lt;br /&gt;L'altro giorno ero a casa di due bambini, e visto che uno ha 10 mesi e l'altro 5 anni, i genitori hanno pensato bene di affiancarmi alla nonna dei due, mentre loro andavano a fare shopping in una qualche località remota che non ho ben capito. &lt;br /&gt;Bene, alla fine del pomeriggio volevo suicidarmi. Ci ho messo un paio d'ore per riacquistare un briciolo di fiducia nell'umanità e in un eventualmente brillante futuro. La nonna ha minato per lungo tempo la mia autostima alle fondamenta, parlando dell'inutilità della mia laurea mentre faceva ippopotami di pongo per il nipote più grande.&lt;br /&gt;"Ha pensato di fare un corso di specializzazione? Bisogna guardare ai mestieri più richiesti dal mercato. Ad esempio, perchè non fa l'infermiera?"&lt;br /&gt;"Signora ma ci vuole la laurea anche per quello e poi sinceramente io non ho lo stomaco per fare l'infermiera..."&lt;br /&gt;"Ma allora provi con la ristorazione, potrebbe fare l'aiuto cuoco o, perchè no, la cuoca. Per quello non ci vuole stomaco, anzi..."&lt;br /&gt;"5 anni (vabbè lo ammetto, in realtà 6 anni) di università buttati nel cesso... Signora le dispiace se mi butto giù dalla sua finestra?"&lt;br /&gt;"Prego si accomodi."&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mai nessuno che ti incoraggi, ti metta una mano sulla spalla e dica qualche simpatica frase di circostanza tipo: "Eh si è un brutto periodo Margot, ma tieni duro, mi raccomando, tu sei giovane in fondo. Tutto passa, vedrai che questa crisi terminerà e poi le cose andranno per il meglio".&lt;br /&gt;Non si faceva così una volta? Non si parlava per frasi fatte e di circostanza con gli sconosciuti? Non esisteva una tacita legge per la quale non si poteva compatire il prossimo o parlare delle proprie disgrazie in pubblico?&lt;br /&gt;A quanto pare adesso si opta per una pessimistica sincerità, che personalmente mi butta un po' giù. Ho nostalgia dei bei vecchi tempi andati in cui incontrare i vicini per me era una festa: "Ma che bella bambina!" e magari ci scappava anche una caramella. Certo allora, modestamente, ero davvero una bella bambina e la mia conversazione per un adulto non era molto impegnativa, ma sembrava che tutti mi volessero bene, ed erano veramente bei tempi...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Adesso evito i vicini, i conoscenti e le amiche di mia madre come la peste, perchè il risultato di un'interazione con loro è sempre, invariabilmente questo:&lt;br /&gt;"Ciao Margot, come stai?"&lt;br /&gt;"Bene grazie" ormai non chiedo neanche "E lei come sta?" per evitare appigli alla conversazione, cerco solo di mimetizzarmi con l'ambiente circostante e lancio sguardi di fuoco attorno a me. Ma loro, imperterriti come carri armati:&lt;br /&gt;"Ma allora hai finito l'università?"&lt;br /&gt;"Si, come le ho già detto, l'ho finita due anni fa..."&lt;br /&gt;"Ah, ma sei ancora a casa con la mamma?"&lt;br /&gt;- Ma vaffanc***, brutta str****, la prossima volta che vedo il tuo cane gli lancio una polpetta avvelenata - "Si"&lt;br /&gt;"Ma il lavoro come va?"&lt;br /&gt;"Sto cercando..."&lt;br /&gt;"Ah, ma che studi hai fatto? COSA STAI CERCANDO?"&lt;br /&gt;Ecco la domanda con la D maiuscola, le tre parole che messe in rapida successione, una dopo l'altra sono capaci di provocare puro panico nella mia già debole mente. Inizio ad accampare scuse, sparo la prima cazzata che mi viene in mente e mi smaterializzo lasciando solo una nuvoletta di fumo bianco.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La vera risposta è che io non so cosa sto cercando, o meglio io saprei anche cosa sto cercando, ma mi vergogno ad ammetterlo in pubblico perchè mi sembra di esprimere un desiderio simile a quello di una bambina di 5 anni "Voglio fare la ballerina" o come quello della controparte maschile "Voglio fare l'astronauta".&lt;br /&gt;Io voglio scrivere, ecco la realtà. Al momento non mi importa molto di cosa, e non mi importa di scrivere un best seller. Io voglio scrivere perchè a me piacciono le parole. &lt;br /&gt;Ecco il desiderio inespresso. L'indesiderabile volontà repressa, sarebbe meglio dire. Ho passato i miei anni da studentessa spensierata prendendomi per il culo con la storia della donna in carriera, che fa una tonnellata di soldi, riscatta la propria familgia dalla semi povertà ed è ammirata da tutti.&lt;br /&gt;Ho perso tempo costruendomi addosso questa favola moderna, quando un qualsiasi osservatore esterno con un po' di buon senso avrebbe potuto accorgersi che il ruolo della protagonista non era ben costruito per la storia, e che quella ragazza avrebbe dovuto essere trasferita in un'altra dimensione a lei più congeniale, nessuno vuole dire meno faticosa.&lt;br /&gt;La questione qui è tutta nel permettersi di desiderare, bombardati come siamo da questa società iperperformante che non tollera le pause, esige efficienza a tutti i costi e relega tra gli sconfitti chi non riesce a fare valanghe di denaro con la propra attività. E allora tu ti immedesimi nel modello dominante, ti dimentichi di te stesso e cerchi di tirare un carretto che a ben vedere non è tuo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Qualche settimana fa guardavo "La storia infinita" in tv, dovete sapere che nonstante sia una ex bambina degli anni '80 non lo avevo mai visto tutto, perchè quando ero piccola avevo il coprifuoco tassativo alle 21, quindi conosco perfettamente l'inizio del film ma avevo un buco pazzesco sulla fine di questa storia, che poi chissà perchè era infinita. (Voglio qui sorvolare sul fatto che la rigidità di mia madre sugli orari per il riposo notturno mi rendeva una disadattata, perchè quando andavo a scuola il giorno dopo tutti parlavano dei programmi televisivi che io non avevo visto, ed ero dunque matematicamente tagliata fuori dalle conversazioni. Ma, ancora una volta, andiamo avanti.)&lt;br /&gt;Dopo un lungo peregrinare i nostri eroi, e noi con loro, veniamo a scoprire che Fantasia sta scomparendo inghiottita dal nulla perchè le persone hanno smesso di desiderare e la terra della fantasia non può esistere senza i sogni e le aspettative degli altri perchè, ma questa è un'ovvietà, altrimenti non avrebbe ragione di esistere. La situazione viene salvata in corner dal bambino umano che capisce l'andazzo e come prima cosa decide di farsi un giro sul drago volante, e di malmenare i ragazzini che lo rendevano vittima di bullismo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ora, a prescindere dal fatto che a me Falcor (il drago bianco e volante) è sempre sembrato un cane ipertrofico con le squame e che soffro di vertigini, per cui il volo a corpo libero non mi entisiasma molto, mi sono ritrovata a domandarmi quando è stata l'ultima volta in cui ho desiderato qualcosa senza filtri, calcoli o ripensamenti, proprio come quel bambino de "La storia infinita". Non posso dire di essere giunta ad una conclusione, e non so neanche se la genuinità di un desiderio possa realmente portare alla sua realizzazione, è vero però che cullarmi in una iperealtà che non mi appartiene per ora non mi ha portato a molto e che forse, e dico forse alla mia veneranda età è il caso di iniziare a fare sul serio con me stessa, che io lo voglia o meno da qualche parte troverò il coraggio di farlo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.youtube.com/watch?v=1bpZoOIFgHs"&gt;IL FINALE DE "LA STORIA INFINITA"&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A proposito del titolo del film, la storia è infinita perchè se le persone desiderano mettono quelli che verranno in futuro nella condizione di poter desiderare a loro volta, in un circolo senza soluzione di continuità.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1273601356733621126-6515062263342756691?l=margotsnannydiaries.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://margotsnannydiaries.blogspot.com/feeds/6515062263342756691/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://margotsnannydiaries.blogspot.com/2011/01/cosa-voglio-fare-da-grande.html#comment-form' title='5 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1273601356733621126/posts/default/6515062263342756691'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1273601356733621126/posts/default/6515062263342756691'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://margotsnannydiaries.blogspot.com/2011/01/cosa-voglio-fare-da-grande.html' title='Cosa voglio fare da grande'/><author><name>Margot</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00710675474803829685</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>5</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1273601356733621126.post-848265399394439500</id><published>2011-01-08T13:33:00.005+01:00</published><updated>2011-01-08T17:54:59.738+01:00</updated><title type='text'>Soddisfazioni</title><content type='html'>B. è il mio bambino storico, lo tengo da quando aveva 4 anni e adesso ne ha 10. Si può dire che siamo cresciuti insieme lui ed io, e devo dire che stiamo bene. Certo, ognuno ha i suoi problemi, ma riusciamo a dimenticarli. Siamo in sintonia, io sono solo un po' più lungimirante, e ci mancherebbe anche aggiungerei. Siamo come il Professor Layton e il suo fido apprendista Luke, solo che io non indosso la tuba, mi limito a guidare come una pazza per portarlo a basket e non fare tardi, in modo che l'allenatore non rompa troppo i cabasisi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'ultimo giorno prima delle vacanze di Natale, tornando a casa dopo l'allenamento, B. ha mangiato una Camilla sul sedile posteriore della mia macchina. Una delle merendine più sbriciolose del mondo, con l'aggravante di essere rimasta due settimane a navigare nello zainetto del basket ed essersi quindi ridotta ad una polpetta tenuta insieme solo dalla confezione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dovete sapere che 3 anni orsono, quando la macchina era nuova (usata, si intende, ma nuova per noi) avevo stabilito il divieto  tassativo di mangiare per ogni bambino che dovevo scarrozzare, stavamo piuttosto ore e ore davanti alla gelateria per aspettare che finissero il loro cono gelato, arrivavamo in ritardo a basket, ma non si poteva assolutamente mangiare in macchina. Pena, l'ira funesta di Margot, e vi assicuro che posso essere minacciosa. Se mentre guidavo sentivo anche solo un rumore rassomigliante a quello di una carta di merendina in fase di apertura, lanciavo sguardi di fuoco e avvertenze sibilanti al mio coinquilino del posto dietro e stroncavo sul nascere ogni accesso di fame. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dopo qualche anno però la mia cura nel tenere la macchina è decisamente diminuita, ora non so più neanche io cosa ci sia dentro quell'auto, ho paura che se dovessi rivenderla farei la fortuna del compratore con tutte le monetine incastrate sotto il sedile che non ho voglia di recuperare, ho ben tre ombrelli di scorta che aumentano considerevolmente nei giorni di pioggia perchè continuo a portarne in macchina, dimenticando poi di usarli nelle situazioni di emergenza, e devo dire che anche io facendo colazione in macchina la mattina ho contribuito al lerciume che tento di arginare ma che regna ormai sovrano. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Certo il fatto che i bambini mangino mentre li porto a basket non aiuta, ma cosa volete che vi dica, escono alle 16,30 da scuola e l'allenamento inizia alle 16,45, e quando possono nutrirsi povere creature? Quindi incoraggiata da questo ovvio ostacolo logistico e dal fatto che in fondo loro stanno crescendo e in alcuni casi dimostrano di avere una qualche forma di raziocinio, ho deciso di abolire il divieto di cui sopra, e vada per l'anarchia alimentare. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E se non fosse stato per quella dannata Camilla non sarei certo qui a raccontarvelo. Quando in quel lontano giorno di dicembre dell'anno passato sono scesa dalla macchina il danno era ormai fatto. Briciole arancioni dappertutto. Sui sedili, tra le pieghe dei sedili, per terra, sulle casse della radio, persino sulla chiusura della cintura di sicurezza! &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Rilevando l'entità del lavoro che avrebbe dovuto fare l'impresa di pulizie da ingaggiare per rimediare alla situazione, stavo per scatenare l'ira funesta e ripristinare il divieto assoluto di non mangiare in macchina. Poi ho visto B. con le orecchie basse, un po' mortificato anche perchè nel marasma generale aveva perso il tappo della bottiglietta di acqua di design che sua madre gli aveva affidato, e lui sa perfettamente che la mia macchina non restituisce nulla, se non mesi dopo e nei momenti meno opportuni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Avendo capito che si sentiva già abbastanza in colpa da solo, sono riuscita a respirare e contare un po' prima di aprire bocca, e ho poi suggerito nel modo più gentile possibile di mangiare le merendine sbriciolose fuori dalla macchina in futuro. Lui ha risposto con un cenno affermativo e la nostra giornata è continuata senza altri imprevisti fino all'arrivo della madre.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A quel punto mi hanno consegnato il regalo di Natale, ci siamo baciati, abbracciati, salutati e augurati tutto ciò che in queste circostanze bisogna augurare. Io, ben sapendo di mentire, ho promesso di aprire il mio pacchettino solo a Natale. Appena arrivata in macchina ho ovviamente stracciato la carta natalizia con Babbo Natale e nell'atmosfera da forno del Mulino Bianco che nel frattempo, con l'aiuto del riscaldamento si era creata, ho intascato il regalo e letto il bigliettino che così recitava:&lt;br /&gt;"Tanti auguri alla più brava baby-sitter del mondo. Con tanto affetto B. e Mamma di B." &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Queste si che sono soddisfazioni, anche se in macchina si è sentito odore di carota e mandorla per quasi due settimane, e l'altro giorno mentre usavo uno degli ombrelli di scorta mi è caduta una briciola in testa. Piccola bastarda sfuggita all'aspiratutto.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1273601356733621126-848265399394439500?l=margotsnannydiaries.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://margotsnannydiaries.blogspot.com/feeds/848265399394439500/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://margotsnannydiaries.blogspot.com/2011/01/soddisfazioni.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1273601356733621126/posts/default/848265399394439500'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1273601356733621126/posts/default/848265399394439500'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://margotsnannydiaries.blogspot.com/2011/01/soddisfazioni.html' title='Soddisfazioni'/><author><name>Margot</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00710675474803829685</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1273601356733621126.post-7502002491114419585</id><published>2010-12-29T13:00:00.005+01:00</published><updated>2010-12-30T18:23:15.205+01:00</updated><title type='text'>La classifica</title><content type='html'>Questo è un post un po' controverso, forse non dovrei scriverlo in questo periodo di feste natalizie quando in teoria dovremmo essere tutti più buoni, ma il 27 dicembre mentre pranzavo per l'ennesima volta con tutta la sacra famiglia riunita, ho ricevuto una telefonata che mi ha fatto cambiare idea ed è finita subito al primo posto della classifica che ora mi accingo a illustrare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Di seguito la top ten delle richieste più assurde e meno rispettose che genitori di ogni genere mi hanno rivolto in quasi dieci anni di onorata carriera. La maqggioranza dei misfatti che elencherò è stata perpetrata da mamme, la categoria di genitori con la quale ho ovviamente più a che fare, ma anche i papà, come vedrete in alcuni casi, non si sono tirati indietro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E' doveroso precisare che queste mamme e questi papà rappresentano casi isolati che con il tempo ho imparato a riconoscere ed evitare accuratamente. Questo post infatti non vuole rappresentare una critica alle mamme in generale, anche perchè mi è capitato di incontrare mamme dalle quali avrei voluto farmi adottare, mamme che poi sono diventate mie amiche, mamme che ho stimato e stimo tutt'ora, mamme che mi divertivano raccontando succosi pettegolezzi, mamme ancora che anche se mi tenevano a distanza per motivi di natura caratteriale hanno sempre rispettato il mio lavoro e il ruolo più o meno importante che ricoprivo nella vita di loro figlio. In casi meno fortunati però la superficialità e l'egoismo hanno avuto la meglio e quindi, ecco la TOP TEN delle richieste più assurde e meno rispettose che genitori di ogni genere mi hanno rivolto in quasi dieci anni di onorata carriera (mi sento un po' come David Letterman in questo momento, no, non perchè vado a letto con la stagista, anche perchè in questo caso specifico dovrei andare a letto con me stessa, ma andiamo avanti): &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Number 10: Avevo da poco iniziato a lavorare, otto ore al giorno come voi tutti, cinque giorni a settimana. Vedevo il sabato come un miraggio, dormire fino alle 10...&lt;br /&gt;"Ciao Margot, vieni a dare ripetizioni a mia figlia tutti i sabato mattina alle 8?"&lt;br /&gt;"Eh ma veramente io lavoro, sai il sabato vorrei dormire, non possiamo fare alle 10?"&lt;br /&gt;"Eh no, il sabato mattina alle 10 andiamo a fare la spesa."&lt;br /&gt;"..."&lt;br /&gt;"Allora vieni alle 8?"&lt;br /&gt;"..."&lt;br /&gt;Alla fine ho accettato, ma ho resistito solo un mese.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Number 9: Avevo 23 anni:&lt;br /&gt;"Margot ma tu oltre a curare il mio bambino di un anno che ha appena iniziato a camminare e tocca tutto dappertutto e cade in continuazione (mi raccomando che non si faccia male sennò ti denuncio) per 6 € all'ora, fai anche le pulizie?"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Number 8: "Ciao Margot mi chiamo Xy, ho un bimbo di due anni e avrei bisogno per qualche pomeriggio durante la settimana, io lavoro freelance, quindi non ho impegni quotidiani predefiniti."&lt;br /&gt;"Ah va bene, anche io sto lavorando qua e là in questo periodo. Ho appena finito l'università, quindi sto cercando lavoro e bla, bla, bla, possiamo tranquillamente metterci d'accordo..."&lt;br /&gt;"Perfetto! Ma tu parli inglese?"&lt;br /&gt;"S-si..." rispondo titubante, senza capire dove questa donna voglia arrivare...&lt;br /&gt;"Allora parlerai in inglese con il bambino. Sai, noi vogliamo che cresca bilingue."&lt;br /&gt;"Yes baby, the cat is on the roof and it burns, let's get away from here!"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Number 7: "Ah Margot! Ma allora sei laureata in lingue?!"&lt;br /&gt;"Si"&lt;br /&gt;"Hai studiato inglese?"&lt;br /&gt;"Si"&lt;br /&gt;"Ah ma allora puoi dare ripetizioni di inglese a mio figlio di 6 anni che ha appena imparato a leggere e scrivere ma io sto già pensando al suo master post-laurea ad Oxford?"&lt;br /&gt;"Certo, per le ripetizioni prendo 25 € all'ora." &lt;br /&gt;"Ah, beh, allora ci penso. 25 € sono un po' troppi" disse la donna che possiede una Birkin di Hermès - "Ma veramente sei laureata?"&lt;br /&gt;Non la sento per un paio di settimane, poi richiama e con nonchalance fa finta di niente, poi torna all'attacco, ma io come un toro riaffermo la tariffa di 25 € all'ora. Lei si offende, stizzita saluta e riattacca. Non l'ho più sentita.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Number 6: E' venerdi pomeriggio, la mamma di turno ha detto che è veramente disperata, non sa dove mettere il bambino e lei deve assolutamente andare a lavorare nel pomeriggio, ha una riunione, una call conference, deve inviare 214 mail e la sua presenza è indispensabile in ufficio.&lt;br /&gt;Tu devi andare a parlare con il professore per la tesi, studiare per l'ultimo esame e riordinare casa perchè nel weekend arriva tua sorella con le bambine, e tua madre, anche lei occupatissima, non ha tempo. &lt;br /&gt;Ma tu davanti alla disperazione della madre del bambino non hai cuore di dire no e pensi anche che qualche soldo in più non fa mai male, e quindi dici si, ce la farò!&lt;br /&gt;E allora tu arrivi a casa del bambino trafelata, sudata perchè fuori ci sono trenta gradi e trovi in cucina il bambino, la nonna, la zia e gli anziani vicini di casa che bevono allegramente il caffè e te lo offrono pure! Rimangono tutto il pomeriggio e tu non puoi fare a meno di bestemmiare tra te e te. E che cazzo ci sto a fare qui con tutta 'sta gente, ma vaffanculo! con tutta la roba che avevo da fare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Number 5: "Ciao Margot, come stai? E Tua mamma?" iniziano tutte cosi le mamme, cercano di addolcire la pillola, ma io sono troppo sgamata ormai e fiuto la fregatura anche per telefono.&lt;br /&gt;"Tutto bene grazie. E le bambine?" controbatto io perchè in fondo sono sempre educata&lt;br /&gt;"Ma si tutto bene anche noi.... Senti" - rabbrividisco, sento l'imminente arrivo della bomba - "volevo chiederti, ci sei questo sabato sera?"&lt;br /&gt;"Si, non ho ancora preso impegni, a che ora?" mi sento sollevata ma non ancora del tutto fuori pericolo, e infatti:&lt;br /&gt;"Alle 20, no perchè sai, in realtà ti chiamavo per chiederti se ci sei tutti i sabato sera. Sai, mio marito ed io abbiamo deciso di iniziare ad uscire un pò, sai anche noi abbiamo bisogno dei nostri spazi."&lt;br /&gt;"Tesoro ti hanno sbagliato il dosaggio degli psicofarmaci? Pensaci bene e poi mi richiami, ok?"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Number 4: "Ciao Margot, come stai?"&lt;br /&gt;"Bene grazie, e tu?"&lt;br /&gt;"Insomma, sono sempre trafelata perchè sai il mio bambino numero 1 e bla, bla, bla, e la mia bambina numero 2 e bla, bla, bla."&lt;br /&gt;"No davvero? Ah si? Poverina..." rispondo io cercando di fermare il fiume di parole di questa donna, perchè io non solo devo prendere l'autobus per andare in università, ma sento che dietro l'angolo mi aspetta una qualche tipo di fregatura, che infatti non tarda ad arrivare:&lt;br /&gt;"Ma adesso che ti vedo qui Margot, mi è venuta un'idea!"&lt;br /&gt;"Aiuto"&lt;br /&gt;"Tu saresti disponibile per portare a scuola il mio bambino numero 1 tutte le mattine? Cosi io avrei tempo per gestire con calma la mia bambina numero 2. Ovviamente ti pagherei il disturbo...quando prendi all'ora?"&lt;br /&gt;(Il mio omino del cervello ed io abbiamo avuto una breve consultazione: "Alzarsi tutte le mattine alle 7,30 per portare il bambino a scuola alle 8,30, affrontare il freddo invernale, il caldo estivo, le urla, i capricci, la mamma sclerata per 6 € al giorno?")&lt;br /&gt;"No guarda, io non ci sono, spesso ho lezione alle 8,30 in università, non potrei garantire continuità, lo dico per te sai, forse è meglio se chiedi a qualcun'altro. Ora scappo chè perdo l'autobus. Ciao."&lt;br /&gt;"La gente è pazza" penso mentre corro per non arrivare tardi...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Number 3: E' ora di pranzo, tu sei a casa di un bambino la cui madre tornerà ad un orario imprecisato che si colloca in una ancor meno individuabile metà pomeriggio (3, 4, 5?)&lt;br /&gt;Sei sveglia dalle 7, hai passato la mattinata a giocare con il suddetto bambino che per la cronaca non è in grado di giocare da solo. Hai una fame pazzesca, apri il frigorifero e cosa trovi? Una porzione baby di zuppa biologica, una bistecchina probabilmente anch'essa biologica da preparare per il pargolo. &lt;br /&gt;Per il resto il frigorifero è vuoto, un'appendice del mare del Nord durante uno degli inverni più freddi e lunghi. Ora capisci perchè non ti ha dato un orario preciso, andrà a fare la spesa dopo il lavoro! Si ma tu cosa mangi?!?!?!!?!?!?&lt;br /&gt;Rimani a guardare il bambino che mangia, con lo sguardo di una bambina africana denutrita.&lt;br /&gt;Sei costretta a buttare gli avanzi della bistecchina pasticciata dal bambino e infine ti butti sui biscotti dietetici per la colazione, unico altro alimento trovato in dispensa insieme al miele di acacia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Number 2: Mi contatta un papà che evidentemente, dopo otto mesi di serate passate ad accudire con la moglie la loro figlioletta, sente la necessità di folleggiare un po'. Un cinema, una pizza, una passeggiata mano nella mano, rinfrescare un po' il rapporto con la consorte. Io sono lo strumento giusto, la persona che renderà tutto questo realtà, lui però è un uomo di affari, e scambiandomi probabilmente per un venditore ambulante di braccialetti della fortuna, decide di contrattare:&lt;br /&gt;"Prendi 6 € all'ora? No dai, facciamo cosi, ti do 25 € per 5 ore."&lt;br /&gt;"No veramente fanno 30 € per 5 ore"&lt;br /&gt;"Ma lo sai che ci sono persone nel vicinato che prendono meno di te?"&lt;br /&gt;"Bene, si rivolga a loro! Arrivederci!"&lt;br /&gt;La cosa sconvolgente in tutto ciò è che ora l'uomo in questione gira in Mercedes. Evidentemente dovremmo tutti imparare qualcosa da lui...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;And the number 1 is: 27 dicembre, ora di pranzo, squilla il telefono:&lt;br /&gt;"Ciao Margot, come stai? Ti disturbo?"&lt;br /&gt;"Ah ciao, no, non mi disturbi affatto, dimmi."&lt;br /&gt;"No sai ti chiamavo, non per noi, ma per dei nostri amici" - perchè loro si vergognavano? - "sarebbe per una bimba di otto anni..."&lt;br /&gt;"Ho capito, e quando hanno bisogno?" ho risposto pensando che uno o due pomeriggi di lavoro tra il 27 e il 31 sarebbero una ghiotta occasione di guadagno e di fuga dalla sacra famiglia riunita.&lt;br /&gt;"Ehm...il 31 sera e...l'1 e il 2 pomeriggio..." dalla sua voce si capisce che si sente in colpa anche solo a chiederlo. &lt;br /&gt;Ah ah ah - rideva il mio omino del cervello - questa è pazza!!!&lt;br /&gt;"Ok ci sono. 1000 € per i tre giorni, questo è il mio IBAN ITxxxxxxxxxxxxx"&lt;br /&gt;No scherzavo, ho detto di no, mi sono inventata tre giorni al lago dalla mia amica C., anche se in realtà non ho ancora un cacchio da fare per il 31 sera, sono sicura di poter trovare qualcosa da fare di più divertente di tenere una povera bimba abbandonata dai suoi genitori nella notte di Capodanno.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1273601356733621126-7502002491114419585?l=margotsnannydiaries.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://margotsnannydiaries.blogspot.com/feeds/7502002491114419585/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://margotsnannydiaries.blogspot.com/2010/12/la-classifica.html#comment-form' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1273601356733621126/posts/default/7502002491114419585'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1273601356733621126/posts/default/7502002491114419585'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://margotsnannydiaries.blogspot.com/2010/12/la-classifica.html' title='La classifica'/><author><name>Margot</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00710675474803829685</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1273601356733621126.post-5420424894482582679</id><published>2010-12-17T18:57:00.002+01:00</published><updated>2010-12-17T19:00:39.289+01:00</updated><title type='text'>Quello che non avrei mai voluto vivere....</title><content type='html'>L'inferno esiste, io l'ho visto. E' la festa di Natale del basket.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'unica consolazione è che per la legge dello yin e dello yang a questo punto dovrebbe esistere anche il paradiso.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1273601356733621126-5420424894482582679?l=margotsnannydiaries.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://margotsnannydiaries.blogspot.com/feeds/5420424894482582679/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://margotsnannydiaries.blogspot.com/2010/12/quello-che-non-avrei-mai-voluto-vivere.html#comment-form' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1273601356733621126/posts/default/5420424894482582679'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1273601356733621126/posts/default/5420424894482582679'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://margotsnannydiaries.blogspot.com/2010/12/quello-che-non-avrei-mai-voluto-vivere.html' title='Quello che non avrei mai voluto vivere....'/><author><name>Margot</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00710675474803829685</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1273601356733621126.post-3436146943158076782</id><published>2010-12-14T14:25:00.004+01:00</published><updated>2010-12-15T16:08:10.964+01:00</updated><title type='text'>Il deodorante</title><content type='html'>Chissà perchè la defecazione, così scientificamente detta, è un argomento tabù. Non che io vada in giro a vantarmi delle mie produzioni o che lo ritenga invece un irrinunciabile argomento di conversazione, ma ho sempre pensato che fosse una cosa naturale, e se qualcuno mi narra di eventuali problemi di coliche mattutine sull'autobus che lo porta a lavoro non irrompo in risatine isteriche cercando nel frattempo improbabili sinonimi per descrivere l'atto, ascolto invece in religioso silenzio il dramma umano della persona che ho di fronte.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per le mamme ad esempio la cacca è un continuo motivo di ansia, potrebbero parlarne per ore. La mamma di B. mi ha telefonato ogni pomeriggio fino al compimento del settimo anno di età del bambino per chiedermi se l'avesse fatta o meno, e in caso affermativo se essa fosse bella o brutta.&lt;br /&gt;Del resto anche le modelle, quelle creature apparentemente inumane, fanno la cacca. Anzi probabilmente loro anche più di noi per mantenere la pancia piatta (sto parlando di quelle che non hanno disturbi alimentari ovviamente). Anche la Regina Elisabetta, Barack Obama, sua moglie Michelle, e il loro cane fanno la cacca. Insomma tutti facciamo la cacca! Ma allora che problema c'è?, parliamone...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dopo questa breve, ma ritengo esauriente, introduzione, posso finalmente narrarvi l'avvenimento che ha illuminato la mia giornata, la scoperta grazie alla quale ora il mondo mi sembra un posto migliore.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tutti fanno la cacca in ufficio. Pensavo di essere l'unica bieca persona che priva di remore nei confrontii della tematica ritenesse che quando scappa, scappa, e pazienza se non posso usufruire del mio bagno, della mia carta igienica a fiori e della mia settimana enigmistica. Ma procediamo con ordine.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lunedì mattina ero alla mia scrivania, stavo scrivendo al computer ed ero immersa nella rendicontazione di un progetto europeo la cui relazione devo consegnare alla mia capa per la fine della settimana. Visto che lei il venerdì precedente mi aveva fatto pesantemente girare le balle con una dimostrazione di forza del tutto fuori luogo, avevo deciso che, al di là di un formale saluto non l'avrei più degnata della mia considerazione, ben sapendo che questo mio atteggiamento la mette di cattivo umore per il resto della giornata.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A turbare la guerra fredda, è arrivata però la testa della receptionist, che ha fatto improvvisamente capolino dallo stipite della porta del nostro ufficio dicendo con voce stizzita:&lt;br /&gt;"Ragazze per favore quando andate in bagno non usate più il deodorante, mi da il voltastomaco" &lt;br /&gt;A parte la velata considerazione che ha di noi come le cagone dell'ufficio, mai richiesta fu espressa nel momento meno appropriato. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ora, la quesione del deodorante del bagno è annosa per il nostro ufficio. Da quando ci siamo trasferiti, il bagno nuovo non soddisfa le esigenze dei nostri intestini, ha infatti una piccola, misera, finestra che non permette di areare adeguatamente la stanza e la mia capa, forse convinta anche lei di essere l'unica persona a fare la cacca in ufficio, ha espresso il desiderio di poter usufruire di un deodorante per ambienti. Il successivo problema però è stato rappresentato dal fatto che ora la postazione della receptionist è molto vicina ai bagni e lei afferma, fomentata dalla lettura di una qualche rivista salutista, che le inalazioni di queste sostanze siano nocive per la salute e che inoltre il profumo le dia appunto il voltastomaco. &lt;br /&gt;E' da giugno che si discute di questo benedetto deodorante. La receptionist lo fa sparire, la mia capa lo scova e lo rimette in posizione oppure passa alle maniere pesanti e ne compra un altro all'Esselunga.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lunedì mattina la tensione covata in mesi e mesi di rancori sotterranei è sfociata con potenza inaudita. All'affermazione della receptionist, la mia capa non se lo è fatto ripetere due volte e ha risposto alla provocazione. Il risultato di tutto ciò sono state due voci stridule che usavano tutta la loro potenza per cercare di sovrastarsi a vicenda:&lt;br /&gt;"Io non voglio entrare in bagno con la puzza di merda!"&lt;br /&gt;"Va bene allora buttalo nel cesso il deodorante!"&lt;br /&gt;"Ma non mi rompere i c." diceva una...&lt;br /&gt;...e l'altra:&lt;br /&gt;"Cosa credi che a me piaccia la puzza di merda?!"&lt;br /&gt;"Sei sempre maleducata, io ti ho chiesto perfavore di non usare il deodorante perchè mi da il voltastomaco!"&lt;br /&gt;"Io ti rompo i c. se mi viene da vomitare!"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Insomma un fuoco di artiglieria pesante che mi sembrava di essere in trincea e per un attimo ho desiderato di indossare un elmetto.&lt;br /&gt;Poi gli animi si sono calmati, la receptionist è tornata alla sua postazione davanti ai bagni e la mia capa, grazie al cielo, è uscita per una riunione fuori sede.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nella quiete ritrovata dell'ufficio, ognuno è tornato alla propria occupazione, fino a quando la segretaria del direttore generale è entrata nel nostro ufficio e con aria da cospiratrice mi ha detto:&lt;br /&gt;"Te la sei vista brutta, eh Margot!"&lt;br /&gt;"Eh si, ormai è diventata una questione di principio, non se ne esce più..."&lt;br /&gt;"Ma tu lo usi il deodorante?" - e dalle sue parole sembrava ancora una volta che la mia capa ed io fossimo le due cagone dell'ufficio&lt;br /&gt;"Ma veramente non più da quando la receptionist si è lamentata, sai non volevo creare problemi..."&lt;br /&gt;"No perchè sai, vabbè, anche io ogni tanto lo uso, ma poco, giusto PSS..." - mimando il gesto con un ipotetico deodorante in mano - "...quando faccio la cacca."&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E allora in quel momento mi si è aperto un mondo nuovo. Ho capito che siamo, anzi sono alla frutta e che le vacanze di Natale non arriverarnno mai troppo presto, ma soprattutto ho realizzato di non essere sola. Il mondo delle coliche renali mattutine è vasto. Tutti fanno la cacca in ufficio.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1273601356733621126-3436146943158076782?l=margotsnannydiaries.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://margotsnannydiaries.blogspot.com/feeds/3436146943158076782/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://margotsnannydiaries.blogspot.com/2010/12/il-deodorante.html#comment-form' title='5 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1273601356733621126/posts/default/3436146943158076782'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1273601356733621126/posts/default/3436146943158076782'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://margotsnannydiaries.blogspot.com/2010/12/il-deodorante.html' title='Il deodorante'/><author><name>Margot</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00710675474803829685</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>5</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1273601356733621126.post-5681331635188627873</id><published>2010-12-01T20:58:00.002+01:00</published><updated>2010-12-01T21:27:24.923+01:00</updated><title type='text'>Annullamento del pensiero razionale</title><content type='html'>Ormai sono rimasta la sola spettatrice attiva dell'ora di basket. Le uniche due mamme che rimangono in palestra parlano animatamente al cellulare o si fanno i fatti loro al punto che quasi si mimetizzano con le pareti, e inizio a pensare che non sia una casualità. Le altre genitrici hanno capito che stare a guardare i loro eredi far rimbalzare una palla non è poi un'attrattiva (badate bene, sto parlando di quelli di 10 anni) e quindi li ejectano dalla macchina davanti al centro sportivo, si danno alla macchia e vengono a riprenderseli un'ora dopo. Quindi a me, a parte l'allenatore e i bambini, che in fondo giocano solo a basket, non rimane molta fauna da osservare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quindi ho deciso di emulare le mamme che si confondono con le pareti della palestra e usare questa tecnica: la tecnica segreta della scuola di Okuto dell'annullamento del pensiero razionale. E' una tecnica molto conosciuta tra le babysitter più giovani, ma deve essere usata solo nei casi di vera emergenza, richiede un livello di concentrazione molto elevato e comporta il forte rischio di non poter più tornare indietro...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Concentrandosi profondamente, è infatti possibile entrare in uno stato di trance nel quale la mente smette di percepire il mondo circostante a favore di immagini dionisiache che cambiano a seconda della natura della persona che attua la tecnica.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mentre fisicamente sarò lì seduta su quella seggiola di plastica verde, la mia mente vagherà, e vagherà e vagherà...sorvolerò campi di grano nella brezza mattutina di maggio, gusterò cocktail analcolici sulla spiaggia di un resort a cinque stelle di una qualsiasi isola tropicale...e andrò anche indietro nel tempo!...sarò una mosca nelle stanze in cui ha avuto luogo il congresso di Vienna, parlerò con Dostoevskij, scoprirò come è andata realmente la crisi dei missili cubani del '62, chissà, magari vedrò o scoprirò cosa voglio fare da grande!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Certo un attento osservatore potrebbe notare i miei occhi vitrei e assenti, ma tanto non c'è nessuno e poi a me chi mi caga? Inoltre l'allenamento prolungato permette di acquisire una tale padronanza della tecnica che mette la babysitter nella condizione di entrare/uscire dallo stato di trance in un batter d'occhi. Considerando due o più ore di lezione a settimana, intorno al mese di marzo potrei dunque essere in grado di attivarmi solo durante la pausa per bere, giusto per sorridere al mio bambino del momento e dargli l'impressione della mia illusorea presenza, per ritornare subito dopo alla realtà virtuale della mia mente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma a chi voglio darla a bere, vi confesso che non esiste nessuna tecnica segreta, in realtà mi rompo così tanto che il mio corpo sta sviluppando una strana forma di resistenza, mi crescono le cosiddette solo perchè alla fine possano sfracellarsi al suolo, a volte sono così annoiata che mi metto a contare i capelli dei bambini, e mentre saltellano qua e là, vi assicuro che non è facile.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non riesco a leggere perchè c'è troppa confusione e se porto l'mp3 non posso resistere e devo ballare sul posto o cantare (ragione per la quale non posso usarlo neanche sui mezzi pubblici). Insomma una tragedia. Vera.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1273601356733621126-5681331635188627873?l=margotsnannydiaries.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://margotsnannydiaries.blogspot.com/feeds/5681331635188627873/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://margotsnannydiaries.blogspot.com/2010/12/annullamento-del-pensiero-razionale.html#comment-form' title='6 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1273601356733621126/posts/default/5681331635188627873'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1273601356733621126/posts/default/5681331635188627873'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://margotsnannydiaries.blogspot.com/2010/12/annullamento-del-pensiero-razionale.html' title='Annullamento del pensiero razionale'/><author><name>Margot</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00710675474803829685</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>6</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1273601356733621126.post-7582294681191438053</id><published>2010-11-20T12:47:00.002+01:00</published><updated>2010-11-20T12:55:12.668+01:00</updated><title type='text'>La merenda dei campioni</title><content type='html'>Giovedì sera, interno di un appartamento. Frenetici preparativi di due bambini per andare allo stadio con uno spazientito nonno che è sotto in macchina ad aspettare già da dieci minuti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mentre cerco di convincere il più piccolo - 7 anni - che non è il caso di andare in pantaloncini e maglietta, che dopotutto, anche se è la divisa della tua squadra preferita, è pur sempre novembre e fuori fa freddo, cerco di capire a che punto è il più grande - 10 anni - e grido:&lt;br /&gt;"G. sei pronto?"&lt;br /&gt;"Si" risponde lui&lt;br /&gt;"Ma dove sei? Cosa stai facendo?" domando io&lt;br /&gt;"Sono in cucina. Sto sbucciando un salame"&lt;br /&gt;"..."&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lascio il più piccolo a disperarsi da solo per un momento e vado in cucina. Ed eccolo lì, il più grande, vestito di tutto punto che con precisione chirurgica sbuccia un salamino senza glutine.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1273601356733621126-7582294681191438053?l=margotsnannydiaries.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://margotsnannydiaries.blogspot.com/feeds/7582294681191438053/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://margotsnannydiaries.blogspot.com/2010/11/la-merenda-dei-campioni.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1273601356733621126/posts/default/7582294681191438053'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1273601356733621126/posts/default/7582294681191438053'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://margotsnannydiaries.blogspot.com/2010/11/la-merenda-dei-campioni.html' title='La merenda dei campioni'/><author><name>Margot</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00710675474803829685</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1273601356733621126.post-6876064800360006491</id><published>2010-11-20T12:23:00.002+01:00</published><updated>2010-11-20T12:45:02.237+01:00</updated><title type='text'>Un'anacronistica vecchietta</title><content type='html'>Dopo aver portato M. a casa sua, sabato sera ho fatto la babysitter. Sono andata da una giovane coppia che ha due bambini simpatici e vive qui nei dintorni in una casa molto carina che ha l'unico difetto di essere sperduta tra i campi. Ma non ho dubbi, la speculazione edilizia arriverà anche lì.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ad ogni modo, mentre stavo preparando la cena, inaspettatamente è suonato il telefono:&lt;br /&gt;"Pronto"&lt;br /&gt;All'altro capo della cornetta una titubante voce femminile mi ha risposto chiamandomi con il nome della mamma dei bambini (e mi è andata bene perchè solitamente mi scambiano per il bambino piccolo)&lt;br /&gt;"Buonasera sono la babysitter" ho prontamente risposto io per non incorrere in equivoci&lt;br /&gt;"Ah! I signori sono usciti?"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I signori?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Un attimo che chiedo alla governante" mi sarebbe piaciuto risponderle,&lt;br /&gt;oppure&lt;br /&gt;"Vedo dalla finestra un servo della gleba. Mi fa cenno che la carrozza dei signori è pocanzi passata in strada diretta in città"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma come al solito mi sono trattenuta e ho risposto:&lt;br /&gt;"Si, i signori sono usciti, le passo la bambina più grande. Buonasera"&lt;br /&gt;Dalle due parole - "Ciao nonna" - pronunciate dalla bambina, ho capito chi era. Con mia immensa soddisfazione in quel momento su italia 1 c'era "Barbie e la magia della moda" e la signora è stata graziosamente snobbata dalla signorina, sua erede.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1273601356733621126-6876064800360006491?l=margotsnannydiaries.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://margotsnannydiaries.blogspot.com/feeds/6876064800360006491/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://margotsnannydiaries.blogspot.com/2010/11/unanacronistica-vecchietta.html#comment-form' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1273601356733621126/posts/default/6876064800360006491'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1273601356733621126/posts/default/6876064800360006491'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://margotsnannydiaries.blogspot.com/2010/11/unanacronistica-vecchietta.html' title='Un&apos;anacronistica vecchietta'/><author><name>Margot</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00710675474803829685</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1273601356733621126.post-3735854984162824309</id><published>2010-11-20T12:06:00.002+01:00</published><updated>2010-11-20T12:20:22.541+01:00</updated><title type='text'>Una nuova amica</title><content type='html'>E fu così che misero una placca alla tibia di M., poco sopra la caviglia. Un pezzo di lego che serviva a tenere insieme l'osso rotto. Frattura scomposta dissero i medici, tre mesi di recupero. Amen.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per tre giorni e tre notti M. ebbe la febbre, per tre giorni e tre notti Margot pensò che finalmente se lo sarebbe levato dai piedi per cause naturali, ma in realtà la febbre era la risposta del suo organismo all'ingresso di un corpo estraneo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I soldati della resistenza del sistema immunitario di M. combatterono la loro battaglia:&lt;br /&gt;"Ehi ragazzi, c'è un intruso qui! Attacchiamolo!"&lt;br /&gt;"Oh no! Si vuole impossessare di quell'osso!"&lt;br /&gt;E bombardavano e sparavano con il raggio laser delle loro navicelle, e il risultato di tutto questo movimento fu l'innalzamento della temperatura.&lt;br /&gt;Ma il terzo giorno i soldati si arresero:&lt;br /&gt;"Ragazzi è inattaccabile, dobbiamo arrenderci..."&lt;br /&gt;M. non ebbe più la febbre e sabato scorso tornò a casa ad ammorbare i parenti e non più gli infermieri.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Una delegazione diplomatica sta contrattando i termini di locazione della tibia di M., e quando tra 12-18 mesi la placca dovrà andarsene, il sistema immunitario farà una colletta con gli altri organi e durante la festa di addio le regaleranno un ipod shuffle.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1273601356733621126-3735854984162824309?l=margotsnannydiaries.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://margotsnannydiaries.blogspot.com/feeds/3735854984162824309/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://margotsnannydiaries.blogspot.com/2010/11/una-nuova-amica.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1273601356733621126/posts/default/3735854984162824309'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1273601356733621126/posts/default/3735854984162824309'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://margotsnannydiaries.blogspot.com/2010/11/una-nuova-amica.html' title='Una nuova amica'/><author><name>Margot</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00710675474803829685</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1273601356733621126.post-5374242935720305197</id><published>2010-11-07T12:00:00.004+01:00</published><updated>2010-11-07T12:34:58.146+01:00</updated><title type='text'>Ma perchèèèèèè???!?!?!?!?!?</title><content type='html'>Venerdì pomeriggio avevo già programmato il mio weekend. Avrei scritto un post divertente su una delle mie avventure con i bambini, avrei fatto un aperitivo con i miei amici, e mi sarei finalmente concentrata sulla ricerca di un nuovo lavoro, dal momento che il mio stage terminerà lunedì prossimo. Ma il destino aveva altri programmi per me.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mentre preparavo una crostata con marmellata di albicocche, che immaginavo sarebbe stata la mia merenda di metà mattina durante l'ultima settimana di lavoro, ho ricevuto una telefonata inquietante. Era il mio ragazzo che cercava di comunicare con me, e sembrava essere in una situazione, diciamo così, fuori dalla norma.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Parlava e diceva:&lt;br /&gt;"Il mio telefono è impazzito! Sto cercando di chiamare la mia ragazza, ma non da segni di vita"&lt;br /&gt;e una voce di donna gli rispondeva:&lt;br /&gt;"Vuoi usare il mio, non ti preoccupare se vuoi la chiamo io, stai tranquillo, ecc.."&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Insomma io sentivo tutto ma loro non sentivano me, e dopo un primo momento di irrazionale gelosia nel quale ho pensato di aver scoperto un suo tradimento, ho realizzato che in realtà aveva avuto un incidente..&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quando sono poi riuscita a superare il gap tecnologico che ci divideva con il mio inseparabile cellulare, che sarà anche meno avanzato del suo, ma funziona anche dopo che è stato scagliato sul cemento a 100 km orari (no, non l'ho provato, ma mi piace pensare così), ho scoperto che era in zona fiera, per terra, con una gamba rotta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Maledetto motorino! Avrei dovuto seguire il mio istinto e fare quello che mi proponevo di fare e cioè farlo sparire dalla circolazione e &lt;a href="http://margotsnannydiaries.blogspot.com/2010/07/una-strana-gita-in-montagna.html"&gt;intascarmi i soldi dell'assicurazione!!!!!!&lt;/a&gt; Veramente io non auguro neanche al mio peggiore nemico, neanche ai miei vicini di casa di ricevere una telefonata di questo tipo e di scoprire che una persona cara si è fatta male. Al momento non ho capito più niente e il primo istinto è stato quello di andare da lui, ma fortunatamente si è attivata la parte razionale di me, e il mio omino del cervello mi ha detto:&lt;br /&gt;"Margot ma dove cacchio vuoi andare?! Aspetta di sapere in che ospedale lo portano".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ora M. è in un'ospedale milanese, con tibia e perone fratturati. Una frattura è "bella" e andrà a posto da sola, per l'altra invece ci sarà bisogno di un intervento e visto che non è Valentino Rossi e non è in pericolo di vita e i medici non operano il sabato e la domenica è con la gamba in trazione, impossibilitato a muoversi in una stanza di ospedale con due vecchietti che fanno tutto nel pannolone.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il reparto dell'ospedale in cui l'hanno ricoverato è fatiscente, lui ha un letto che si alza e si abbassa con una manovella, perchè il privilegio del letto automatico è riservato, almeno così sembra, solo a chi ha già subito l'operazione. Il medico che gli ha messo la gamba in trazione (e voglio qui risparmiarvi, per chi non lo sapesse, i dettagli di come si mette una gamba in trazione) ha voluto fare lo spiritoso come solo i medici sanno fare, e gli ha detto che se si fosse fatto male tra un mese lo avrebbero ricoverato nel reparto nuovo, non accorgendosi probabilmente che M. è comunque un energumeno con le braccia ancora funzionanti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Io sono un po' triste e preoccupata. So che mi tranquillizzerò solo il giorno dopo l'operazione, nel frattempo continuo a fare sogni apocalittici, ieri sera quasi non ho chiuso occhio immaginandolo sdraiato sul cemento con il motorino sulla gamba, e continuo ad avere visioni deliranti e paranoiche di amputazioni di arti e operazioni finite male...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ad aggiungere il danno alla beffa, quando è caduto indossava la giacca nuova che gli ho regalato per il suo compleanno che si è rovinata da buttare via, e in più gli operatori dell'ambulanza in un eccesso di zelo gli hanno tagliato tutti gli indumenti che indossava, martedì prossimo è il mio compleanno e mi tocca pure portare la crostata di albicocche destinata alla mia merenda lavorativa all'ammalato.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1273601356733621126-5374242935720305197?l=margotsnannydiaries.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://margotsnannydiaries.blogspot.com/feeds/5374242935720305197/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://margotsnannydiaries.blogspot.com/2010/11/ma-percheeeeee.html#comment-form' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1273601356733621126/posts/default/5374242935720305197'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1273601356733621126/posts/default/5374242935720305197'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://margotsnannydiaries.blogspot.com/2010/11/ma-percheeeeee.html' title='Ma perchèèèèèè???!?!?!?!?!?'/><author><name>Margot</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00710675474803829685</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1273601356733621126.post-2065135343722207142</id><published>2010-11-02T19:02:00.002+01:00</published><updated>2010-11-02T19:24:50.339+01:00</updated><title type='text'>Oh Santo Patrono!</title><content type='html'>Quest'anno l'amministrazione comunale del paese in cui vivo, come novità dell'ultimo minuto, ha deciso di festeggiare il Santo Patrono, di conseguenza il complesso scolastico - scuola materna, elementare e media - rimarrà chiuso il 4 novembre.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le scene davanti a scuola sono di ordinaria follia, o se volete da disastro nucleare imminente. Le madri vagano disperate tenendo i pargoli per mano e mormorano:&lt;br /&gt;"Ma io dove li metto?"&lt;br /&gt;Oggi una mamma particolarmente sensibile ha avuto una crisi di riso isterico davanti a suo figlio che, sbigottito, non capiva se sua madre scherzasse o facesse sul serio nel dire:&lt;br /&gt;"Che bello! Allora giovedi non vai a scuola! Hi hi hi, ah ah ah" con un'espressione che in realtà voleva dire: "Ma io dove ti metto?"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il mio telefono nel frattempo è rovente, madri da ogni dove mi chiamano disperate sperando che io non sia già stata prenotata da qualcun'altro. Ma devo dire di no a tutte perchè anche io come loro, il 4 novembre devo lavorare tutto il giorno, ma fortunatamente non ho il pressante problema di dove mettere mio figlio nel frattempo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Da questa posizione di osservazione privilegiata posso rendere un'analisi critica abbastanza lucida della situazione, e sono giunta a queste tre conclusioni:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1 - ma che cacchio gli è venuto in mente al sindaco di festeggiare il Santo Patrono del paese e di chiudere le scuole? Ma 'ste povere donne che lavorano dove li mettono i propri figli? Mi sa che per le prossime elezioni, indipendentemente dal colore politico, si è giocato un bel po' di voti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;2 - dall'altra parte non è neanche possibile biasimare la gioia dei bambini che si ritrovano a casa da scuola subito dopo il ponte di Ogni Santi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;3 - ma mannaggia ai sindaci delle amministrazioni comunali di quando andavo io a scuola. Ma  non poteva venire in mente anche a loro di festeggiare il Santo Patrono del paese? Non solo avrebbero reso felici generazioni e generazioni di bambini (me compresa) ma le mamme sarebbero già pronte ad affrontare gli eventi.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1273601356733621126-2065135343722207142?l=margotsnannydiaries.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://margotsnannydiaries.blogspot.com/feeds/2065135343722207142/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://margotsnannydiaries.blogspot.com/2010/11/oh-santo-patrono.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1273601356733621126/posts/default/2065135343722207142'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1273601356733621126/posts/default/2065135343722207142'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://margotsnannydiaries.blogspot.com/2010/11/oh-santo-patrono.html' title='Oh Santo Patrono!'/><author><name>Margot</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00710675474803829685</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1273601356733621126.post-4996049103335573755</id><published>2010-10-24T20:38:00.002+02:00</published><updated>2010-10-24T21:20:49.117+02:00</updated><title type='text'>Ancora sul basket</title><content type='html'>Visto come stanno andando le cose in questo periodo, avrei forse dovuto chiamare il blog &lt;a href="http://margotsnannydiaries.blogspot.com/2010/10/lora-di-basket.html"&gt;l'ora di basket&lt;/a&gt; perchè ogni bambino che tengo sembra adorare questo sport e non poter sopravvivere senza tre/quattro ore settimanali di allenamento, e indovinate un pò chi deve portarli?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Si bravi, avete indovinato, ai genitori la gloria di un figlio campione mondiale e a me lo sbattimento di tediose ore di allenamenti con bambini e genitori di tutte le età che sembrano perdere il raziocinio davanti alla palla rimbalzante...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Venerdì pomeriggio infatti mi è toccato una ora e mezza di allenamento di bambini di seconda elementare (per intenderci sui sette anni circa), questo rende la cosa più difficile perchè non solo non sono autosufficienti nel cambio divisa-abiti civili e vice versa, ma i genitori sono anche e ancora e sempre di più, apprensivi. Non li mollano un attimo. Alcuni quasi entrano in campo durante la partita per redarguirli, e consigliare tecniche di lancio vincenti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In particolare questa settimana eravamo in una angusta palestra di una scuola media locale, con due striminzite panche per gli spettatori (riluttanti babysitter e entusiasti genitori), e visto che i posti erano già tutti occupati dai loro deretani e dalle loro borse e giacche e nessuno accennnava e a spostarsi per fare posto anche al mio deretano, io in onore del mio vicino passato di studentessa scapestrata, ho pensato bene di sedermi sulla cattedra. Non l'avessi mai fatto. &lt;br /&gt;"Scusi, scusi...." ho avuto la sensazione che si rivolgessero a me, ma ho ignorato affabilmente.... "Scusi, scusi....." qualcuno mi toccava una spalla.... &lt;br /&gt;A quel punto non potevo più ignorare la signora che sicuramente voleva chiedermi di spostarmi perchè le bloccavo la visuale, senza sembrare autistica e quindi mi sono girata, scoccandole uno sguardo con le fiammelle negli occhi, degno erede di quello della mitica pallavolista Mimì Ayuara.&lt;br /&gt;"Mi dica..."&lt;br /&gt;"Può spostarsi perfavore?"&lt;br /&gt;"Si, posso sedermi?"&lt;br /&gt;"Ah...eh...io ecco...si certo" a quel punto l'avevo colta in contropiede, e tutti quanti con un gesto di graaande civiltà si sono sposati per farmi posto. L'equilibrio karmico era stato ristabilito e io potevo continuare a leggere la mia rivista più o meno in santa pace, ma i genitori riservavano ancora grandi sorprese...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Purtroppo il pavimento del campo era un pò scivoloso e nonostante le scarpe di gomma i bambini scivolavano con facilità, il tutto era certamente un pò rischioso, in effetti c'era da domandarsi come avrebbero affrontato la partita della domenica successiva, ma i bambini, si sa, sono pieni di risorse e dopo la caduta si rialzavano senza troppi problemi, fino a quando non è caduta C. la figlia della signora che prima mi aveva chiesto di spostarmi. Dopo aver fatto uno scivolone C. guardando la madre che stava per avere un infarto, è andata dall'allenatore, il quale saggiamente le ha consigliato di sedersi per qualche minuto in attesa che il dolore passasse. Ma il dolore non passava, e C. stava seduta, e la madre di C. seduta accanto a me mormorava:&lt;br /&gt;"C. ti prego alzati...."&lt;br /&gt;Quando è stato il momento della pausa per bere, C. è corsa dalla madre (si, avete capito bene, ha fatto una corsa), e tutte e due, mano nella mano sono andate dall'ignaro allenatore: &lt;br /&gt;"Non è che si è fatta male al legamento crociato?"&lt;br /&gt;E l'allenatore (che per inciso è molto più simpatico e giovane del solito burbero che insulta i bambini, mi piacerebbe dire anche più carino per dare un senso alle mie giornate, ma purtroppo non è così)&lt;br /&gt;"Ma no signora, si figuri, se si fosse fatta male al legamento crociato si rotolerebbe per terra dal male!" e mimava l'atto con le mani tra i capelli....&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ah, il legamento crociato...ah ah ah ah ah ah ah ah, il legamento crociato ah ah ah ah ah ah ah ah ah ah, ridevo sotto i baffi mentre fingevo di leggere la mia rivista.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1273601356733621126-4996049103335573755?l=margotsnannydiaries.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://margotsnannydiaries.blogspot.com/feeds/4996049103335573755/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://margotsnannydiaries.blogspot.com/2010/10/ancora-sul-basket.html#comment-form' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1273601356733621126/posts/default/4996049103335573755'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1273601356733621126/posts/default/4996049103335573755'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://margotsnannydiaries.blogspot.com/2010/10/ancora-sul-basket.html' title='Ancora sul basket'/><author><name>Margot</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00710675474803829685</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1273601356733621126.post-6014588342172365068</id><published>2010-10-20T08:57:00.005+02:00</published><updated>2010-10-20T13:51:31.581+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Nipoti'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='sciagurata'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='sorella'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='vita familiare'/><title type='text'>Eredità</title><content type='html'>Qualche settimana fa è venuta a trovarci mia sorella. Come ho già avuto &lt;a href="http://margotsnannydiaries.blogspot.com/2010/07/una-strana-gita-in-montagna.html"&gt;modo di raccontare&lt;/a&gt;, la sciagurata si è trasferita in una ridente cittadina montana a circa 400 Km di distanza da Milano. Ciò significa che quando decide che è il weekend giusto per una gita in città, viviamo stratificati nell'appartamento di mia madre. La genitrice, io, mia sorella, suo marito e le mie due nipotine. V., la più grande, di tre anni e mezzo e I. che compirà due anni questo dicembre.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Devo dire che nonostante l'invasione di campo, che in alcuni casi è difficile da digerire per una solitaria come me, queste visite di gruppo mi fanno piacere. Posso spupazzarmi le nipoti, fare la zia a tempo pieno e insegnare loro qualcosa, costruendo così il terreno sul quale potranno stratificarsi i ricordi della loro infanzia. Che bella immagine.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'unica cosa che riesco a sopportare meno è la mancanza di sonno. Quando arrivano loro infatti tutta la vita familiare si svolge secondo i loro orari: sveglia alle 7,30 (quando si è fortunati alle 8), colazione, passeggiata, pranzo alle 12,30, riposino alle 14 ecc... Di conseguenza è facile capire come io vada istantaneamente in deficit di sonno e abbia alcune rimostranze da fare quando il sabato mattina i dieci chili della nipote n. 1 mi svegliano saltandomi sulla pancia. Niente che la faccetta sorridente di V. non possa risolvere, ma a volte è bello prendersi delle rivincite, non tanto sulle nipoti che, per carità, fanno solo il loro dovere di bambini, quanto piuttosto su mia sorella.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dovete infatti sapere che la sciagurata ha dieci anni più di me, e ha ottenuto questo appellativo grazie all'impegno profuso in anni e anni di vessazione della sottoscritta. Quando avevo tre anni ad esempio, le piaceva prendermi le mani, sedersi sul divano guardandomi dritto negli occhi e dirmi con l'espressione più seria che riuscisse a mantenere: &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"La mamma mi ha detto che oggi pomeriggio devi andare dal dottore..."&lt;br /&gt;"Si"&lt;br /&gt;"Ti farà la puntura, lo sai?"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mia madre poi non capiva il motivo per il quale non riuscisse più a portarmi serenamente dal pediatra (che tra l'altro era un'amica di famiglia) e mia sorella ha confessato solo anni dopo quando non c'era più pericolo per la sua incolumità.&lt;br /&gt;Ho saputo anche che quando avevo sette/otto mesi mi faceva rimbalzare sul materasso del lettino, sembrava che a me piacesse lì per lì, però ho passato gran parte della mia vita cosciente a chiedermi quale fosse l'origine di quel bozzo che ho dietro la nuca...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Insomma la sua perfidia non aveva confini anzi, chi si ritrova nella mia stessa condizione saprà che purtroppo si rimane sorelle minori per tutta la vita, anche se ad un certo punto scopri di poter giocare ad armi pari.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma passiamo ai fatti.&lt;br /&gt;Sabato mattina ero sveglia dalle 7, orario in cui I., che ancora non parla molto bene, ha iniziato a questionare sui mali del mondo, in particolare mi è parso di capire che riflettesse ad alta voce sulle conseguenze climatiche del buco dell'ozono sugli ecosistemi della fascia equatoriale, ma ero ancora assonnata e devo ammettere che potrei anche sbagliare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ad un certo punto però nel torpore del dormiveglia sono riuscita comunque a sentire mia sorella che bisbigliava dietro la mia porta:&lt;br /&gt;"V. vai a svegliare la zia Margot, chiedile se viene con noi all'Auchan"&lt;br /&gt;V. allora, fingendo di bussare, è entrata come un tornado nella mia stanza e piazzando la sua faccetta ad un centimetro dal mio naso ha detto:&lt;br /&gt;"Ciao zia Margot, sei sveglia? Andiamo all'Auchan sai?"&lt;br /&gt;"Si lo so"&lt;br /&gt;"Vieni zia Margot, andiamo all'Auchan sai?"&lt;br /&gt;"No V. ho sonno, preferirei dormire"&lt;br /&gt;"Ah"&lt;br /&gt;"Maaaammaaaaa la zia Margot ha detto che non viene" - ha urlato a squarciagola&lt;br /&gt;e mia sorella "Noooooooooooo zia Margot non vieni? Daaaiii zia Margoooot vieni..."&lt;br /&gt;allora anche mia nipote ha iniziato "Noooooo zia Margot vieeeniiii" e poi ha aggiunto, pensando di farmi un proposta che non avrei potuto rifiutare:&lt;br /&gt;"Andiamo alle macchinine sai?"&lt;br /&gt;"Che culo!" &lt;br /&gt;"Voleva dire che fortuna la zia Margot"&lt;br /&gt;A quel punto mi sono sentita accerchiata, è arrivata anche I. con il suo sorriso migliore, V. aveva il faccino dispiaciuto e iniziavo a sentire che non mi sarei mai potuta perdonare  per non essere andata con loro il sabato mattina all'Auchan a inserire gettoni nelle macchinine e allora mi sono alzata e ho detto, giusto per riaffermare il concetto nella piccola mente di mia nipote:&lt;br /&gt;"Che culo, andiamo alle macchinine!"&lt;br /&gt;Come da copione V. ha iniziato a saltellare per casa al suono della canzone:&lt;br /&gt;"Che culo! Che culo! Che culo!"&lt;br /&gt;con I. dietro che trotterellava a sua volta e mia sorella che cercava di porre rimedio al danno ormai fatto con inutili affermazioni tipo:&lt;br /&gt;"Non si dicono le parolacce" e altre banalità simili.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Diabolica Margot! Ecco come vendicarsi delle malefatte subite per colpa della sciagurata e lasciare un piccolo frammento nel lungo sentiero dei ricordi della simpatica zia Margot.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1273601356733621126-6014588342172365068?l=margotsnannydiaries.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://margotsnannydiaries.blogspot.com/feeds/6014588342172365068/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://margotsnannydiaries.blogspot.com/2010/10/eredita.html#comment-form' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1273601356733621126/posts/default/6014588342172365068'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1273601356733621126/posts/default/6014588342172365068'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://margotsnannydiaries.blogspot.com/2010/10/eredita.html' title='Eredità'/><author><name>Margot</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00710675474803829685</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1273601356733621126.post-3468945066677865487</id><published>2010-10-19T14:02:00.003+02:00</published><updated>2010-10-19T14:05:38.614+02:00</updated><title type='text'>Cambio di personalità</title><content type='html'>Ieri a basket c'era un bambino che correva come una bambina, ma nessuna traccia della bambina coraggiosa di cui vi ho parlato settimana scorsa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Speriamo che non si sia arresa o peggio, che non sia passata a drastiche misure...&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1273601356733621126-3468945066677865487?l=margotsnannydiaries.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://margotsnannydiaries.blogspot.com/feeds/3468945066677865487/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://margotsnannydiaries.blogspot.com/2010/10/cambio-di-personalita.html#comment-form' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1273601356733621126/posts/default/3468945066677865487'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1273601356733621126/posts/default/3468945066677865487'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://margotsnannydiaries.blogspot.com/2010/10/cambio-di-personalita.html' title='Cambio di personalità'/><author><name>Margot</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00710675474803829685</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1273601356733621126.post-6581248169150664893</id><published>2010-10-12T14:07:00.003+02:00</published><updated>2010-10-12T14:24:30.001+02:00</updated><title type='text'>La rivincita delle bionde</title><content type='html'>&lt;meta equiv="Content-Type" content="text/html; 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  &lt;w:lsdexception locked="false" priority="37" name="Bibliography"&gt;   &lt;w:lsdexception locked="false" priority="39" qformat="true" name="TOC Heading"&gt;  &lt;/w:LatentStyles&gt; &lt;/xml&gt;&lt;![endif]--&gt;&lt;style&gt; &lt;!--  /* Style Definitions */  p.MsoNormal, li.MsoNormal, div.MsoNormal 	{mso-style-unhide:no; 	mso-style-qformat:yes; 	mso-style-parent:""; 	margin:0cm; 	margin-bottom:.0001pt; 	mso-pagination:widow-orphan; 	font-size:12.0pt; 	font-family:"Times New Roman","serif"; 	mso-fareast-font-family:"Times New Roman";} .MsoChpDefault 	{mso-style-type:export-only; 	mso-default-props:yes; 	font-size:10.0pt; 	mso-ansi-font-size:10.0pt; 	mso-bidi-font-size:10.0pt;} @page WordSection1 	{size:612.0pt 792.0pt; 	margin:70.85pt 2.0cm 2.0cm 2.0cm; 	mso-header-margin:36.0pt; 	mso-footer-margin:36.0pt; 	mso-paper-source:0;} div.WordSection1 	{page:WordSection1;} --&gt; &lt;/style&gt;&lt;!--[if gte mso 10]&gt; &lt;style&gt;  /* Style Definitions */  table.MsoNormalTable 	{mso-style-name:"Tabella normale"; 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Non solo perché uno poi quando è dentro le situazioni è costretto a vederlo mezzo pieno ‘sto bicchiere, ma anche perché un vantaggio esiste effettivamente. Posso osservare, inosservata. Mentre le mamme mi tediano e i parenti tifano io sono libera di osservare e trarre conclusioni.&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;Oltre alle categorie già citate e l' allenatore di basket, che merita un post a parte, posso osservare i bambini. Il più delle volte mi limito a constatare quanto sia inclemente il passare del tempo per noi adulti, giusto pochi giorni prima avevamo a che fare con teneri e paffuti bebè e ora invece dobbiamo fare i conti con quasi preadolescenti ultra stimolati da qualsiasi mezzo di comunicazione, che citano battute del programma “Mai dire gol” che io a 16 anni non potevo guardare perché dovevo andare a letto presto nei giorni in cui c’era scuola.&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;br /&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;    &lt;p class="MsoNormal"&gt;In questi giorni però il mio campo di osservazione si è allargato, c’è un nuovo personaggio che suscita la mia curiosità. E’ una bella bambina bionda con gli occhi azzurri, slanciata, magra, agile e scattante. Una delle bambine bionde più coraggiose che abbia mai visto. L’altro giorno ad esempio si è beccata il braccio di un suo corpulento compagno sul naso e non si è messa a piangere&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;o a urlare di dolore –come fanno invece i suoi amichetti – e anche se continuava a strofinarsi il naso e si vedeva che le faceva male, continuava a buttarsi nella mischia con la stessa foga dei maschi usando movimenti leggeri, quasi gentili. Certo, forse un po’ troppo gentili dal momento che in partita non è ancora in grado di entrare in possesso della palla, ma del resto cosa volete, è solo la sua terza lezione di basket e palleggia già meglio di tanti altri suoi coetanei che giocano da due o più anni. Insomma, lo devo ammettere sono una sua fan, faccio mentalmente il tifo per lei, se fosse su facebook non resisterei e dovrei cliccare su mipiace.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;C’è solo un piccolo problema, i maschi la snobbano sul campo e fuori dal campo e quando fanno gli esercizi con lei le assegnano i ruoli più noiosi, sempre in difesa, mai in attacco. Lei ancora non si ribella forse perché in quanto donna non sente dentro di sé la legittimazione a rivendicare un ruolo – quello del giocatore di basket – che culturalmente è relegato al mondo maschile. Forse quando avrà imparato a giocare meglio prenderà in mano la situazione e glielo farà vedere lei a quei bruti che una gentil donzella può giocare a basket come e/o meglio di un maschio.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;Nel frattempo però nonostante io sia riuscita a stroncare sul nascere la mia idea di creare un fan club a lei dedicato, non so se riuscirò a frenare il mio impulso di dire a quelle testine d’uovo che conosco da quando avevano 4 anni:&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;“Tanto voi tra 10 anni sarete tutti brutti e pelosi (e qualcuno inizierà anche a perdere i capelli) e lei invece sarà un super model!”&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;E allora ragazzi saranno dolori…&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1273601356733621126-6581248169150664893?l=margotsnannydiaries.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://margotsnannydiaries.blogspot.com/feeds/6581248169150664893/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://margotsnannydiaries.blogspot.com/2010/10/la-rivincita-delle-bionde.html#comment-form' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1273601356733621126/posts/default/6581248169150664893'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1273601356733621126/posts/default/6581248169150664893'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://margotsnannydiaries.blogspot.com/2010/10/la-rivincita-delle-bionde.html' title='La rivincita delle bionde'/><author><name>Margot</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00710675474803829685</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1273601356733621126.post-1159008678072557582</id><published>2010-10-04T20:57:00.004+02:00</published><updated>2010-10-04T21:53:47.081+02:00</updated><title type='text'>L'ora di basket</title><content type='html'>Quest'anno mi tocca. Devo subirmi l'ora di basket.&lt;br /&gt;Mentre lo scorso anno per una fortunata serie di coincidenze avevo solo il compito di accompagnarlo, adesso mi tocca sorbirmela tutta, l'ora di basket.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Devo andare a prendere B. a scuola, recuperare lo zaino con il cambio a casa sua, prendere la macchina e accompagnarlo a basket, il tutto in un quarto d'ora perchè il dittatoriale istruttore di basket ha una soglia di tolleranza per il ritardo di soli 7 minuti. La scuola finisce alle 16,30, basket inizia alle 16,45, tra casa di B. e il campo ci sono 5 minuti di strada. Capirete anche voi che sfidare tutte le settimane le leggi della fisica, ed in alcuni casi anche la forza di gravità può diventare stressante.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La cosa peggiore però non è tanto il viaggio, guidare impennando sulle ruote laterali per districarmi tra le mamme impazzite fuori da scuola mi tiene la mente impegnata.. Il problema arriva quando in teoria dovrei tirare un sospiro di sollievo, e cioè all'arrivo al campo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ormai B. ha 10 anni ed è (abbastanza) in grado di indossare la divisa autonomamente, quindi io arrivo, ricavo una nicchia tra i vestiti abbandonati di 30 bambini, mi siedo e tiro fuori dalla borsa un libro. Appena inizio a leggere però, arriva una mamma infighettata che esordisce con:&lt;br /&gt;"Ciao!"&lt;br /&gt;"Ciao" ribatto io abbassando subito gli occhi sul libro&lt;br /&gt;ma lei imperterrita:&lt;br /&gt;"Come stai Margot? Cosa fai adesso"&lt;br /&gt;La domanda arriva ogni settimana puntuale come i costosi orologi svizzeri che indossano i loro mariti&lt;br /&gt;"Uno stage" è la mia altrettanto puntuale risposta&lt;br /&gt;"Quindi hai ancora tempo per fare la babysitter? Ma che orari fai? No perchè io avrei bisogno di ..." e bla bla bla bla&lt;br /&gt;Continua a parlare e senza che io me ne accorga arriva a raccontarmi di cosa ha preparato per cena. Poi improvvisamente si alza e se ne va, snobbandomi a favore di una sua qualche amichetta arrivata in quel momento.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A quel punto ho già messo via il libro e in palestra c'è troppa confusione per poter riprendere la concentrazione e iniziare a leggere, e mi ritrovo così catapultata nella realtà parallela dei familiari che fanno il tifo. Papà in giacca e cravatta, mamme vestite in modo impeccabile, nonne normalmente dolci e simpatiche che si trasformano e incitano questi poveri bambini con la stessa veemenza che usano i giocatori neozelandesi nella danza propiziatoria che fanno prima delle partite di rugby:&lt;br /&gt;"E alza 'ste gambe quando corri!"&lt;br /&gt;"Ma passa 'sta palla!"&lt;br /&gt;"Ma allora! Non hai fatto neanche un canestro oggi!"&lt;br /&gt;Ma neanche giocassero nell'NBA dico io, neanche avessero ingaggi multimiliardari e dalle loro azioni dipendesse il futuro di una società sportiva! Sò bambini, e lasciateli giocare! Dico io. Anzi, penso io mentre assisto a questo raccapricciante spettacolo. Ma che volete che ne capisca, io sono solo la babysitter.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1273601356733621126-1159008678072557582?l=margotsnannydiaries.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://margotsnannydiaries.blogspot.com/feeds/1159008678072557582/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://margotsnannydiaries.blogspot.com/2010/10/lora-di-basket.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1273601356733621126/posts/default/1159008678072557582'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1273601356733621126/posts/default/1159008678072557582'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://margotsnannydiaries.blogspot.com/2010/10/lora-di-basket.html' title='L&apos;ora di basket'/><author><name>Margot</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00710675474803829685</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1273601356733621126.post-8730664144258032640</id><published>2010-09-23T21:25:00.003+02:00</published><updated>2010-10-06T11:39:33.791+02:00</updated><title type='text'>La conferma di un sospetto</title><content type='html'>Quando ero una giovane e innocente ragazzina adoravo, come tutte le mie amichette, i Take That. Li amavo di quell'amore adolescenziale che ti fa pensare che siano personaggi reali, te li fa idealizzare e immaginare che ti vengano a prendere alla fermata dell'autobus dopo la scuola. Insomma ero completamente cotta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il mio preferito era Robbie Williams e in questo dovrete ammettere che ero lungimirante, quasi un talent scout potrei dire. Lui così maschio, gli altri così femmine... Si, devo ammettere che anche a quei tempi aleggiava tra noi piccole fans il sospetto di una loro latente omosessualità, anche se non sapevamo esattamente cosa significasse, ci rendevamo conto che erano troppo curati, sempre all'ultima moda, quasi affettati per poter reggere il confronto con le nostre fantasie che li dipingevano come impenitenti machi romatici. Ma continuavamo ad idealizzarli, una mia amica faceva addirittura finta che fossero seduti sul divano di casa sua mentre parlava con me al telefono, era così convincente che arrivavo quasi a crederci, ma questo è un altro discorso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quando Mark Owens ha girato il video di Relight my fire con una magliettina che gli lasciava scoperto l'ombelico eravamo ancora in completo delirio ormonale e i nostri 13-14 anni non ci permettevano di comprendere il reale stato delle cose. Poi loro si sono sciolti, io ho iniziato ad ascoltare i Nirvana e a rinnegare il mio passato pop, e questa storia delle boy band è finita nel dimenticatoio fino a questa sera, quando ho visto il video di Shame, canzone che sancisce la rinnovata unione tra il ragazzaccio del gruppo (Robbie) e il cantante che all'epoca giocava il ruolo di quello scanzonato ma responsabile (Gary).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.youtube.com/watch?v=tv49bC5xGVY"&gt;http://www.youtube.com/watch?v=tv49bC5xGVY&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Guardare questo video è come assistere ad un mini riassunto di Brokeback Mountain.&lt;br /&gt;Si guardano, si cercano, usano le donne in sala da ballo come copertura ma ammiccano l'uno all'altro. Finalmente vanno a pescare insieme. Robbie, l'uomo della coppia, lancia un sasso molto lontano nell'acqua mentre Gary (la checca isterica) ride come una ragazzina lanciandosi il sasso sulle scarpe anche se ha fatto uno sforzo esagerato per emulare il suo eroe. Poi Robbie guarda lui - non sai cosa ti farei ragazzino - Gary guarda l'altro - perchè non mi prendi qui, ora? E infine si spogliano.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E lì devo dire che stavo per spegnere quasi inorridita, ma ricordandomi che Mtv in fondo non è così trasgressiva come vuole farci credere, ho continuato la visione per assistere infine all'impietoso spettacolo di due uomini di mezza età in sovrappeso che scalano una piccola altura ma infine non hanno il coraggio di buttarsi in acqua e decidono di comune accordo di andare a infrattarsi dietro i cespugli, nascosti all'impietoso occhio della telecamera.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Insomma la conferma di un sospetto. Mi viene quasi voglia di telefonare alla mia amica delle medie e dirle che non me ne frega più niente se i Take That erano seduti sul suo divano chè tanto al massimo avrebbero potuto insegnarle come mettere l'eye liner.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1273601356733621126-8730664144258032640?l=margotsnannydiaries.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://margotsnannydiaries.blogspot.com/feeds/8730664144258032640/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://margotsnannydiaries.blogspot.com/2010/09/la-conferma-di-un-sospetto.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1273601356733621126/posts/default/8730664144258032640'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1273601356733621126/posts/default/8730664144258032640'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://margotsnannydiaries.blogspot.com/2010/09/la-conferma-di-un-sospetto.html' title='La conferma di un sospetto'/><author><name>Margot</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00710675474803829685</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1273601356733621126.post-6168978289342629056</id><published>2010-09-19T16:57:00.002+02:00</published><updated>2010-09-19T17:44:52.980+02:00</updated><title type='text'>Percorsi formativi</title><content type='html'>Ho abbandonato un pò il blog perchè, come annunciato nel post precedente, è iniziata la scuola, che per noi babysitter corrisponde un pò all'inizio della stagione delle piogge in India, insomma si salvi chi può!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La cosa positiva è che ora inizio a spassarmela con i miei bambini che ogni tanto mi fanno veramente ridere. L'altro giorno per esempio sono andata a prendere A. 6 anni, seconda elementare, un amore di bimbo che ogni tanto fa e dice certe cose che io veramente non so come riesco a trattenermi per non ridergli in faccia chè poverino, non voglio minare la sua autostima.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Venerdì ad esempio ha rotto "per sbaglio" uno di quei braccialetti di gomma che vanno adesso con diverse forme e colori, e voleva aggiustarlo...con lo sputo... e io a dirgli:&lt;br /&gt;"No A. non si possono aggiustare le cose con lo sputo, al massimo se hai una ferita puoi fartela leccare da un cane, dicono che la sua saliva sia disinfettante, ma che io sappia non ha poteri adesivi, non sei mica l'uomo ragno che poi sparava ragnatele appiccicose dai polsi ti ricordo"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Insomma io deliravo, ma lui di più:&lt;br /&gt;"Ma no Margot, l'altro giorno il mio papà (che tutto sa e tutto vede, aggiungo io) ha detto che gli operai avevano attaccato le finestre con lo sputo...." la giovane famiglia sta traslocando....&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tornando al dunque, qualche giorno prima sono andata a prenderlo e lui è uscito da scuola con la faccia scura, tenendosi una mano in mano, e io ho pensato al peggio, stavo già chiamando la madre per avvertirla di non sapevo ancora quale male, ma quando è riuscito a superare la barriera umana di madri, padri, nonni e babysitter che ci separavano e ha esordito con:&lt;br /&gt;"Mi sono temperato il mignolo"&lt;br /&gt;"Perchè?" - domanda della quale mi sono istantaneamente pentita.&lt;br /&gt;"Così, volevo vedere cosa sarebbe successo..."&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A giudicare da quanto era preoccupato per la sorte della sua unghia potrei quasi giurare che forse non lo farà più. Forse perchè questa sua avventura mi ha fatto ricordare di quanto ero pirla io alla sua età, e degli esperimenti assurdi che facevo sulla mia persona durante le tediose ore di scuola.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Una volta ad esempio mi sono messa alle orecchie i fiocchi attacca e stacca delle ballerine, che avevano lo stesso meccanismo di chiusura degli orecchini a clip, ma con dei dentini metallici in più per agganciarsi meglio alla pelle delle scarpe e ovviamente anche a quella dei lobi delle mie orecchie. Un dolore allucinante che però ho sofferto in silenzio, mantenendo il segreto per anni e anni anche con la mia famiglia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un'altra volta invece ne ho combinata una che non ho potuto tacere con nessuno e che anzi ho raccontato con dovizia di particolari a quasi tutta la scuola.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ero in classe (circa terza elementare) ed ho avuto la brillantissima idea di tappare il buchino di una Bic blu (in modo da formare il vuoto all'interno) e di succhiare dalla parte opposta a quella della mina, neanche fosse un Billy. E succhiavo, succhiavo, succhiavo, così per vedere cosa sarebbe successo. Beh, è successo che mi sono bevuta l'inchiostro blu della penna, sono andata dalla maestra in preda al panico e lei, incredula, mi ha mandato in bagno a sciacquarmi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quando mi sono guardata allo specchio del piccolo bagno a misura di bambino stavo quasi per scoppiare a piangere. Labbra blu, lingua blu, onore perduto. La beffa al mio ritorno in classe e durante l'intervallo è stata che nessuno capiva come avessi fatto, e io per un senso di onestà trasmesso probabilmente da qualche  antenato, continuavo a raccontare la verità, cercando di spiegare il tutto nel dettaglio, perchè i miei compagni proprio non capivano il meccanismo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non potevo inventarmi che la penna era scoppiata mentre la mordicchiavo (attività per altro non più intelligente della mia, ma sicuramente più  diffusa)? No, il mio avo non lo permetteva e così la mia fama di bambina strana continuava ad arricchirsi di nuovi particolari.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il risvolto positivo delle vicende (quella di A. e la mia) è che non ho più succhiato le penne Bic (lo giuro), e finalmente ho capito a cosa servono le cazzate che si fanno da bambini: a non succhiare penne e non temperarsi le dita in ufficio.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1273601356733621126-6168978289342629056?l=margotsnannydiaries.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://margotsnannydiaries.blogspot.com/feeds/6168978289342629056/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://margotsnannydiaries.blogspot.com/2010/09/percorsi-formativi.html#comment-form' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1273601356733621126/posts/default/6168978289342629056'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1273601356733621126/posts/default/6168978289342629056'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://margotsnannydiaries.blogspot.com/2010/09/percorsi-formativi.html' title='Percorsi formativi'/><author><name>Margot</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00710675474803829685</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1273601356733621126.post-6343550215640010625</id><published>2010-09-07T13:59:00.002+02:00</published><updated>2010-09-07T14:03:54.448+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='sport'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='scuola'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Bimbomix n°1'/><title type='text'>Inizia la scuola</title><content type='html'>Sto realizzando in questo istante che tra meno di una settimana inizia la scuola.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;OH MIO DIOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOO!!!!!!!!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se le mamme tirano finalmente un sospiro di sollievo, le babysitter iniziano a sclerare.....&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Spero solo che quest'anno Bimbomix n°1 (ma sul serio che nome mi è venuto fuori? Forse è meglio chiamarlo solo B.) non decida di fare nuoto quest'anno perchè io d'inverno in piscina con il maglione di lana, il montgomery, la sciarpa e il cappello non mi sento tanto bene.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1273601356733621126-6343550215640010625?l=margotsnannydiaries.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://margotsnannydiaries.blogspot.com/feeds/6343550215640010625/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://margotsnannydiaries.blogspot.com/2010/09/inizia-la-scuola.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1273601356733621126/posts/default/6343550215640010625'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1273601356733621126/posts/default/6343550215640010625'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://margotsnannydiaries.blogspot.com/2010/09/inizia-la-scuola.html' title='Inizia la scuola'/><author><name>Margot</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00710675474803829685</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1273601356733621126.post-1085207479416230096</id><published>2010-09-04T21:39:00.002+02:00</published><updated>2010-09-04T21:54:36.116+02:00</updated><title type='text'>Sant'Antonio</title><content type='html'>Io non sono capace di cercare gli oggetti. Quando perdo qualcosa difficilmente sono io a ritrovarla, molto più spesso è mia madre che, mossa da pietà entra con un'accetta nella mia stanza e trova l'introvabile.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Come molte delle caratteristiche che arrivano a maturazione da adulti, io coltivo questa dalla mia infanzia. Allora non sovrastavo mia madre di 20 cm e 25 kg, e la mia voce in preda ad una crisi isterica non risvegliava i cani del vicino rifugio per animali abbandonati, così mia madre poteva amorevolmente rabbonirmi e suggerirmi di cantare una filastrocca che mi avrebbe sicuramente (secondo lei) aiutato a ritrovare il giochino scomparso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La filastrocca recitava così:&lt;br /&gt;"Sant'Antonio dalla barba bianca, fammi trovar quel che mi manca"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dopo averla recitata con me un paio di volte, mia madre tornava in cucina alle sue faccende, lasciandomi lì da sola, una bambina senza più il suo giochino ma con molta, molta fantasia. Il problema infatti era che nonostante i miei buonissimi propositi, dopo un po' mi facevo prendere da questa deliziosa filastrocca e smettevo di cercare l'oggetto scomparso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ripetevo le parole come un mantra, e ballavo anche, e addirittura cambiavo gli accenti alle parole e quando smettevo di cercare il giochino in questione, lui riappariva magicamente sulla scrivania o sul letto, o sul comodino, dove probabilmente era sempre stato ad assistere al delirante spettacolo messo in scena da quella pazza bambina che purtroppo era la sua padrona. Mia madre era molto orgogliosa del suo mantra ed è commovente accorgersi come ancora adesso sia convinta della sua efficacia e tenti di insegnarlo alle nostre nipoti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Intanto io sono convinta del fatto che troverete ancora più divertente questo aneddoto se poteste vedermi ora mentre ballo una danza tribal-blasfema, invocando santi canuti per trovare le maledette chiavi della macchina, oggetto al quale, me ne rammarico sempre, non è mai possibile telefonare.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1273601356733621126-1085207479416230096?l=margotsnannydiaries.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://margotsnannydiaries.blogspot.com/feeds/1085207479416230096/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://margotsnannydiaries.blogspot.com/2010/09/santantonio.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1273601356733621126/posts/default/1085207479416230096'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1273601356733621126/posts/default/1085207479416230096'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://margotsnannydiaries.blogspot.com/2010/09/santantonio.html' title='Sant&apos;Antonio'/><author><name>Margot</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00710675474803829685</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1273601356733621126.post-3590338289921303362</id><published>2010-09-04T19:04:00.003+02:00</published><updated>2010-09-04T21:58:12.111+02:00</updated><title type='text'>Non è colpa mia!</title><content type='html'>Ieri sera sono tornata a casa con un mal di testa terribile. L'unica cosa che volevo fare era lavarmi, mettermi il pigiama, impasticcarmi, mangiare e andare a letto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ero già a buon punto sulla mia tabella di marcia quando improvvisamente, lavandomi le ascelle ho messo il piede in una pozzanghera. Ma insomma! Non sono neanche capace di lavarmi senza allagare il bagno! Si vabbè però avevo appena aperto il rubinetto...e mentre pensavo che non potevo essere stata io perchè ancora riesco a mirarmi le ascelle, ho realizzato che la pozzanghera si era formata a causa di una bastardissima e intensissima goccia d'acqua che cadeva dal lampadario...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Rischio di black out totale, morte del frigorifero, niente più TV nè computer, per un attimo ho addirittura pensato di poter prendere la scossa postuma anche se l'acqua aveva già toccato il pavimento e mi stavo già asciugando il piede sul tappeto del soggiorno (non ditelo a mia madre). Insomma PANICO!!!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E' ormai un mese che abbiamo il soffitto del bagno decorato a motivi animalier per colpa delle macchie di umido provocate dalla perdita di un qualche tubo dell'acqua, che senza dubbio appartiene al vicino di sopra. Anche se lui nega, o meglio ha cercato di negare attribuendo la colpa  ai poveri ignari inquilini del quarto piano che secondo la sua scarsa conoscenza dell'architettura moderna avrebbero dovuto essere i colpevoli.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Colpevoli poi! Nessuno afferma che ci sia una volontà dietro, e che vadano in giro di notte a martellare sui tubi per allagarci il soffitto, ma rimane il fatto che stavo quasi per rimanere folgorata, non abbiamo più la luce in bagno e nella stanza c'è una puzza di umido che inizia a pervadere anche il corrodoio. Grave danno e grave crisi isterica da parte mia, che ho già dei seri motivi per non sopportare la vecchia coppia in pensione del piano di sopra.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La situazione era diventata insostenibile e quindi mia madre, donna molto più diplomatica di me, è andata ad avvertirli che "forse" era proprio responsabilità loro, e che "forse" era il caso che chiudessero il rubinetto generale dell'acqua porca miseria!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dopo essere stati avvisati i due coniugi sono scesi a controllare, lui con l'aria da professorino del Cepu che si ritrova ha dovuto ammettere che "forse" era colpa sua, mentre lei, il genio, sapete cosa ha detto?&lt;br /&gt;"Mi dispiace, se vuoi ti do un abat-jour..."&lt;br /&gt;"Brutta cretina sai dove te lo metterei l'abat-jour?" stavo per risponderle, ma fortunatamente mia madre è intervenuta prima di me con un molto più diplomatico:&lt;br /&gt;"No grazie".&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1273601356733621126-3590338289921303362?l=margotsnannydiaries.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://margotsnannydiaries.blogspot.com/feeds/3590338289921303362/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://margotsnannydiaries.blogspot.com/2010/09/non-e-colpa-mia.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1273601356733621126/posts/default/3590338289921303362'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1273601356733621126/posts/default/3590338289921303362'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://margotsnannydiaries.blogspot.com/2010/09/non-e-colpa-mia.html' title='Non è colpa mia!'/><author><name>Margot</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00710675474803829685</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1273601356733621126.post-6517051236288315991</id><published>2010-08-31T22:24:00.003+02:00</published><updated>2010-08-31T22:43:20.496+02:00</updated><title type='text'>Un'estate movimentata</title><content type='html'>Sono tornata a pieno regime, proprio come il traffico milanese. Sveglia alle 7, un'ora di traffico, 8 di lavoro, un'altra ora di traffico e via così.&lt;br /&gt;Il problema però è che ho avuto l'estate più movimentata della mia vita e mi ritrovo ad affrontare l'inizio del solito lungo inverno non troppo riposata. Non solo è stata la prima estate in cui - UDITE UDITE! - ho lavorato (sto proprio diventando grande), ma nelle uniche tre settimane di ferie non sono stata nello stesso posto per più di una settimana:&lt;br /&gt;6 giorni a Krk&lt;br /&gt;2 giorni a Pula&lt;br /&gt;4 giorni a Milano (di cui &lt;a href="http://margotsnannydiaries.blogspot.com/2010/08/avranno-pensato-che-il-caldo-gioca.html"&gt;un pomeriggio passato in aeroporto)&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;4 giorni sul lago Maggiore (dalla mia amica C.)&lt;br /&gt;2 giorni a Milano&lt;br /&gt;4 giorni in montagna da mia sorella&lt;br /&gt;e poi back to work verso il meeting di Rimini (per lavoro appunto)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Beeeeeelllllllooooooo!!!!! Quante cose hai fatto! Come sei fortunata a conoscere delle persone che possono ospitarti in posti così belli!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E no. No, ragazzi questo non è relax.&lt;br /&gt;Queste non sono vacanze. No.&lt;br /&gt;Mentre ero in coda per andare/tornare da qualche posto pensavo che noi italiani siamo proprio matti a stressarci così tanto per andare in vacanza. Bollino inferno sulle autostrade, voli cancellati, guasti tecnici ai treni, bagagli dispersi, parenti invadenti, nipoti onnipresenti.&lt;br /&gt;L'anno prossimo io resto a Milano. Come no.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1273601356733621126-6517051236288315991?l=margotsnannydiaries.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://margotsnannydiaries.blogspot.com/feeds/6517051236288315991/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://margotsnannydiaries.blogspot.com/2010/08/unestate-movimentata.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1273601356733621126/posts/default/6517051236288315991'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1273601356733621126/posts/default/6517051236288315991'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://margotsnannydiaries.blogspot.com/2010/08/unestate-movimentata.html' title='Un&apos;estate movimentata'/><author><name>Margot</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00710675474803829685</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1273601356733621126.post-1713096343634276190</id><published>2010-08-11T12:27:00.002+02:00</published><updated>2010-08-11T13:07:13.137+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='farmacia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Vacanze'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='fungo'/><title type='text'>Avranno pensato che il caldo gioca brutti scherzi...</title><content type='html'>Sono tornata da poco dalla Croazia, mia madre è da mia sorella a spupazzarsi le nipotine e nonostante abbia riempito la dispensa come se ci fosse l'imminente pericolo di una guerra nucleare e abbia lasciato raccomandazioni in ogni dove, ho la casa libera e posso giocare all'adulta che vive da sola per ben due settimane.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Così ieri ho deciso che era il caso di comprare almeno un pò di verdura fresca e con la mia bicicletta mi sono avventurata nel paesino in cui vivo che attualmente è in uno stato di semi desertificazione a causa delle vacanze estive. Il supermercato locale era miracolosamente aperto e ho potuto comprare una busta di insalata e una confezione di zucchine, per un modico prezzo totale di 2,14 €.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Uscita dal negozio, ho poi deciso di fare un salto in farmacia, infatti in questo periodo di vacanze marittime, ho avuto modo di osservare a lungo i miei piedi nudi e mi è venuto il sospetto di avere un fungo ad un unghia di un piede.... Non so se sia frutto della mia infinita paranoia, ma non vorrei ritrovarmi con un unghia deformata, e soprattutto diversa da quella dell'altro piede, così ho deciso di comprare quella pomata guaritrice dei funghi dei piedi che ultimamente pubblicizzano in TV (potere del marketing, ti fa anche venire i funghi...). La farmacia però era chiusa , riaprirà il 19 agosto mi informava un cartello, quella aperta più vicina è all'aeroporto di Linate.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dovete sapere infatti che il paesino che mi ha dato i natali è abbastanza vicino a Linate, tanto che sopo l'11 settembre (se ci ripenso mi vengono i brividi) ogni tanto, sentendo gli aerei molto vicini, avevo paura di ritrovarmene uno in soggiorno.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'unguento magico per la mia unghia non era poi così urgente, quindi con l'insalata e le zucchine nel cestino della mia bicicletta ho deciso di evitare Linate e di scoprire i giorni di apertura delle farmacie più vicine, continuando la mia passeggiata in direzione di quella in cui lavora il mio dottorino di fiducia, dove posso anche appoggiare il piede sul bancone e chiedere: secondo lei è un fungo?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Peccato però che mentre pedalavo spensierata mi sia venuta l'illuminazione dell'anno: Margot, ma perchè non vai a Linate? Uniresti l'utile all'ancora più utile! Potresti comprare il rimedio per il fungo, cambiare le kune (monete croate) che ti sono rimaste e fare più esercizio! Vai Margot, pedala!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ora, l'aeroporto di Linate è vicino in linea d'aria, ma per arrivarci bisogna passare per alcuni tratti di strada che dire pericolosi per un ciclista è un eufemismo.&lt;br /&gt;Dopo aver attraversato strade con macchine che sfrecciavano ad alta velocità, percorso piste ciclabili che finivano nel nulla e aspettato semafori pedonali che ci mettono quasi 20 minuti a diventare verdi, sono arrivata in aeroporto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Senonchè nel momento in cui ho parcheggiato il mio bolide, legandolo alla fermata dell'autobus, ho realizzato che non solo non avevo il portafoglio con le kune, ma mi erano avanzati solo 2,86 € dai 5 che avevo usato per fare la spesa.&lt;br /&gt;Armata di "santa pazienza" ho deciso che non era il caso di tornare a casa sconfitta e ho pensato bene di informarmi sugli orari dello sportello del cambio e sul costo della medicina anti fungo. Non potendo abbandonare le mie verdure nel cestino della bici alla mercé di chiunque fosse bisognoso di fibre, le ho portate con me, solo che non avevo un sacchetto, e la mia borsa era decisamente troppo piccola.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ho passeggiato per l'aeroporto, tra i turisti che apettavano di partire, con le zucchine e l'insalata sotto braccio, tentando di passare inosservata e mischiandomi tra la folla, ma in farmacia la dottoressa non ha potuto non accorgersene e mi ha consigliato di provare prima con la verdura per guarire il mio fantomatico fungo. Oh mondo crudele...mi sentivo un pò strana.&lt;br /&gt;Che dire, avranno pensato che il caldo gioca brutti scherzi anche ai giovani.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non sono però l'unico personaggio strano che si aggira follemente in uno dei pochi luoghi ancora frequentati della città. Tornando a casa sono passata per il parco dell'Idroscalo e ho visto un uomo che faceva snorkeling nel lago. Mi sarebbe piaciuto andare a stringergli la mano e chiedergli cosa aveva visto in quelle torbide acque, pensando nel frattempo che il caldo aveva giocato un brutto scherzo anche a lui.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1273601356733621126-1713096343634276190?l=margotsnannydiaries.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://margotsnannydiaries.blogspot.com/feeds/1713096343634276190/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://margotsnannydiaries.blogspot.com/2010/08/avranno-pensato-che-il-caldo-gioca.html#comment-form' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1273601356733621126/posts/default/1713096343634276190'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1273601356733621126/posts/default/1713096343634276190'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://margotsnannydiaries.blogspot.com/2010/08/avranno-pensato-che-il-caldo-gioca.html' title='Avranno pensato che il caldo gioca brutti scherzi...'/><author><name>Margot</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00710675474803829685</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1273601356733621126.post-5039322670084062565</id><published>2010-07-30T15:47:00.002+02:00</published><updated>2010-07-30T17:08:15.368+02:00</updated><title type='text'>Una strana gita in montagna</title><content type='html'>Questa sera parto per la Croazia. Acqua pulita, krafen a buon mercato, sole, spiaggia, relax. Esiste niente di più bello? Di più rilassante? Certo una vacanza alle Maldive, ma non è questo il punto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Devo infatti confessare di essere in uno stato di ansia perenne, non solo perchè parto oggi e non ho ancora fatto la valigia, non solo perchè devo ancora farmi la ceretta (uno dei miei più grandi punti deboli) e neanche perchè ho paura di incontrare traffico durante il tragitto. (L'anno scorso abbiamo impiegato un tempo indefinito per raggiungere un'altra ridente isola croata giacchè dopo 18 ore di viaggio ho smesso di contarle)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;No, non solo questi motivi sbarrano la strada alla mia serenità.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dovete infatti sapere che il mio ragazzo, nonchè insostituibile compagno di viaggio M. è una fonte imprevedibile di sfiga a diverse latitudini. Andiamo in dieci a fare una gita in bici al parco di Monza? A lui e solo a lui si buca una gomma. In venti persone ad aspettare l'autobus? L'uccellino caga in testa proprio a lui. Insomma è un uomo veramente sfortunato, ma c'è un episodio che attualmente è leader indiscusso della classifica delle sfighe dell'anno e purtroppo coinvolge anche me nel ruolo accessorio di accompagnatrice.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Prima di iniziare vorrei assicurarvi che, nonostante quello che potreste pensare, la storia che sto per narrare è vera in ogni sua parte, ed in alcun modo è frutto della mia galoppante immaginazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Qualche settimana fa eravamo invitati al matrimonio di mia sorella, sciagurata donna che abita a 1.100 metri di altitudine tra le dolomiti. Dato che la mia presenza era indispensabile, in quanto testimone e portatrice degli anelli, ho pensato di fare cosa gradita non solo a me stessa prendendomi il venerdì libero per arrivare un giorno prima e stare un pò con le mie nipoti, rinsaldare il rapporto con mia sorella in vista di un avvenimento così importante e godermi l'aria di montagna. Il weekend era stato dunque organizzato in ogni minimo dettaglio, e nella mia mente si profilavano tre giorni di assoluta tranquillità.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma non avevo ancora fatto i conti con M. e la sua sfiga.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dovete infatti sapere che il giorno prima della partenza il nostro aveva un colloquio, e visto che è sprovvisto di macchina ha deciso di andarci in motorino. Mai idea fu peggiore di questa, infatti ha avuto un incidente e il motorino gli è caduto addosso.&lt;br /&gt;"Niente di grave" ripeteva lui.&lt;br /&gt;"Vai al pronto soccorso" controbattevo io.&lt;br /&gt;Ma l'indomito eroe aveva deciso che non era il caso di farsi cinque ore di fila per una radiografia, e fu così che il giorno dopo partimmo senza una diagnosi e con l'infortunato uomo duro alla guida.&lt;br /&gt;La notte successiva è stata un incubo, lui non riusciva a dormire e continuava a rigirarsi nel letto perchè non trovava una posizione comoda e gli faceva male il fianco quando respirava. Di conseguenza io non solo ero sveglia come un grillo al suo lamentoso fianco, ma rotolavo da una parte all'altra del letto seguendo lo spostamento di quei novanta chili di massa corporea.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Al mattino sono stata irremovibile, e su consiglio di mia sorella l'ho portato al pronto soccorso del paesino vicino.&lt;br /&gt;Volevamo essere rassicurati sull'assenza di un'eventuale frattura e dal momento che non c'era nessuno in attesa, eravamo sicuri che ce la saremmo cavata in un'oretta scarsa, non come a Milano dove le ferite si rimarginano in sala d'attesa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ed era qui che sbagliavamo di grosso, ma ancora non lo sapevamo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Completata la veloce procedura di accettazione, ci siamo salutati sul limitare di quella linea che separa la zona VIP degli infortunati con quella dei comuni mortali accompagnatori.&lt;br /&gt;Dopo le prime due ore passate in sala d'attesa avevo letto tutte le riviste, i giornalini e gli opuscoli a disposizione, e devo dire che ero rimasta particolarmente colpita da quello sulla rabbia, che inizialmente pensavo fosse il sentimento, e invece ho scoperto essere la malattia - RABBIA - che a quanto pare in montagna si può contrarre con facilità se ti morde una volpe.&lt;br /&gt;Dopo due ore e mezza sapevo a memoria le regole di comportamento dei lavoratori e degli utenti del pronto soccorso, e avevo contato le piastrelle del pavimento cinque o sei volte, ma soprattutto iniziavo a preoccuparmi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Immaginavo scenari apocalittici di morte e disperazione, e pensavo a cosa avrei potuto dire ai genitori di M. per giustificare l'avvenimento, quando una voce squillante con tipico accento veneto è risuonata altissima in sala d'attesa. Una giovane valchiria montagnina stava urlando: "La fidanzata di M." e lì ho veramente pensato "E' morto" e poi "Dove sono le chiavi della macchina?...Ok le ho io."&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'infermiera intuendo la mia preoccupazione mi ha subito rincuorato e mi ha accompagnata in una stanza dove M. giaceva su un lettino di ospedale con una flebo al braccio.&lt;br /&gt;"Cos'è successo?" ho chiesto allarmata, e il seguente è il racconto dettagliato dell'avventura in pronto soccorso, che è costata ben sei ore della mia vita (o forse anche di più perchè anche in questo caso ad un certo punto ho smesso di contare)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Entrato in codice verde, che è quello dei pazienti non gravi, M. è diventato subito un codice rosso quando il medico che lo ha visitato ha decretato: "Sospetta lesione della milza".&lt;br /&gt;Immediatamente le infermiere si sono prodigate attorno al paziente grave del giorno, e la prima mossa è stata quella di mettergli la flebo. Quando M. che è mancino ha chiesto se potevano mettere la farfalla per il prelievo del sangue sul braccio destro anzichè su quello sinistro, si è sentito rispondere: "Non possiamo perchè se ti devono operare ci serve sulla sinistra"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A quel punto M. ha perso la testa e l'ipocondriaco che è in lui lo ha trasformato in un docile animale che, sdraiato su un lettino con delle rotelle e trasportato da una parte all'altra dell'ospedale, aspettava inerte il suo destino di morte.&lt;br /&gt;Dopo ben due radiografie, un esame del sangue e un'ecografia, i medici del pronto soccorso si sono sentiti di escludere il pericolo di morte imminente, ma hanno deciso di sottoporlo ad un ciclo di antidolorifici e di tenerlo sotto osservazione.&lt;br /&gt;Nel frattempo M. ha visto Dio, o meglio una sua incarnazione terrena. E' successo infatti che il prete del paese bazzicasse il pronto soccorso (forse alla ricerca di nuovi clienti dell'ultimo minuto) e sia entrato anche nella stanza di M. che ha pensato di essere veramente fottuto fino a quando è riuscito a razionalizzare e a pensare che non era vero, non stava morendo, il medico gli aveva detto che non era più in grave pericolo di vita...."Guardi prete, lì c'è una donna con un taglio ad un dito, sta perdendo sangue, è più grave di me, vada da lei prete...."&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dopo quattro ore in osservazione i medici, riluttanti, lo hanno lasciato andare con una diagnosi di scampato pericolo, e noi milanesi stupiti da tanta meticolosità, siamo riusciti a tornare a casa&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ecco, dopo questa esperienza credo che farò sparire il motorino di M. e intascherò i soldi dell'assicurazione.....o meglio, dopo questa esperienza se devo essere sincera credo che non metterò più piede in quel pronto soccorso, neanche se dovesse mordermi una volpe.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1273601356733621126-5039322670084062565?l=margotsnannydiaries.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://margotsnannydiaries.blogspot.com/feeds/5039322670084062565/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://margotsnannydiaries.blogspot.com/2010/07/una-strana-gita-in-montagna.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1273601356733621126/posts/default/5039322670084062565'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1273601356733621126/posts/default/5039322670084062565'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://margotsnannydiaries.blogspot.com/2010/07/una-strana-gita-in-montagna.html' title='Una strana gita in montagna'/><author><name>Margot</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00710675474803829685</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1273601356733621126.post-6221355984291460356</id><published>2010-07-22T19:01:00.002+02:00</published><updated>2010-07-22T19:21:45.459+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='università'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='laurea'/><title type='text'>Punti di vista</title><content type='html'>Alla Berlusconi propongono una cattedra dopo la discussione di una tesi di laurea triennale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Durante la discussione della mia laurea specialistica io stavo per saltare in piedi sulla cattedra e schiaffeggiare la mia correlatrice che non aveva capito un cazzo della tesi e continuava a darmi contro, mentre il mio giovane relatore se ne stava seduto tranquillo e sorrideva come un idiota senza intervenire per zittire quella vacca fuori controllo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tra l'altro era estate e per l'agitazione mi ero dimenticata di fare la ceretta e cercavo in tutti i modi di nascondere i peli che uscivano dai pantaloni e non riuscivo a sedermi comodamente con le gambe accavallate. Per fortuna ero l'ultima della giornata, e in aula erano rimasti solo mia madre, uno stoico compagno d'università, un bidello che alla fine ha voluto stringermi la mano e farmi i complimenti per quanto ero agguerrita, e il mio ragazzo, il quale in quei giorni aveva perso un dente, un incisivo superiore per l'esattezza. Perso a seguito di un incidente in bicicletta alla tenera età di 17 anni, il dente in questione era stato sostituito con una protesi farlocca, tenuta su con un perno che invece aveva  resistito all'avanzare del tempo e faceva quindi bella mostra sulla gengiva del mio amato cavaliere, che per l'occasione chiamavo affettuosamente Perno Man.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nessuno aveva portato la macchina fotografica, nessuno voleva essere immortalato, e come biasimarci. Nessuno inoltre mi ha offerto una cattedra, anzi a seguito di quell'incantevole giornata mi è venuta la colite spastica e ci ho messo quasi un anno prima di capire cosa volessi/potessi realmente fare con quella laurea.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Insomma non dico che le cerimonie di laurea debbano essere tutte disastrose come la mia, ma offrire una cattedra...ad una laureata del triennio....non esageriamo.....&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1273601356733621126-6221355984291460356?l=margotsnannydiaries.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://margotsnannydiaries.blogspot.com/feeds/6221355984291460356/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://margotsnannydiaries.blogspot.com/2010/07/punti-di-vista.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1273601356733621126/posts/default/6221355984291460356'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1273601356733621126/posts/default/6221355984291460356'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://margotsnannydiaries.blogspot.com/2010/07/punti-di-vista.html' title='Punti di vista'/><author><name>Margot</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00710675474803829685</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1273601356733621126.post-3800254816004436134</id><published>2010-07-22T18:52:00.002+02:00</published><updated>2010-07-22T18:59:04.132+02:00</updated><title type='text'>Per farsi un'idea</title><content type='html'>Forse non tutti sanno chi sono gli Snorky, bè diciamo che sono come i Puffi solo che vivono nel mare...una specie di piccola Atlantide con questi esserini a metà tra alieni, cavallucci marini e....non si è mai capito. Comunque per i neofiti del genere ecco la sigla (ovviamente cantata dall'insostituibile Cristina D'Avena):&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;http://www.youtube.com/watch?v=zNsRrs-QFDU&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1273601356733621126-3800254816004436134?l=margotsnannydiaries.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://margotsnannydiaries.blogspot.com/feeds/3800254816004436134/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://margotsnannydiaries.blogspot.com/2010/07/per-farsi-unidea.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1273601356733621126/posts/default/3800254816004436134'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1273601356733621126/posts/default/3800254816004436134'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://margotsnannydiaries.blogspot.com/2010/07/per-farsi-unidea.html' title='Per farsi un&apos;idea'/><author><name>Margot</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00710675474803829685</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1273601356733621126.post-422524083060201811</id><published>2010-07-20T19:55:00.006+02:00</published><updated>2010-07-20T21:05:58.584+02:00</updated><title type='text'>Dovevo ascoltare lo Snorky</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_XRWEcUsL6gc/TEXuo_mJoYI/AAAAAAAAAAc/0p1tEiksaEY/s1600/DSCN1127.JPG"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_XRWEcUsL6gc/TEXrHXZr6CI/AAAAAAAAAAU/S24ef_48Nus/s1600/DSCN1125.JPG"&gt;&lt;img style="float: left; margin: 0pt 10px 10px 0pt; cursor: pointer; width: 320px; height: 240px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_XRWEcUsL6gc/TEXrHXZr6CI/AAAAAAAAAAU/S24ef_48Nus/s320/DSCN1125.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5496057432048920610" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Ho rischiato la vita. O meglio, non sono rimasta gravemente ferita solo  per una serie di fortunate coincidenze.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Antefatto:&lt;br /&gt;L'altra  notte mi giravo e rigiravo nel letto, vittima del caldo bestiale e di  quei fastidiosi microrisvegli che tanto inquietano le notti di noi  indefessi lavoratori. Quando all'improvviso, un rumore...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il mio  Snorky verde, ricordo d'infanzia che tengo gelosamente sulla mensola  sopra la mia scrivania, con un tuffo carpiato si era buttato a terra e superando i ripiani di ogni mobile che aveva incontrato, era rotolato gentilmente fino ai piedi del mio letto.&lt;br /&gt;"Biricchino" -  ho detto nel delirio del dormiveglia - "Non ti piace più stare sulla mensola tra il mappamondo e la candela di cera d'api? Forse con il caldo l'odore di miele era divenatato insopportabile?"&lt;br /&gt;Nessuna risposta.&lt;br /&gt;"Eh già" - ho pensato - "non mi rispondi perchè tu sei quello sfigato, quello che non parla e comunica con il mondo esterno solo tramite incomprensibili gorgoglii. Tu, sei la pietra della compagnia. Quello che quando Superstellino provava a farsi Bollicina era sempre in mezzo alle palle! Ecco perchè non mi rispondi!"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dovete infatti sapere che il pupazzetto in questione ora è diventato un cimelio invidiato da quasi tutti i ragazzi cresciuti con i cartoni animati degli anni '80, ma allora era un'onta, soprattutto perchè era stato per la vostra Margot l'ultimissima delle scelte. Acquistato in un momento di disperazione quando la cartoleria aveva ormai esaurito i personaggi più fighi, comprati da quei porci egoisti dei miei amichetti delle elementari. A quei tempi infatti non potevo certo essere da meno e non possedere il mio Snorky in miniatura, ma avere la seconda scelta, il personaggio che non parla e che tiene la maschera subaquea in testa tutto il tempo, non mi aiutava comunque a socializzare. Dunque a causa del mio risentimento nei confronti della sua inettitudine, un giorno in cui proprio non voleva saperne di restare in piedi gli avevo morsicato una gambina, rendendolo un disabile permanente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_XRWEcUsL6gc/TEXuo_mJoYI/AAAAAAAAAAc/0p1tEiksaEY/s1600/DSCN1127.JPG"&gt;&lt;img style="display: block; margin: 0px auto 10px; text-align: center; cursor: pointer; width: 320px; height: 240px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_XRWEcUsL6gc/TEXuo_mJoYI/AAAAAAAAAAc/0p1tEiksaEY/s320/DSCN1127.JPG" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5496061308309184898" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;Dimenticato nel cassetto dei giochi inutilizzati. quando infine ho raggiunto l'età in cui i ricordi d'infanzia diventano, chissà perchè, tutti belli, ho deciso di metterlo in bella mostra sulla mensola, nel mio angolo dei ricordi.&lt;br /&gt;Ora, si sa che il senso di colpa gioca brutti scherzi e l'altra notte ho attribuito quella sua fuga notturna alla disabilità che lo affligge da molti anni ormai.&lt;br /&gt;"Poverino, ti ha ceduto la gambina" gli ho detto mentre lo riponevo sulla scrivania il  giorno dopo, anche se non riuscivo a piegarmi come avesse fatto, dalla mensola, a cadere sulla scrivania e da lì rotolare fino al letto, soprattutto perchè - come potete vedere -  ha la testa rettangolare. Ma io stolta, ho scacciato il pensiero dalla mia testa, continuando la mia vita come se nulla fosse fino alla notte successiva...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Stavo dormendo come non riuscivo a fare da qualche tempo ormai, a causa del caldo afoso che ti opprime nelle notti estive. Confortata dalla brezza che proveniva dai campi, mi ero addirittura coperta con il lenzuolo, e abbracciata al mio cuscino ero completamente ignara del mondo circostante. Quando improvvisamente, FRAM! Un fracasso inspiegabile e mia madre nella mia stanza che, con notevoli riflessi per i suoi 61 anni, era balzata dal suo letto e mi diceva:&lt;br /&gt;" Margot, cos'è successo?"&lt;br /&gt;Sembrava che fosse scoppiata una bomba nella mia stanza, c'erano oggetti fuori posto in ogni dove ed io, a sedere sul letto con il cuscino ancora in mano ho esordito con impeccabile flemma inglese:&lt;br /&gt;"Forse è caduto qualcosa"&lt;br /&gt;e girandomi verso la parete opposta mi sono accorta che quella notte era stata la mensola a fare il tuffo carpiato per arrivare non troppo gentilmente ai piedi del mio letto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se solo avessi ascoltato lo Snorky e avessi controllato la mensola, se solo fossi stata in grado di interpretare i suoi segni...a quest'ora avrei ancora un ripiano sul quale appoggiarlo e non avrei rischiato che la mensola mi cadesse in testa.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1273601356733621126-422524083060201811?l=margotsnannydiaries.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://margotsnannydiaries.blogspot.com/feeds/422524083060201811/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://margotsnannydiaries.blogspot.com/2010/07/dovevo-ascoltare-lo-snorky.html#comment-form' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1273601356733621126/posts/default/422524083060201811'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1273601356733621126/posts/default/422524083060201811'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://margotsnannydiaries.blogspot.com/2010/07/dovevo-ascoltare-lo-snorky.html' title='Dovevo ascoltare lo Snorky'/><author><name>Margot</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00710675474803829685</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_XRWEcUsL6gc/TEXrHXZr6CI/AAAAAAAAAAU/S24ef_48Nus/s72-c/DSCN1125.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1273601356733621126.post-6488429606849728852</id><published>2010-07-16T19:15:00.002+02:00</published><updated>2010-07-16T19:18:04.977+02:00</updated><title type='text'>Eccessiva devozione al lavoro</title><content type='html'>Ecco, una volta che ho la possibilità di andare ad una sfilata....ho dato la disponibilità per lavorare di sera!!!! Starò con un bambino di 4 anni, suo fratello di 4 mesi e la loro madre esaurita, mentre le mie amiche imiteranno le star alla sfilata dell'anno (o forse no). Comunque questa è sfiga.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1273601356733621126-6488429606849728852?l=margotsnannydiaries.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://margotsnannydiaries.blogspot.com/feeds/6488429606849728852/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://margotsnannydiaries.blogspot.com/2010/07/eccessiva-devozione-al-lavoro.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1273601356733621126/posts/default/6488429606849728852'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1273601356733621126/posts/default/6488429606849728852'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://margotsnannydiaries.blogspot.com/2010/07/eccessiva-devozione-al-lavoro.html' title='Eccessiva devozione al lavoro'/><author><name>Margot</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00710675474803829685</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1273601356733621126.post-6413488604379714038</id><published>2010-07-04T02:17:00.000+02:00</published><updated>2010-07-12T22:30:59.518+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Star Wars'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Bimbomix n°1'/><title type='text'></title><content type='html'>E alla fine ho ceduto. Si, sto guardando Twilight, anzi, creo un blog nell'attesa che si sblocchi il film in streaming... E pensare che non posso neanche dire che mi serve per lavoro, che sapete com'è, facendo la babysitter devo essere sempre aggiornata sulle ossessioni dei miei bambini. Come quando Bimbomix n°1 era andato pesantemente in fissa con Star Wars e me ne faceva vedere piccoli spezzoni mischiati tra loro e poi pretendeva una discussione critica su tutta la saga. Alla fine non sono più riuscita a fingere e mi sono autopropinata un corso di aggiornamento nel mio salotto, e per due pomeriggi di fila mi sono sparata tutta la saga, noleggiando pure i dvd da blockbuster perchè Bimbomix n°1, gelosissimo dei suoi possedimenti, non aveva voluto prestarmi i suoi..... Ma ora no, con Twilight non ho più scuse, anche perchè l'argomento principale ora è il calcio....ma di questo avrò modo di parlare in futuro......&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1273601356733621126-6413488604379714038?l=margotsnannydiaries.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://margotsnannydiaries.blogspot.com/feeds/6413488604379714038/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://margotsnannydiaries.blogspot.com/2010/07/e-alla-fine-ho-ceduto.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1273601356733621126/posts/default/6413488604379714038'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1273601356733621126/posts/default/6413488604379714038'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://margotsnannydiaries.blogspot.com/2010/07/e-alla-fine-ho-ceduto.html' title=''/><author><name>Margot</name><uri>http://www.blogger.com/profile/00710675474803829685</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry></feed>
